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Croci-Torti: grazie ai tifosi e buone feste

“Ritmi bassi per fronteggiare la loro freschezza”

Questo Lugano si piega ma non si spezza. E’ dal 26 luglio che i ragazzi giocano una partita ogni quattro giorni (salvo le due pause per le nazionali). Sono arrivati a fine anno col fiato comprensibilmente corto ma non mollano. E domenica contro il Winterthur hanno ottenuto l’ottavo successo stagionale. Logico che a fine partita mister Croci-Torti si dimostri orgoglioso del gruppo.

Concentrati per 92 minuti

“Oggi la squadra è stata concentrata sino al 92′, peccato aver subito proprio lì un gol che ci ha scombussolato un po’ il finale. Devo dire che c’è stata attenzione e concentrazione. Il secondo tempo abbiamo controllato la partita. Dopo il vantaggio magari offensivamente non abbiamo spinto con quella aggressività che necessitava per andare subito a raddoppiare. Però abbiamo giocato con la testa. Sapevo che loro arrivavano da due settimane libere ed erano molto più freschi di noi e dunque abbiamo cercato di tenere sin dall’inizio i ritmi bassi per fargli male quando se ne fosse presentata l’occasione. ”

Leoni meglio del Basilea

-Mercoledi sera eri molto arrabbiato e hai chiesto un cambio di passo. L’hai visto e quanto ha inciso la forza dell’avversario?

“Onestamente ho visto il Winterthur giocare tre volte meglio del Basilea. Non è  stato normale giovedì mattina leggere e sentire valutazioni dei basilesi così alte. Il Basilea non è venuto qua a fare la partita, si è limitato a lanci lunghi mentre il Winterthur ha provato a giocare. Che ha fatto la differenza nelle due sfide non è stata la forza dell’avversario, anzi. Semmai il nostro atteggiamento che è completamente cambiato. Mercoledì il Basilea era stato molto bravo a sfruttare i nostri errori nel corso dei 90 minuti. E’ stata una squadra efficiente e ha meritato di vincere. Oggi invece il Lugano è stato molto concentrato, abbiamo disputato una partita diversa, facendo apposta a tenere i ritmi bassi perché sapevamo che eravamo meno brillanti. Loro venivano da due settimane senza giocare dove avevano potuto preparare al meglio questa sfida. Erano più freschi e lo si è visto: arrivavano sempre primi sulle seconde palle.  Ma quello che aveva chiesto alla squadra prima di entrare in campo era di giocare con una mentalità e con una testa differenti. I ragazzi hanno gestito la partita in modo impeccabile. La prima volta che ho fatto l’Europa League avevamo ottenuto 19 punti in campionato, la seconda a 21. Oggi ne abbiamo 25, un solo punto in meno dell’anno scorso. Dobbiamo cercare di andare a Ginevra a fare ancora punti. Sappiamo che la nostra squadra nelle difficoltà non vuole mollare. Delle ultime quattro partite ne abbiamo vinte tre. Se mercoledì sono stato giustamente critico oggi devo dire che la squadra ha giocato con la testa giusta e che queste sono vittorie importanti contro un avversario con il quale fare i tre punti non è mai scontato”.

Tre vittorie du quattro

-A proposito dell’ultimo filotto di partite, chiudete il trittico di Cornaredo con due vittorie su tre incontri. Va bene o c’è un po’ di amarezza perché avrebbero potuto essere 7 o addirittura 9 i punti conquistati?

“Prima di giocare a Yverdon sapevamo che avevamo davanti cinque partite nelle quali dovevamo cercare di fare punti per non fare scappare le altre. Delle quattro giocate finora ne abbiamo vinte tre e ce ne manca ancora una a Ginevra. Abbiamo ragionato su questo ciclo di cinque match nelle quali assolutamente volevamo conquistare almeno 10 punti. Siamo arrivati a 9, ce ne manca almeno uno e cercheremo di farlo domenica. E’ vero che affronteremo il Servette che è una squadra che sta facendo bene. Li ho visti all’opera ieri sera ed erano come il Lugano, negli ultimi 30 minuti non ne avevano per niente. Erano stanchi come noi. Il vantaggio è che loro giovedì in Europa giocheranno con la qualificazione già in tasca e quindi in modo più sereno. Mentre noi siamo una squadra orgogliosa e non andremo al Letzi contro il Besiktas a fare una passeggiata ma cercheremo di difendere il terzo posto nel girone e arrivare a 7 punti in classifica ciò che porterebbe onore al club”,

