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"A Sion ci aspetta una battaglia"

“A Sion ci aspetta una battaglia”

La conferenza stampa del tecnico Maurizio Jacobacci (foto Coda) in vista della trentaduesima giornata di campionato che vedrà di fronte -domenica alle 16 al Tourbillon- Lugano e Sion si è iniziata tornando al match di mercoledì con il Thun. 

“I bernesi sono venuti qui per contenerci, cercando di tener palla, senza prendersi rischi. Anche il tecnico Schneider continuava a gridare ai suoi giocatori di stare calmi e mantenere il controllo del pallone, loro facevano molti passaggi tra difensori e noi correvamo per evitare lanci in verticale. Soprattutto il primo tempo è stata una partita noiosa dove si aspettava di recuperare palla; ma anche una volta entrati in possesso non siamo abbastanza incisivi e determinati a ripartire. Cosa che invece abbiamo fatto negli ultimi venti minuti con partenze in profondità e lanci negli spazi anche se erano intasati. Sono stati bravi gli elementi di fascia ad andare sull’uno contro uno. Quello dei primi 45′ non è il calcio che piace a me anche se non abbiamo corso rischi. Posso capire i ragazzi che non volevano rischiare di lasciare spazi alle ripartenza di Munsy e soci. Il Sion non potrà avere lo stesso atteggiamento tattico del Thun: deve cercare di vincere, ha una partita in meno e 8 punti di distacco da noi. Dobbiamo avere idee chiare e sapere che loro potrebbero essere a meno 5 e tenerne conto. Cercheremo di giocare un match come contro il Lucerna, dove abbiamo disputato un primo tempo di grande aggressività provocando i loro errori e ripartendo bene tra le linee e a sfruttare gli spazi.”

-Quanto saranno utili le ultime partite nelle quali siete stati rimontati ma avete anche recuperato il risultato: quegli insegnamenti psicologicamente sono importanti?

“E’ quello che ho mostrato ai ragazzi nel video sulla sfida con il Thun. Le cose egregie che siamo stati capaci di fare, specie nella ripresa. Ottime trame e conclusioni: clamorosa la traversa di Gerndt che di solito da lì non perdona, poi il tiro di Yao sopra la traversa e il colpo di testa mancato dallo stesso difensore. Ho detto a Eloge che era già importante trovarsi in quella posizione, io chiedo al giocatore schierato laterale nella difesa a 5 di entrare in area e farsi trovare pronto a concludere. Abbiamo creato diverse palle-gol e dobbiamo credere in quello che stiamo facendo e proporci in profondità quando esiste la possibilità”.

-A proposito di Yao quanto coraggio ti ci è voluto per tornare a schierarlo dall’inizio dopo la prova di Lucerna?

“Non c’è voluto coraggio, gli ho parlato a lungo per capire come mai non era stato concentrato, se aveva problemi, eccetera. Gli ho detto la mia ma in senso costruttivo: è importante che il giocatore che  intendo schierare mi dica se è convinto al cento per cento. Ci siamo capiti, ha cercato di fare il suo compito e di proporre qualcosa in più. E’ ciò che ha fatto. Non capisco perché si dica che lui non può giocare nei tre difensore centrali. Fece una stagione a Crotone in serie B con 30 presenze, giocando sempre da centrale e contribuendo alla promozione della squadra calabrese in seria A: venne eletto miglior giovane del torneo. Sa giocare in quel ruolo: è solo una questione di  concentrazione e serenità, è esplosivo, è un forte colpitore di testa e ha un buon timing.”

-E a proposito di Lungoyi che dici?

“Christopher è un elemento importante quando entra in gioco. Deve trovare la fascia perché al centro rende meno. Ai lati può puntare l’avversario, saltarlo ed entrare in area. Ha margini di crescita anche se è già migliorato tanto da quando è a Lugano,  si trova bene con i compagni e in città. Gli dico sempre di aver pazienza che il suo momento arriverà.”

-Sembra uno ideale per entrare gli ultimi 20 minuti e spaccare la partita, magari dall’inizio non sarebbe così efficace?

“Attualmente è vero che può essere più utile a match in corso, però è un ragazzo che potrebbe giocare anche dall’inizio ma con un altro modulo tattico. Noi attualmente ci schieriamo con tre difensori, cinque centrocampisti e due punte. Non lo vedo fare il quinto, mentre è molto forte nel 4-3-3 oppure nel 3-4-3 o nel 4-2-3-1. “

-In questo senso torna utile il rientro di Custodio vista anche l’assenza di Sabbatini per squalifica?

“Sicuramente, Olivier è un elemento molto importante perché apporta qualità e quantità. E’ un ottimo corridore, ha fisicità e con la palla ci sa fare; inoltre calcia ottimamente punizioni e corner.  Custodio ci viene utilissimo specie in questo momento vista l’assenza del capitato che è stato ammonito per proteste dopo un chiaro fallo su di lui, all’altezza dell’area di rigore del Thun, non sanzionato.”

-E’ difficile preparare le partite senza sapere esattamente se verranno spostate, quando e come si scenderà in campo?

“Ora come ora siamo stati fortunati. Ci hanno posticipato alcune partite e ci sta bene, avendo avuto un  giorno in più di recupero. E’ vero che a Sion giocheremo alle 16 e che farà molto caldo ma finora questo non ci ha disturbato”.

-Quanto è vicino Janga alla sua prima rete in  bianconero?

“Mi auguro che già domenica possa segnare. Sta svolgendo un lavoro oscuro per la squadra, corre tanto e gioca quasi sempre contro due avversari. Non è così facile. Poi a Lucerna Holender nel primo tempo avrebbe potuto passargli il pallone e permettergli di realizzare a porta vuota. Mi spiace e l’ho detto ai ragazzi: quando ci si trova in  una situazione del genere non si può essere egoisti. “

-In un’annata normale domani sarebbe iniziato il nuovo campionato. Il Lugano non è ancora tranquillo ma quasi, riesce già a pensare e a programmare la prossima stagione?

“Non proprio. Non siamo ancora matematicamente salvi anche se abbiamo un buon margine sull’ultima con un ottimo gol average, ma sulla penultima non ci sta già un vantaggio enorme. Dobbiamo assolutamente sapere che dovremo giocarcela domenica e mercoledì in casa contro lo Zurigo. Sono sfide difficili: il Sion non regalerà nulla perché ha l’obbligo di vincere. Anche per noi deve essere un match importante, in caso di vittoria ci porteremmo veramente in una posizione favorevole.”

-Sei contento della crescita delle seconde linee: Guidotti, Lungoyi, Jefferson, Custodio?

“Effettivamente, ci siamo organizzati in modo che anche chi è meno impiegato faccia un allenamento aerobico al fischio finale e il giorno seguente partecipi a una seduta ad alta intensità con il pallone e tutto questo per avere il ritmo degli altri. Così quando sono chiamati in causa possono esprimersi al meglio. Si tratta di elementi di qualità, in caso contrario non sarebbero a Lugano e ci stanno dando una mano molto importante.”

-Quanto può durare ancora Lavanchy?

“Mi auguro tanto. Attualmente abbiamo Pavlovic e Jefferson che crescono ma hanno sempre piccoli risentimenti, mentre Untersee ha avuto oggi problemi di stomaco. Fin che non abbiamo questi giocatori al 100% Numa deve sobbarcarsi tutte le partite, deve tener duro. Ma è un peperino, lo chiamo Duracel, non si ferma mai. Tanto di cappello a lui e a Yao che hanno disputato praticamente tutte le partite. Ci può stare che qualche volta manchino un po’ di freschezza fisica o mentale.”

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