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“Si è vista la differenza di motivazioni”

Atmosfera festosa a Cornaredo al fischio finale dell’arbitro Cibelli. Il pubblico ha lungamente applaudito la squadra che anche questa stagione, quando mancano ancora una partita di campionato e la finale di Coppa, ha onorato i colori bianconeri. La vittoria contro l’YB è il suggello di un cammino eccellente con dieci risultati utili consecutivi (se si tien conto anche della semifinale di Coppa) e con ben cinque affermazioni nelle ultime sette partite. Tre punti importanti conquistati nella sera in cui veniva definitamente salutata la tribuna Monte Brè. Anche la “curva” ha celebrato un suo saluto all0attuale conformazione di Cornaredo con una sfilata prima del match e con un sostegno al solito caloroso per tutti i 95 minuti.

Obiettivo centrato

Mattia Croci-Torti, in sala stampa, non può esimersi dal manifestare soddisfazione. “Si è vista la differenza di motivazione tra noi e loro. Ci giocavamo un posto in Europa ed era importantissimo riuscire a piazzarci almeno terzi in classifica. Sapevamo che non potevamo né volevamo accontentarci della quarta posizione. Loro evidentemente non avevano grosse motivazioni ma avevo chiesto alla squadra che questa differenza si vedesse e penso che sia stato così. Tra dieci giorni in finale sarà una partita completamente diversa, però ci tenevamo a spaventarli un pochettino e credo che ci siamo riusciti. Il primo obiettivo dichiarato della società -entrare in Europa- è stato centrato. E lo abbiamo fatto dalla porta principale. Siamo molto felici ma rimaniamo concentrati ancora sia per il campionato sia per la Coppa”.

Siamo carichi

– Il secondo posto è ancora alla vostra portata, siete a un punto dal Servette.

“I risultati di stasera fanno sì che andiamo lunedì a giocarci la partita al Letzigrund per fare bella figura e cercare di portar via punti. Poi vedremo come vanno gli altri risultati, adesso non dipende solo da noi. Abbiamo conquistato 53 punti, l’anno scorso battemmo tutti i record con 54. Proveremo a batterlo anche quest’anno. Abbiamo fatto un finale di campionato strepitoso con cinque vittorie e quattro pareggi. Siamo carichi!”.

La mano di Steffen

-Steffen si è infortunato a una mano nel finale: gli hai parlato?
“Penso che gli sia uscito un dito e che il nostro medico glielo abbia subito rimesso a posto. Eventualmente glielo tagliamo via (ride).  Sarò più preciso domani.”

Amoura imprendibile

-Amoura ha fatto un’altra grande prestazione subentrando nel finale. Contro l’YB soprattutto la spacca sempre la partita.

“Le sue caratteristiche sono queste, può giocare anche dall’inizio e ha sempre fatto bene. Oggi avevo in testa di giocarmi la partita in un’altra maniera, sapevo quello che ha fatto a Lucerna e contro il Basilea. Anche oggi è stato incredibile, dà un contributo eccezionale negli ultimi minuti ma potrebbe benissimo essere schierato dall’inizio. Ma oggi per giocare esterno contro l’YB devi sempre andare a marcare i loro terzini e ho preferito tenere la sua energia per il finale. E’ stata una scelta pagante ma magari le prossime partite Amoura giocherà dall’inizio.”

Il lavoro di Celar

-Ti preoccupa il fatto che Celar in quest’ultimo periodo non trova la porta?
“Zan ha fatto un buon lavoro per la squadra, non ha segnato ma lo aveva fatto due e tre settimane or sono con GC e Lucerna. Non sono preoccupato, ha lavorato tanto per la squadra però evidentemente quando si ha una buona rosa come la nostra è giusto fare dei cambi e pensare alle partite ancora da disputare. ” 

Bene Berbic

-Il giovane portiere Berbic è stato autore di un buon debutto. Che ne pensi?

“Sono molto contento per il ragazzo, ha fatto una buona partita, molto concentrato, attento. Mi ha sorpreso la sua personalità. Bello così, i suoi compagni hanno fatto di tutto per aiutarlo ma lui ci ha messo del suo. Sono quelle piccole storie da raccontare. Se continua a lavorare con Di Benedetto come sta facendo ultimamente potrà diventare un ottimo portiere. Vedremo cosa sarà meglio per lui in futuro, comunque complimenti per la partita che ha fatto: ottime uscite, una bella parata e tanta personalità”.

