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"Mentalità carente e attitudine difensiva catastrofica"

Crus: “mentalità carente e attitudine difensiva catastrofica”

C’è tanta delusione a Cornaredo al fischio finale dell’arbitro Wolfensberger. Lo Stade Lausanne è riuscito nell’impresa di conquistare i tre punti e il Lugano esce sconfitto dalla prima partita del 2024, per di più davanti al proprio pubblico.

Catastrofe difensiva

“Primo tempo da dimenticare e rimonta incompiuta contro una squadra che al di là della fame di punti ha solo dimostrato di saper sfruttare le occasioni che le si sono presentate”. La sintesi del primo giornalista iintervenuto nella conferenza stampa post partita è condivisibile. La risposta del tecnico Croci-Torti è stata schietta. “Penso che oggi la partita si possa riassumere con una carenza di mentalità di tutta la mia squadra nei primi venti minuti. L’attitudine difensiva è stata catastrofica e la colpa è solo mia perché se una squadra entra in campo con questa mentalità e senza fame non ci sono da attribuire colpe, l’unico responsabile sono io. Le mie squadre non possono giocare con questa mentalità: abbiamo perso tutti i duelli difensivi e abbiamo regalato due gol con estrema facilità. Poi si può star qui a parlare di tante cose ma la verità è che non siamo riusciti a sfruttare le occasioni avute nel primo tempo e solo in parte quelle del secondo. Non c’è da parlare di tecnica o di tattica né di condizione. Quando prendi due sberle in  maniera così irrisoria poi diventa tutto più difficile. Non è questa la mentalità che il Lugano deve avere soprattutto davanti ai propri tifosi.”

Vinti pochi duelli

-Si è parlato tanto in questi mesi degli infortuni, non è che la cosa sia entrata nella testa dei giocatori. L’impressione è che ci fossero in campo undici ragazzi la cui unica preoccupazione era quella di non farsi male.

“Non è una questione fisica, le gambe hanno cominciato a girare quando abbiamo preso un po’ di fiducia. La verità è che gli avversari alla loro prima azione hanno ottenuto un rigore e alla seconda ci hanno nuovamente infilato. Quando affronti l’ultima in classifica poi è difficile reagire di pancia di fronte a un inizio simile. So benissimo che il terreno ghiacciato non aiuta a entrare subito nei duelli, ma loro ci sono entrati e noi no. Poi può darsi che la storia degli infortuni sia un po’ nella testa dei giocatori. Ieri abbiamo perso Valenzuela, dopo che s’era fermato Aliseda e oggi sono usciti infortunati Doumbia e Bottani. Però non cerchiamo scuse: con la squadra che avevamo in campo potevamo sicuramente fare meglio. Non tanto a livello di gioco, arrivavamo in area facilmente e avremmo potuto segnare subito il pareggio. Ma di mentalità: una squadra che vuole raccogliere punti deve essere maggiormente aggressiva e vincere più duelli. Se guardiamo le prime due reti subite sono giocate troppo facili da parte dello Stade Lausanne. ”

Disattenti su Gharbi

-Aliseda, Valenzuela e Doumbia. Siamo punto a capo?

“Non lo so. Sicuramente non è una situazione piacevole. Oggi è difficile parlare di assenze quando la squadra entra in campo con questa mentalità. Come ho detto ai ragazzi a metà tempo non bisogna dare la colpa a uno o all’altro. Mi sono perso la responsabilità davanti a tutti perché le squadre di Mattia Croci-Torti non possono scendere in campo senza fame e noi  i primi 20 minuti abbiano giocato in maniera troppo soft. E questo non può accadere. Di Ismael Gharbi avevamo parlato in conferenza stampa venerdì e avevo detto che è un elemento fuori categoria, l’avevo detto anche alla squadra. Non puoi concedere tranquillamente tanto spazio a un giocatore del suo talento, che quest’anno ha giocato titolare nel PSG. Non siamo stati attenti né bravi e dunque questa sconfitta è meritata anche se nel secondo tempo la squadra ha cercato di recuperare. E’ diventata più lucida e non ha abbassato la testa come al solito: questa è l’unica cosa da salvare quest’oggi.”

Devi avere più fame

-Hai detto che avete sbagliato l’approccio dal profilo mentale; come ti spieghi che dopo tutte queste settimane di preparazione la squadra non va in campo come dovrebbe?
“E’ stata una preparazione abbastanza difficile per tutte le squadre, le amichevoli non contano niente. Conta solo la fame che hai prima del fischio d’inizio. Sai benissimo che il primo match lo devi vincere e per farlo devi aggredirlo in un’altra maniera. Non l’abbiamo fatto e lo spiego col fatto che sono stato un allenatore che non ha lavorato bene in queste ore”.

Questione di mentalità

-Non é la prima volta che fate peggio nel primo tempo e poi recuperate giocando meglio dopo la pausa. E’ successo spesso, come te lo spieghi?

