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Il Settore giovanile al completo sulla pista di Cornaredo

La metodologia e i progetti bianconeri grandi protagonisti durante il lockdown

Una valanga di complimenti, che non guastano mai, ma anche e soprattutto di domande, curiosità, commenti, contatti. Tutto questo hanno suscitato i webinar svoltisi nel periodo di “lockdown” ai quali il Lugano è stato invitato, per presentare la metodologia di lavoro del Settore giovanile. Eventi di condivisione e confronto online, che hanno fatto registrare numeri di partecipazione da record, quando “palla e microfono” sono passati al Direttore tecnico Teodoro Palatella o agli altri tecnici del vivaio bianconero.

In taluni casi, il nostro laboratorio è stato accostato a quello dei migliori Settori giovanili d’Europa, a dimostrazione del grande lavoro svolto in questi anni e ormai riconosciuto ben oltre i confini nazionali.

Sono stati momenti utili per noi, per aprirci al confronto, per conoscere e farci conoscere, per capire come e dove possiamo ancora migliorare, per la crescita di ogni nostro singolo giocatore, che è sempre il focus primario – sottolinea il Direttore Palatella -. Poi è chiaro che speriamo di poter presto tornare a far parlare anche il campo, che è l’aspetto che ci piace e stimola di più”.

In evidenza i 14 pilastri della nostra filosofia e poi la metodologia pratica, a partire dal MBM, con l’ausilio di slide e filmati che ben hanno messo in luce l’essenza del lavoro certosino svolto quotidianamente a Cornaredo.

Non solo: grande curiosità e interesse ha suscitato il progetto “Work at home” che per tutti i lunghi mesi dell’isolamento domiciliare ha visto l’intero staff impegnato in allenamenti a distanza con i bambini e ragazzi di tutte le categorie, attraverso varie piattaforme digitali. Un progetto pilota, che poi molti altri club hanno cercato di seguire.

Devo ringraziare tutti i tecnici e i collaboratori che si sono messi a disposizione e hanno svolto un lavoro incredibile, per qualità e costanza, dimostrando ancora una volta la loro professionalità e il loro attaccamento ai nostri colori”, sottolinea il Direttore Palatella.

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