Prima lo Zurigo

-Da fuori e dall’alto non vediamo magari tutto ma a livello tattico è già iniziata stasera la sfida tra te e Wicky in vista della finale di Coppa, o avete nascosto le carte?

“Penso che loro giocano in questo modo dalla prima partita di campionato. Non hanno mai cambiato e non penso che lo faranno in finale. L’unica variante che Wicky introduce ogni tanto è difendere in maniera diversa. Oggi ha difeso con un 4-4-2 e poi con un 4-2-3-1. Sono situazioni che avevamo preparato perché lo fanno contro le squadre come lo Zurigo che impostano a tre. Ho cercato di  fare le cose migliori con i giocatori a disposizione pensando solo alla sfida odierna. Vedremo se sarà possibile recuperare ancora qualcuno e alla fine prenderò le decisioni del caso. Quest’anno non possiamo preparare la finale come era successo l’anno scorso quando giravo e  rigiravo la squadra per non fare capire a Zeidler cosa avremmo fatto quel giorno. Adesso ci attende un match con lo Zurigo che sarà diverso da quello odierno: ho visto che il Winterthur ha fatto addirittura il 65% di possesso palla. Dunque ha dominato una partita che poi ha perso, gli zurighesi giocano in maniera diversa. La finale di Coppa la prepareremo solo da mercoledì prossimo, staremo  due giorni a Lugano, poi andremo a Lucerna per avvicinarci a Berna e vedremo di fare le scelte migliori, sempre considerando chi saranno i giocatori a disposizione. Per tornare alla domanda ci siamo concentrati sulla sfida di campionato, ma evidentemente quello che si è visto è che quando inseriscono determinati giocatori si sbilanciano e possiamo fargli male in contropiede. Dobbiamo essere pronti a sapere come giocano e adattarci di conseguenza”.

Pressing alto

-Dici che giocano sempre allo stesso modo, ma soffrono maledettamente il gioco a terra in velocità. Dietro sono potenti fisicamente, sul gioco aereo sono imbattibili ma quando hanno a che fare con avversari veloci entrano in difficoltà.

“Diciamo che la chiave è uscire dal loro pressing alto, non tanto il gioco a palla. Bisogna saltare la prima linea di passaggio e non è facile perché operano un pressing molto forte con il rombo a centrocampo, fanno tanta densità lì e dobbiamo essere bravi a uscire per rientrare. Ci sono tante facce di questa partita, é evidente che se riusciamo ad arrivare nei pressi dell’area palla al piede li possiamo mettere in difficoltà. Ma non è facile riuscirci, tante volte nel primo tempo, vista la pressione che ci mettevano, l’unica soluzione era la palla lunga. L’importante è essere bravi  a variare e a capire cosa sta succedendo durante la partita. La cosa che mi è piaciuta nelle nostre ultime prestazioni è che ci siamo sempre adattati alla maniera di difendere degli avversari e lo facciamo bene. Anche oggi abbiamo visto che nel secondo tempo, quando sono entrati Facchinetti e Macek, abbiamo cambiato un po’ le dinamiche e le cose sono sempre andate bene.”

Emozioni sotto la Brè

-Era una partita speciale, anche perché era l’ultima in casa e si demoliva la tribuna Monte Brè. Dal momento in cui la curva ha voluto fare una coreografia con un po’ di fumogeni l’arbitro ha interrotto la partita. E’ un po’ strano, sapendo che il tifosi dell’YB due minuti prima avevano fatto la stessa cosa…

“Le regole sono chiare e abbiamo già avuto diverse situazioni, ricordo lo spettacolo pirotecnico dei tifosi dello Zurigo lo scorso anno. Non è che i nostri tifosi abbiano esagerato, la pausa è stata corta e penso che l’arbitro si sia reso conto che si è trattato di un piccolo spettacolo e non lo show fatto l’anno scorso dagli zurighesi. Onestamente e personalmente è stato molto importante chiudere in bellezza davanti alla curva e alla Monte Brè. Sono legato da tanti ricordi a questa tribuna e l’avevo già detto mercoledì in conferenza stampa. Ai tempi che giocavo nel Lugano e poi da vice allenatore. Lo dico sempre: quando nel periodo post Covid ci cambiavamo negli spogliatoio sotto la Bré ed entravamo in campo da lì, il sostegno c’è sempre stato. Anche da quando ho cominciato ad allenare questo tifo mi ha dato tanta forza ed ho veramente un bel legame. Ci sono state tante emozioni nell’ultimo saluto.”

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