Tami: Lugano da sempre nel mio cuore

Prima conferenza stampa di Pier Tami nella veste di allenatore del FC Lugano. Si è svolta mercoledì mattina nella sala est di Cornaredo. Introdotto dal dir. Michele Campana il nuovo tecnico ha così spiegato la scelta di tornare a Cornaredo dove in passato ha giocato e a ha pure allenato.

“Fa piacere rivedere tante facce conosciute. Lugano per me è la società del cuore, l’ho sempre detto. Mi ha regalato soddisfazioni da giocatore e mi ha anche lanciato quale allenatore per quel breve periodo che sono stato in panchina. Ritorno qui molto volentieri, sono stato molto contento della chiamata di Angelo. Sono  veramente motivato per questa sfida che non sarà facile, nessuna sfida è facile. Penso di arrivare in un ambiente caldo e passionale, ambiente del quale ogni allenatore e giocatore hanno bisogno.Ho seguito i bianconeri in questi anni anche quando ero oltralpe e ho visto con quanta passione si vive il calcio in Ticino  Sono contento di partire. La preparazione durerà quattro settimane, abbiamo visto tutti il calendario. Il 23 luglio avremo il primo impegno ufficiale a Lucerna. Cominceremo subito con un  lavoro abbastanza intenso basato sulla condizione atletica. Avremo qualche amichevole, l’ideale è di giocarne cinque per permettermi e per permetterci di conoscerci e di farci trovare pronto all’inizio del campionato. C’è la ciliegina sulla torta che è l’Europa League che non deve essere vista come un peso,  al contrario deve essere vissuta con gioia, ben sapendo che il campionato è e rimane l’obiettivo  principale. In un campionato a dieci squadre non ci si può assolutamente distrarre tra l’altro torna lo Zurigo che è ambizioso. Ripeto: il campionato è la nostra priorità però vogliamo vivere appieno le emozioni e le soddisfazioni dell’Europa, cercando di fare onore alla squadra che in questi anni è sempre cresciuta.”

-Hai chiesto un contratto di un anno come mai?

“Per me c’erano degli aspetti importanti legati allo staff, non era certo sull’aspetto economico che si è discusso. Ci credo come ha detto il presidente. Voglio pensare a quest’anno, voglio cominciare a lavorare e a portare soddisfazioni al presidente e ai tifosi e se riusciremo a fare questo non ci sarà nessun problema a rinnovare. Sappiamo tutti cos’è importante, proporre un buon calcio in modo che piaccia anche ai tifosi e li appassioni. Il Lugano è una società che non smobilita e non so quante squadre possono vantare solo due partenze. Le ambizioni ci sono, le difficoltà le conosciamo. Ma il contratto di un anno veramente è un falso problema. Voglio cominciare a lavorare e raccogliere, il futuro verrà da sè.”.

-Hai detto che sarà una stagione difficile con il campionato come obiettivo principale, nella tua scelta di tornare a Lugano quanto cuore e quanta testa c’è. Fare meglio della scorsa stagione sarà davvero dura?

“Ogni nuova sfida è tale. Se avessi cercato la sicurezza non avrei fatto l’allenatore. Qualsiasi tecnico sa che all’inizio devi conoscere la squadra. Stamane bevevo un caffè con un amico e mi diceva: Mourinho quando ha vinto il triplete ha detto che ci vogliono tre elementi: una squadra forte, la fortuna e gli arbitri a tuo favore. Non voglio pensare agli arbitri che sono imparziali, però le altre due cose ci vogliono. Alla base di tutto ci vuole una squadra e quello che mi ha portato qui e che vedo che c’è un presidente che vuole costruire una squadra forte. Se ci riusciremo lo vedremo a bocce ferme. Gli attaccanti sono un tassello importante e la fortuna l’anno scorso era una fase difensiva massiccia e delle ripartenze veloci, ma questa è una squadra che resta e che c’è. C’è una parte di cuore ma anche di testa che mi ha portato qui.”

-Alioski e Sadiku l’anno scorso hanno garantito più della metà dei gol della squadra: mancano quindi due attaccanti di questo valore o sostituirli entrambi è un obiettivo ambizioso come il quinto posto?

“Secondo me è giusto essere ambiziosi. Però ripeto dobbiamo magari parlarne a bocce ferme quando sapremo chi è arrivato. Dico sempre che il nostro campionato è estremamente difficile per la formula. Su dieci squadre solo due possono dire di non correre pericoli, tutte le altre possono trovarsi invischiate nella lotta per non retrocedere. Dipende da come parti e da tante cose. Sono fiducioso e penso sia giusto pensarla così.”

-Cosa pensi sull’eventuale ritorno di Bottani e del recupero Culina?

“Io Mattia lo prenderei volentieri. Ha vissuto una stagione difficile però mi ricordo le qualità che ha e potrebbe sicuramente essere un punto di forza di questo Lugano. Culina: quando sei infortunato per così tanto tempo non è solo una questione  di recupero fisico ma anche mentale. Me lo ricordo prima dell’infortunio quanto  era importante per questa squadra, l’augurio che mi faccio è di poterlo ritrovare a quei livelli in questa stagione.”

-Sulla scelta come assistente di Walter Samuel, che la scorsa stagione ha lavorato con Pioli all’Inter curando la fase difensiva, Tami ha spiegato: “Diciamo che quando sono arrivato ero pronto a lavorare anche con Conte del quale mi hanno parlato bene. Poi lui ha fatto un’altra scelta. Cperano un paio di candidati: ho bisogno di gente entusiasta che mi dia qualcosa. Quando ho parlato con Samuel ho sentito energia e grande motivazione. Sta facendo i corsi di allenatore, è molto motivato. L’ho conosciuto come avversario al Basilea e come lo era da giocatore l’ho ritrovato anche adesso. Parla con umiltà, voglia di mettersi in discussione e desiderio di apprendere e poi ha grande esperienza anche internazionale: ha vinto il triplette e ci può insegnare come fare (ride).

 

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