fbpx
    "Più cinici e meno distratti"

    “Più cinici e meno distratti”

    Conferenza stampa di Maurizio Jacobacci (Freshfocus) alla vigilia dell’impegno di campionato contro il Basilea (mercoledì 1. luglio alle ore 18.15 a Cornaredo). La prima domanda ha riguardato le prossime tre partite che vedranno il Lugano impegnato contro le prime della classe (dopo i renani trasferta contro l’YB e poi San Gallo in casa). C’è un po’ di preoccupazione per il fatto che dalla ripresa del campionato su azione siede andati in rete una sola volta (a Ginevra)?

    “Non c’è preoccupazione. A parte che contro il Servette avremmo dovuto vincere il match visto che l’occasione più ghiotta l’abbiamo avuta noi allo scadere con Maric. Tutte le gare sono difficili sia che si giochi contro le prime sia che si affrontino le altre. Ogni confronto ha la sua storia. Se si riesce a passare in vantaggio si hanno buone possibilità di portare a casa la vittoria. A Zurigo abbiamo preso gol ma abbiamo avuto ottime occasioni per segnare a nostra volta e per conquistare un punto che per me sarebbe stato più che meritato.”

    -C’è però il fatto che il Lugano in questa stagione è passato in svantaggio 11 volte e in una sola occasione è riuscito a recuperare nel punteggio. C’è magari un problema mentale?

    “Non credo. Prendendo il caso di domenica, se non avessimo avuto occasioni dopo la rete subita mi preoccuperei invece abbiamo creato parecchie situazioni difficili per l’avversario. Dobbiamo essere solo più cinici e cattivi quando abbiamo la palla giusta in area. Si veda l’occasione capitata a Holender: non riesco a capire la mancata cattiveria sotto porta. Aveva fatto tutto bene e preferivo che tirasse una saetta sopra la traversa, come aveva fatto contro l’YB, piuttosto che fare un passaggio al portiere.  Mi dispiace avere un’occasione simile e mancarla perché l’ultimo gesto è insufficiente. Dobbiamo crescere in questo”.

    -La cattiveria sotto porta si può allenare? Vale anche per il colpo di testa di Yao su cross di Lavanchy: è sembrato che il difensore non ci abbia creduto molto, stava già per andarsene invece di colpire la palla con decisione.

    “E’ forse stato sorpreso che il cross gli è arrivato sulla testa. Dobbiamo avere fiducia nei compagni e sapere che il pallone ti può sempre arrivare, così nei calci d’angolo. Bisogna credere che la palla giunga a te. Marchesano ha segnato perché ci ha creduto. Ma anche su quell’episodio non c’è stato solo l’errore di Selasi in marcatura ma anche un’altra mancanza. Avevamo piazzato Lovric sulla linea di porta vicino al secondo palo proprio per intercettare eventuali conclusioni su calcio d’angolo. Il giocatore invece si è mosso: se fosse rimasto avrebbe respinto senza problemi. I dettagli a Zurigo hanno fatto la differenza.”

    -Holender come ha spiegato il suo errore?

    “Non ha spiegato, forse era sorpreso della mancata uscita del portiere, pensava di averlo dietro alle spalle e ha messo il piede per colpirla di piatto. Ma ci sarebbe voluta cattiveria.”

    -La prestazione di Selasi ti ha convinto che forse non puoi contare su 18 giocatori in grado di calcare i palcoscenici di Super League?

    “Selasi ha disputato una buona gara. Nel primo tempo ha fatto quello che doveva fare, poi  nei primi 20 minuti della ripresa ha peccato -come i compagni- sul piano dell’aggressività. Eravamo troppo lontani dagli avversari e ciò ha permesso allo Zurigo di pressarci alti; non riuscivamo più a uscire palla al piede. Dopo il gol ci siamo ripresi e abbiamo creato buone trame e varie occasioni.”

    -Per affrontare il Basilea hai pensato a qualche novità tattica per arginare la loro potenza?

