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È un pari che vale oro: Lugano resta nell'Axa Women's Super League

È un pari che vale oro: Lugano resta nell’Axa Women’s Super League

Al 92’ quando l’arbitro fischia, le bianconere hanno appena fallito con Natalia Pinkney due clamorose occasioni da rete. Finisce 1-1, ma poco cambia. I trecento spettatori nella tribuna principale dello stadio di Cornaredo sventolano le bandiere, c’è chi si è portato anche la tromba, è un pareggio che vale oro. L’FC Lugano Femminile si è conquistato il diritto di restare nell’Axa Women’s Super League dopo lo spareggio contro il Thun. Vittoria fuoricasa mercoledì sera per 2-1 e pareggio interno. E’ il momento della festa. Una festa in cui in pochi avrebbero scommesso all’inizio del campionato, quando le ticinesi terminavano tutti gli incontri con imbarazzanti passivi di reti subite. Qualcosa è cambiato da febbraio, alcuni innesti di valore, certo, ma soprattutto la crescita del gruppo di giovani ticinesi. La squadra di mister Andrea Antonelli ha dimostrato di poter giocare alla pari con tutti, di pareggiare e pure vincere qualche incontro. Poi, nel barrage finale è uscito tutto lo spirito bianconero contro un avversario che si era così ben battuto nella Lega Nazionale B.

Il “secondo tempo” dello spareggio viene disputato in condizioni climatiche ben diverse dalla pioggia bernese dell’andata. A Cornaredo si gioca a mezzogiorno e il lunch-time è pure baciato da un sole caldo. Sia le bianconere dell’Fc Lugano Femminile sia le rossonere del Frauenteam Thun Berner Oberland non sembrano patire però il caldo. Danno tutto, fin dal primo minuto di gioco.

Lugano conferma gran parte dell’undici della prima sfida, con pochi correttivi. Capitan Tonelli a fare ordine dietro, Andreoli e Carp pronte a colpire, con Seca, Suter, Marolt, Cecotti e Petkova che provano a inventare azioni da gioco tra le linee. Le bianconere vogliono chiudere i conti il prima possibile, sanno di avere tre risultati utili per passare il turno dopo la vittoria a Thun. Al 17′ Carp prova dalla distanza, ma la palla va sopra la traversa. Il gol è però nell’aria. La linea di difesa del Lugano si alza per il pressing. Stella Suter è brava a prendersi un fallo sulla destra poco fuori dal vertice dell’area. Sulla palla va Marolt, tutte pronte a saltare, compresa la Andersson. La palla viene pennellata sulla testa di Carp, che non ci pensa due volte, schiaccia a terra, Teuscher, portiere del Thun, la ferma, ma non trattiene e, sempre Carp, che da attaccante puro aveva seguito la palla, conferma in rete. E’ l’1-0, ma anche il colpo del possibile Ko nonostante siano trascorsi solo 20 minuti di gioco. Il resto della gara non sarà ad ogni modo solo pura accademia.

Thun si gioca il tutto per tutto nella ripresa, con Ines Palmeiro chiamata a sigillare la porta. Si aprono di conseguenza ulteriori spazi per le padrone di casa che non hanno però fortuna nelle conclusioni.

Al 56′, su un rapido capovolgimento di fronte, Gerber lancia Schenk sulla sinistra, la 13 del Thun si gira e dalla distanza si inventa un gran tiro che termina nel sette in modo imparabile per Palmiero. Si va sull’1-1 ma il risultato non cambierà più fino al 92’. Al triplice fischio è Lugano a festeggiare.

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