“Oggi è stata una partita a se. Non è questione di primo tempo, è stata la fase difensiva -e sto parlando di tutto il blocco- che non ha funzionato. Ogni volta che sono ripartiti loro riuscivano ad arrivare con facilità in area. Non è neanche una questione tattica perché eravamo sempre presenti ma ci siamo fatti saltare troppo facilmente. Parliamo solo di mentalità e non di altro.”

Batosta utile

-Quanto è impellente l’arrivo di un sostituto di Arigoni alla luce dell’ennesima prova di Espinoza che a livello di scelte tecniche non riesce proprio a migliorare?
“Io ho fiducia in John e dunque non è un problema di sostituto. Schiero i giocatori che ho a disposizione e con questi oggi avremmo potuto fare molto meglio. Sono sincero, sarebbe sbagliato da parte mia venire qui ora a parlare di sostituti o di assenze. Non l’ho mai fatto e non lo faccio adesso. Sono sicuro che non devo star qui davanti a nessun giornalista e a nessun tifoso bianconero a cercare scuse. Non abbiamo funzionato, la mentalità non era quella che doveva essere. Sono convintissimo che noi siamo diversi però delle batoste del genere tante volte ti aiutano a ritornare con i piedi per terra. Quando non vai al duello, significa che non sei pronti ad andarci e che qualcosa nella testa non funziona.”

Campo ghiacciato

-A parte gli errori difensivi ho visto tanti palloni passati all’indietro, come se ci fosse la paura anche in avanti di andare all’uno contro uno?
“Dopo che sono passati in vantaggio loro non hanno mai fatto una pressione sopra metà campo, si sono messi tutti dietro e non era facile trovare spazi. Poi il campo ghiacciato ha favorito gli errori tecnici.Non é facile puntare l’uomo e saltarlo quando non hai il controllo dei piedi per via della superficie ghiacciata.  Gli ultimi tre giorni ci siamo allenati in queste condizioni e non riuscivamo a fare tre passaggi. I giocatori dello Stade sono stati bravi a trovare una grande giocata sul primo gol e a ripartire quando noi siamo scivolati in due sulla seconda rete. Non è tanto il passaggio indietro ma il fatto che loro si sono chiusi ed è diventato difficile giocare tra le linee per via del campo”.

Buona condizione

-Sappiamo che sono due preparazioni diverse, ma tra quella estiva e l’attuale avete cambiato qualcosa?
“Non posso parlare di preparazione quando puoi fare qualcosa nei primi 11 giorni e poi nei 7 che rimangono devi subito abbassare i carichi. Ma oggi non è certo una questione di condizione, al novantesimo andavano ancora tutti da Espinoza a Bislimi a Sabba a tutti quanti. Sapevamo che chi rientrava da un lungo infortunio (Bottani, Grgic, Marques) non avrebbe avuto moltissimi minuti nelle gambe, ma gli altri da Hajrizi a Vladi nessuno ha avuto il benché minimo problema nell’affrontare l’intera partita. E’ la testa!”

Doumbia e Bottani out

-Il riferimento è agli infortuni, volevo capire se quanto è successo nei mesi scorsi vi ha insegnato qualcosa?

“Non sono ancora riuscito ad andare negli spogliatoi per vedere le condizioni di Doumbia. Ho visto  però le immagini dell’intervento di Gharbi e ho subito capito che Mattia Bottani non avrebbe più giocato questa partita. Devo capire quello che è successo, Sapevo che potevo schierare Doumbia ma anche che l’ultima partita vera l’aveva disputata ad ottobre.”

Fiducia in Berbic

-Parliamo di portieri. Un mese fa avevi Saipi, Osigwe, Deana e Berbic. Oggi hai ricominciato la stagione con in campo il quarto nelle gerarchie. Non c’è stato qualche errore di pianificazione?
“Saipi era ammalato e Osigwe sappiamo tutti che ha bisogno ancora qualche settimane dopo l’infortunio alla spalla, non ha giocato nemmeno metà tempo in amichevole con la U21.  Stiamo stati an che un po’ sfortunati ma io ho fiducia in Berbic che ha già dimostrato di poter giocare tranquillamente. Le influenze di Steffen e Saipi non derivano da infortuni. Ma non cerchiamo alibi, abbiamo schierato il terzo portiere e non ha fatto così male. La sua gestione della partita odierna è stata differente da quella di Lucerna, l’ho visto pronto e sicuro. E’ stato anche lui “sfortunato” di subire due reti in dieci minuti.”

Reagire subito

-Ti sei assunto le responsabilità. Stanotte dormi tranquillo?
“Dormo sempre tranquillo perché quando mi assumo le responsabilità non lo faccio perché non lo penso. La differenza è che non dormo contento, questo sì. Sarò triste ma farò quello che ho fatto a metà tempo: cercare di reagire subito e mettere le cose al proprio posto. E’ l’unica cosa che posso fare partendo da martedì. Domenica andiamo a San Gallo ad affrontare una squadra in salute e non possiamo farlo con l’attitudine mostrata questo pomeriggio.

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Attribuito a Bislimi anche il primo gol