    “Sì, li abbiamo visti nelle ultime uscite e li conosciamo. Con il Sion sono stati all’attacco per 90′ perché l’avversario voleva solo difendersi e portare a casa un punto e quasi ci riusciva. Poi però se prendi gol all’86’ non hai più tempo per reagire. Noi dovremo difenderci perché loro sono forti, ma quando abbiamo palla dovremo attaccare e cercare di metterli in difficoltà. Hanno elementi molto validi tecnicamente e se non siamo abbastanza aggressivi sanno fare circolare la palla, dobbiamo impedirglielo. Davanti hanno due attaccanti molto forti come Ademi e Cabral, ma credo che giocherà uno solo dei due. Si schiereranno con il 4-2-3-1 come d’abitudine.”

    -Contro il Lucerna avevi detto che nel primo tempo la squadra era stata un po’  bassa di baricentro e la stessa cosa è successo contro lo Zurigo all’inizio della ripresa. Chiederai ai ragazzi di aggredire un po’ più alti?

    “Dobbiamo giocare come nel primo del Letzigrund tenendo il baricentro della squadra sulla tre quarti, con la difesa a 35 metri dalla nostra porta. E’ una buona misura per difendere e per contrattaccare. Dipende molto da come lavorano le due punte: se riescono a infastidire i centrali e a non farli salire palla al piede, la squadra può stare più alta. Se invece si abbassano gli attaccanti automaticamente tutti si schiacciano all’indietro.”

    -A fare la differenza in un campionato con tante partite così ravvicinate ci sono anche i cambi. Il presidente Renzetti dopo Zurigo ha chiesto maggior coraggio e avrebbe desiderato anche quattro sostituzioni di colpo a inizio del secondo tempo. Ma è veramente così facile per un tecnico stravolgere il volto di una squadra in un colpo solo?

    “Queste situazioni non hanno niente a che vedere con il coraggio. Sicuramente posso dar ragione al presidente che forse uno o due cambi al 60′ potevano starci, visto che la squadra era in difficoltà. Infatti volevo inserire due elementi prima del calcio d’angolo di Marchesano ma il quarto uomo non era pronto con la lavagnetta e l’attimo è sfumato non per colpa nostra. Dispiace perché era l’occasione per spezzare il ritmo e riordinare un attimo le idee. Non è successo e abbiamo preso gol. Poi i cambi ci sono stati più tardi.”

    -Dal punto di vista fisico vedi la squadra che fatica?

    “Per la verità anche a Zurigo non ho visto giocatori stanchi nemmeno a partire dall’ora di gioco. Sanno reggere questi ritmi. Guardo Lavanchy e Yao che devono fare la fascia: avrebbero tutti e due potuto giocare novanta minuti senza problemi. Ho tolto Yao per mettere Jefferson visto che è un sinistro naturale e speravo nei suoi centri sotto porta per Janga e Maric. I cambi restano molto importanti: Bottani, che non tutti hanno apprezzato, ha dato il passaggio a Sabbatini sull’azione della traversa, poi ha calciato sull’esterno della rete non riuscendo a incrociare il tiro, ne ha fatto un altro sopra la traversa. Non tutto gli è riuscito ma ha cercato di portare sul terreno vivacità: ha dato mobilità e dinamismo davanti. Non l’ho visto così male in campo anche se può dare molto di più e lo sa anche lui visto le qualità che possiede”.

    -Di Guidotti parlano tutti bene, anche gli allenatori del passato, ma alla fine non riesce mai a trovare spazio in campo. Come lo vede?

    “Si sta allenando molto bene e il suo turno arriverà. Gli dico di aver pazienta e lui ce l’ha e, ripeto, si allena ottimamente. Sono sicuro che si farà trovare pronto e che farà le sue prestazioni”.

    -Oggi è stato annunciato l’addio al calcio di Fulvio Sulmoni. Lei che ha condiviso l’ultima parte di carriera del difensore come lo giudica?

    “Ho sempre schierato Sulmoni perché meritava di giocare e ha sempre dato il meglio. E’ un giocatore molto valido e una persona squisita, umile e che sa il fatto suo. Non è uomo di tante parole ma dimostra in campo il suo valore. Mi dispiace tantissimo, l’avrei volentieri voluto nel gruppo per terminare questo difficile campionato. E’ chiaro però che la salute viene prima di tutto, quello che posso augurargli e di risolvere i suoi problemi e di poter vivere la sua vita come desidera e come merita.”

    Ascolta l'audio dell'articolo