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"E' ora di tornare a vincere a Cornaredo"

“E’ ora di tornare a vincere a Cornaredo”

Saranno cinque i giocatori della rosa bianconera che non potranno scendere in campo nel match di domenica (16.30) a Cornaredo contro il Servette. Si tratta di Bottani, Celar, Belhadj, Facchinetti e Osigwe. L’annuncio è stato dato in apertura della settimanale conferenza stampa del tecnico Mattia Croci-Torti.  La prima domanda ha riguardato le condizioni dei nazionali rientrati ieri dai vari impegni.

“Li ho trovati molto bene perché i risultati sono stati positivi. Steffen ha giocato e vinto con la Svizzera nelle due importanti partite di Nations League, Hajdari ha esordito nelle due partite disputate dalla U21 ed era molto carico in questi giorni. Pure Saipi ha giocato 90 minuti contro la Norvegia e dopo il piccolo infortunio che aveva accusato contro l’YB si è trattato di una notizia positiva. Amoura è riuscito a vincere due volte con la propria nazionale, in ambedue i casi è entrato nel finale. L’Algeria è una squadra con molta qualità davanti come Mahrez giocatore africano dell’anno. Il fatto che El Amine sia entrato in campo e abbia vinto due volte l’ha fatto tornare a Lugano molto carico dopo il bel gol in Coppa con cui ci aveva lasciati.”

-Come ti spieghi l’inizio di stagione per certi versi sorprendente del Servette?

“Noi abbiamo cambiato tanto e all’inizio abbiamo incontrato qualche difficoltà mentre il Servette ha cambiato pochissimo, oserei dire che non ha mutato nulla tranne la partenza di Sasso che ultimamente aveva giocato poco. Col tempo sono riusciti a inserire elementi molto pericolosi come Kutesa e hanno rinforzato la panchina. Il lavoro di Geiger va avanti da quattro anni: è una squadra che gioca a memoria con giocatori che si conoscono alla perfezione penso ai vari Cognat e Stevanovic. Hanno acquistato un solo giocatore importante sulla fascia sinistra, un elemento che ha dato qualcosa in più di valore alla squadra. Sicuramente i risultati parlano chiaro: hanno aspettato ragazzi come Vouilloz e Severin che sono stati in panchina negli anni precedenti e quest’anno hanno acquisito una buona regolarità come difensori centrali. Sono stati bravi.”

-Cosa hai potuto fare, come avete lavorato in queste due settimane viste le numerose assenze tra infortuni e convocati in nazionale?

“Quello che abbiamo cercato di fare è stato di mantenere un’ottima condizione fisica. La prima settimana abbiamo cercato di impiegare i ragazzi che avevano giocato di meno nel Triangolare di Giubiasco. Peccato che contro il Bellinzona abbiamo avuto due elementi -Osigwe e Belhadj- che si sono stirati dopo 25′. Quel match comunque ha messo minuti nelle gambe dei vari Aliseda, Hajrizi e Macek. E’ stata una settimana importante sotto quell’aspetto mentre in questi giorni abbiamo cercato di prepararci ad affrontare il Servette domenica.”

-Giocate a Cornaredo dove quest’anno non avete mai vinto. Si è trattato immagino di episodi, non di qualcosa che vada a infierire mentalmente?

“Lunedì mi sono presentato allo stadio e Lisa, segretaria del Dicastero Sport, mi ha detto “è ora di vincere”. Capiamo che i tifosi hanno voglia di veder tornare alla vittoria e la squadra ha lo stesso sentimento. Il mio discorso ai ragazzi è stato molto chiaro: non importa come e in che situazione ma dobbiamo cercare in tutti i modi di ottenere i tre punti.  Non dobbiamo lasciare niente al caso e curare ogni dettaglio, penso che l’abbiamo fatto negli ultimi tre giorni. Questa partita è importante, l’ho sempre detto senza cercare scuse dopo le sconfitte avute a Cornaredo. L’anno scorso avevamo vinto tante partita in casa ed è ora che ricominciamo a vincere perché i tifosi se l’aspettano e anche noi non vediamo l’ora di gioire insieme. E’ troppo tempo che non vinciamo una partita a Cornaredo”.

