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Wilma Andersson

Wilma, la svedese del Lugano: ama l’hockey, la siesta e vorrebbe giocare come Van Dijk

Un’unica squadra l’FC Lugano Femminile, ma anche tante individualità, atlete e giovani donne che cerchiamo di presentarvi con una serie di brevi interviste. Iniziamo con la bionda svedese del team che partecipa alla massima serie, l’AXA Women Super League, la 22enne Wilma Andersson, nome completo Ingrid Wilma Maria Andersson. Il cognome Andersson è molto diffuso in Svezia, pensate che Wikipedia riporta ben 41 Andersson tra calciatori attuali ed ex, calciatrici e allenatori professionisti, anche se alle nostre latitudini il ricordo principale va sicuramente all’indimenticato Peter Andersson, indimenticato vichingo bianconero sponda hockey.

Wilma ha iniziato a giocare a calcio quando aveva circa 7 anni nel Sunnanå SK società di Skellefteå, cittadina di poco più di 30mila residenti nel Nord Est della Svezia, caratterizzata dall’acqua, un po’ come la nostra Lugano. “Sono rimasta lì fino a 20 anni” spiega Wilma, che a Lugano si è comunque subito ambientata bene. “Mi piace molto qui! È una città bellissima e piuttosto grande, per me, che sono abituata a delle realtà più piccole. È tutto così bello e sono anche felice di imparare una nuova lingua, come l’italiano”.

Cosa ti manca di più della tua Svezia?

“Beh, per lo più mi mancano i miei amici e la mia famiglia. Anche un po’ casa mia in Svezia e in generale l’organizzazione della mia vita di prima. A volte mi manca pure il cibo svedese. Strano vero? Visto che qui si mangia molto bene” sorride Wilma, che ci spiega poi quale sia la sua giornata tipo.

“Dipende un po’ se abbiamo una o due sedute di allenamento quel giorno. Se c’è un unico allenamento faccio un po’ di stretching dopo aver fatto colazione e poi io e Lora (Lora Zlatanova Petrova, centrocampista dell’FC Lugano, che è di nazionalità bulgara ndr) normalmente studiamo l’italiano per un paio d’ore prima di pranzo”. Dopo mangiato, un po’ di tv con le serie preferite e una piccola “siesta”, proprio così, anche la nostra svedese non disdegna un riposino prima di prepararsi per l’allenamento. “Le sessioni di allenamento finiscono abbastanza tardi, quindi la sera rimane il tempo per qualche gioco online o un film prima di andare a letto”. La Andersson ha anche altre passioni sportive, ama infatti l’hockey su ghiaccio e anche in questo senso, a Lugano e in Svizzera può seguire un campionato di ottimo livello.

Veniamo al campo e al tuo ruolo, a quale difensore ti ispiri? “Domanda difficile. Non credo di prendere ispirazione da un unico giocatore, cerco di studiare diversi stili e farne tesoro. Da bambina ammiravo Hanna Marklund (nazionale svedese in due Mondiali e due Olimpiadi ndr), ora se dovessi scegliere mi piacerebbe giocare come Virgil Van Dijk” scherza Wilma, che apprezza molto anche la capitana della Francia, la fortissima difensore centrale Wendie Renard e l’americana Julie Ertz.

Come consideri l’AXA Women Super League Svizzera? “Si tratta di un campionato davvero di buon livello e molto competitivo – spiega Wilma – abbiamo incontrato diverse ottime squadre con buone individualità”.

Quali sono i valori e gli insegnamenti che ti ha trasmesso il calcio?

“Il calcio mi ha insegnato tante cose. Ho incontrato molte persone fantastiche e sono stata in posti meravigliosi grazie a questa professione. Credo che avere l’opportunità di imparare da persone così diverse dentro e fuori dal campo sia un elemento di crescita fondamentale per una persona. Un’altra cosa che il calcio mi ha insegnato, è proprio il gioco di squadra. Si deve cooperare con ogni singolo e cercare di ottenere il meglio da ogni persona. Si tratta di una bella sfida, è vero, ma sicuramente sarà utile per il futuro e si potrà applicare ad altri aspetti della vita”.

Wow, che belle parole. Un’ultima domanda, Wilma, poi ti lasciamo agli allenamenti. Quindi consiglieresti di giocare a calcio a una bambina?

“Sicuramente sì. Perché come ho detto, con lo sport si impara tanto. Non solo sul campo, ma anche in tutto quello che lo circonda. Lo sport di squadra, lavorare tutti insieme per lo stesso obiettivo è fondamentale. L’unione fa la forza, si dice così vero? Il calcio è poi una lingua universale per comunicare con tutti, indipendentemente dalla tua nazione e dalla tua condizione sociale”.

Nel frattempo ieri le bianconere sono scese in campo (contro la capolista Servette FC Chênois Féminin) per la seconda volta in questo 2021. Trasferta lunga e tribolata, posticipata di un giorno a causa della neve e del gelo che hanno colpito la Romandia la notte su sabato. Le ragazze allenate da Antonelli, oltre alle infortunate Cecotti, Polledri, Andreoli e Ciocca, hanno dovuto fare a meno delle nazionali rumene Meluta e Carp, che non hanno potuto rinviare la partenza per gli impegni internazionali. Con queste premesse, e di fronte alla squadra che sta dominando il campionato (38 punti all’attivo in 15 incontri per le ginevrine) non c’è stato nulla da fare. La gara si è conclusa con un passivo di 8-1, da segnalare la bellissima rete di Simona Petkova che ha realizzato per le bianconere il provvisorio 3-1 con un missile all’incrocio da oltre 25 metri. Prossimo impegno il 27 febbraio ore 16:00 a Berna.

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