-Hajrizi è tornato in campo a Giubiasco dopo il lungo infortunio: è già pronto per giocare 90 minuti?

“Hajrizi non è pronto per giocare un’intera partita. Domani scenderà in campo con la U21 per disputare uno spezzone di partita. Desidero fare con lui lo stesso percorso intrapreso con Macek e Aliseda e cioè, dopo infortuni di più di tre mesi, di far giocare almeno due partite con la seconda squadra. Poi domenica verrà in panchina e all’occorrenza ci potrà dare una mano nei minuti finali. Spero di recuperare il difensore al cento per cento dalle prossime settimane, dandogli anche il ritmo partita. Il ragazzo è molto disponibile, ha un carattere forte e gli piace trascinare gli altri. Ha sicuramente alzato l’intensità degli allenamenti in queste ultime settimane.”

-L’assenza di Celar porterà a un ballottaggio tra Babic e Aliseda che è tornato in buona condizione?

“Devo essere sincero: Babic è arrivato dopo un anno e mezzo in cui ha giocato poco. Si è messo a disposizione e ha segnato contro San Gallo e Basilea, oltre ad aver sbloccato la partita di Breitenrain. Si è sempre comportato in maniera corretta con la squadra, sicuramente merita di disputare una partita da titolare anche in campionato. Sono soddisfatto della formazione scesa in campo in Coppa per ovviare alle assenze di Bottani e Celar. Dunque potremmo dare continuità a quell’undici anche se negli ultimi,i giorni siamo riusciti a recuperare Arigoni che piano piano sta sistemando i problemi alla caviglia per darci una mano come ce l’aspettiamo.”

-Vista la volatona verso i Mondiali, avrete un mese e mezzo con otto partite, una dopo l’altra insomma. L’inizio di stagione è stato un po’ sotto le attese, dove vuoi vedere la squadra alla fine del girone di andata, visto che si potrebbe decidere nell’immediato futuro se fare un campionato da protagonista o nell’anonimato?

“L’ambizione di un allenatore è vincere ogni partita. Per me sarebbe scorretto venire qui adesso a dirti: cerchiamo di vincere 3  o 4 partite su 8. L’importante è cercare in ogni impegno di dare il massimo e riuscire a portare a casa risultati positivi, indirizzando la fortuna dalla nostra parte. In casa abbiamo lasciato troppi punti agli avversari e come detto prima bisogna far sì che Cornaredo torni a essere un po’ un fortino e proseguire a fare quello che abbiamo fatto fuori casa dove, a parte la sfida con l’YB, siamo riusciti a interpretare le partite al meglio dal punto di vista caratteriale. Sono partite dove abbiamo sofferto e dove siamo comunque riusciti a fare male agli avversari nei minuti finali. Sfide nelle quali non abbiamo avuto paura di andare a giocarcele. Sappiamo che  ci sono avversari al momento più forti di noi, cerchiamo di rovesciare le gerarchie e di riportarci dove secondo me il Lugano può stare, magari non a livello di YB e Basilea, ma subito dietro”

-Hai parlato di interpretazione corretta dei match a livello caratteriale. Giovedì un’intervista Mattia Bottani diceva che secondo lui, al di là dei risultati, non è ancora emersa la vera identità della squadra, in alcune partite ce la siamo giocavate in altre siamo stati un po’ rinunciatari. Sei d’accordo?

“Ogni stagione ha un suo percorso. Si inizia pensando di poter fare determinate cose e poi si finisce capendo che magari gli equilibri li trovi facendo altro. In Svizzera, con il mercato aperto così a lungo, parti con delle indicazioni, poi arrivano giocatori come Steffen, nazionale e ti cambiano un po’ quello che avevi pensato di fare. Ma è il destino dell’allenatore cercare di adeguarsi e trovare le giuste soluzioni, le alchimie e le dinamiche adatte al gruppo. Non sono mai facili da trovare in due o tre settimane, anche perché come ho detto più volte conoscere i giocatori non è così scontato e facile. Capire le caratteristiche, dove vogliono giocare, come vogliono difendere o attaccare. Il tutto fa parte di un percorso e ci stanno anche le parole di Bottani il quale era magari abituato a un Lugano ultra difensivo negli ultimi anni. La scorsa stagione abbiamo cercato di avere un’evoluzione, quest’anno abbiamo schierato un centrocampo a tre o a due, a volte un numero dieci, eccetera. Stiamo cercando il giusto equilibrio sperando di trovarlo il prima possibile per portare a casa i punti sapendo che dall’altra parte c’è sempre un avversario che a volte più forte di noi”.

-Riconosci che c’è ancora un’identità non completa?

“Le ultime partite l’identità non mi è dispiaciuta, la squadra ha sempre fatto quanto gli avevo chiesto e a parte la sfida con L’YB non ho niente da recriminare o da rimproverare ai ragazzi. Quando siamo andati a giocare a Zurigo e Basilea, le due partite di Coppa, il secondo tempo disputato in casa contro il San Gallo abbiamo fatto quello che dovevamo. L’identità inizia a essere abbastanza chiara, evidentemente l’arrivo di Steffen ha cambiato qualche equilibrio, ma sono abbastanza tranquillo e vado per la mia strada, sappiamo cosa dobbiamo andare a fare già a partire da domenica.”

-Nell’intervista appena citata emerge un Bottani che negli ultimi tempi ha dovuto pensare tanto a fattori extra-calcistici. Ha parlato di un’offerta importante da Chicago, dell’eventualità di stare lontano dai figli, di rinnovo del contratto con il Lugano da discutere. Quanto lo hai visto in difficoltà a livello umano in questo periodo?

“L’intervista ha riguardato Mattia ma le problematiche sollevate le ho giornalmente con tutti i 22 giocatori della rosa. Non è il caso di concentrarsi su un singolo ma bisogna aiutare tutti, ma ripeto sono aspetti che nel calcio moderno sono frequenti. Con un mercato così lungo queste dinamiche succedono il mattino e magari ancora il pomeriggio. Pensate che in Arabia Saudita il mercato è ancora aperto e bisogna aspettarsi di tutto. L’altro ieri il GC ha perso il portiere e ha subito ingaggiato un austriaco fortissimo. Vi sono elementi svincolati che chiedono anche a noi di venir ingaggiati. Sempre le cavallette hanno preso un attaccante brasiliano molto forte. Ma per tornare al tema sollevato non è mai facile entrare nella testa dei giocatori e non abbiamo talvolta nemmeno il diritto di farlo.  Bottani -e l’ha detto anche nell’intervista- ha avuto un vero grande problema con l’infortunio e la malattia a inizio stagione che ha fatto sì che la preparazione ne abbia risentito. Non l’ho visto male nel momento in cui aveva recuperato poi purtroppo ha avuto altre due ricadute che sono quelle più dolorose. Non è mai bello fare fisioterapia da solo per poi ripartire. Ma è un ragazzo che, come tutti gli altri, ci  tiene a tornare. Sono due settimane che lo vedo al campo;  sta ritrovando delle ottime sensazioni. Però come era successo con Amoura non è il caso di rischiarlo prematuramente. Lui ha una grandissima voglia e un piccolo spiraglio per i prossimi Mondiali ce l’ha anche ora, dunque è giusto che lui con le sue motivazioni così come tutti gli altri cerchino di dare una mano a questa squadra. restano otto partite e dobbiamo giocarle al meglio per la squadra e a livello individuale.”

-A proposito di equilibri, anche se la cosa non dipendente da te, un eventuale arrivo di Shaqiri per allenarsi in vista del Mondiale, nella gestione degli equilibri è una cosa positiva o ti preoccupa?

“Per la verità nessuno della società mi ha mai parlato di questa opportunità, l’ho letta sui giornali. Non è corretto parlarne qua ma, come ho detto più volte, quand’ero bambino mi identificavo in alcuni idoli calcistici. Shaqiri è sicuramente un idolo dei ragazzini svizzeri e se dovesse allenarsi a Lugano sarebbe un motivo d’orgoglio per i giovani della squadra. A me cambierebbe poco: se ci verrà chiesto di allenarlo lo faremo, ma evidentemente il focus rimarrà sui giocatori che scendono in campo la domenica e sugli obiettivi che vogliamo centrare e non sarà rivolto al suo arrivo ai nostri allenamenti”.

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