Bene con me stesso

-Il cappellino è tornato…

“Sarebbe stato folle rimetterlo mercoledì col Basilea visto che venivamo da due vittorie. Sapete che non è tanto un portafortuna ma che ognuno deve sentirsi bene con se stesso e io col capellino mi sento a meraviglia. Scherzi a parte penso che oggi i giocatori abbiano compreso l’importanza della partita ed è questa la cosa che mi ha fatto piacere. Non ho visto in tutto il secondo tempo una squadra che ha subito una transizione dal Winterthur, non ho visto perdere una palla nelle zone dove mercoledì  ne avevamo perse troppe. Abbiamo fatto un gioco più  verticale e devo dire che i miei attaccanti oggi hanno lavorato tutti e due molto bene.”

Impedite le ripartenze

-A proposito delle scelte tecniche odierne: hai confermato Saipi e non Arigoni, Bislimi e Mahou. Come mai?

” I ruoli sono completamente diversi. Ai giocatori di campo -penso a Bislimi ed Arigoni- avevo chiesto  grandi sforzi, hanno infatti giocato tutte le partite da Yverdon in poi e anche loro avevamo bisogno di un po’ di pausa. Quello che non mi era piaciuto nelle ultime due partite erano stati gli ultimi 25 minuti. Sia col Lucerna sia col Basilea non abbiamo mai dato l’impressione di riuscire a fare qualcosa di importante, ad esempio saltare l’uomo o essere pericolosi. Oggi Mahou non avrebbe meritato di stare in panchina ma ho voluto avere delle energie da poter impiegare a partita in corso. E devo essere sincero si è visto. Siamo sempre ripartiti bene, abbiamo segnato il secondo gol, siamo sempre stati vicini nelle marcature preventive e questa è stata la chiave della partita. Non abbiamo mai fatto ripartire Ltaief e Di Giusto che sono gli uomini che solitamente ti mettono in difficoltà e l’avevano fatto anche due settimane fa contro il Lucerna”.

Razionalità su Saipi

-Quindi Saipi non può essere sostituito perché è il portiere?
“No il portiere può  essere sostituto quando vuoi avere una reazione. Il mio compito di allenatore è cercare sempre di avere un equilibrio. Non puoi sette giorni prima essere qui a dire che  Saipi aveva fatto una gran partita e poi sostituirlo perché né ha sbagliato una. Ci sono emozioni, sentimenti e reazioni ma proprio il tecnico, che è solo,  deve mantenere razionalità.”

Due giocate decisive

-Passando ai singoli vorrei chiedere di Steffen che a volte irrita il pubblico con giocate o atteggiamenti un po’ fuori dagli schemi ma che poi risulta decisivo vedi l’assist odierno a Celar. E questo cambia tutta la valutazione.

“Renato un giocatore che da quando è con  noi ha ottime statistiche tra gol e assist. E’ sempre uno degli elementi più incisivi di tutta la Super League, questa cosa non gliela toglie nessuno. Ed è la caratteristica più difficile del calcio, risultare determinanti.  Lui riesce a esserlo spesso e dunque ce lo teniamo stretto. Oggi non era in ottime condizioni, sta a me cambiargli posizione per averlo sempre più brillante negli ultimi 30 metri. Ha fatto due giocate decisive ed è quello che chiediamo e che vogliamo sempre da lui”.

Steffen determinante

-Lo spostamento di Steffen in avanti nelle ultime partite è un po’ per agevolarlo dal punto di vista fisico’

“Sappiamo che con le assenze di  Aliseda e Bottani davanti difficilmente ho dei cambi a partita in corso. Quindi ho bisogno che determinati elementi che hanno qualità offensive rimangano in campo il più possibile. Non posso chiedere a Renato di rincorrere il terzino tutta la partita e poi pretendere che giochi tutte le partite per 90 minuti. Gli allenatori devono anche in questo caso sapere fare delle scelte, come abbiamo detto prima Steffen è uno di quei giocatori che ogni volta finisce nel tabellino con giocate importanti. Oggi ancora e dall’inizio del campionato non è a caso il miglior uomo-assist della Lega. Bisogna sapere quando sbaglia o non fa ottime prestazioni ma pure dargli i meriti alle sue giocate”.

Gestire i caratteri

-Abbiamo parlato con Steffen poco fa. Ha un carattere che vuole sempre la vittoria, non sembra mai contento. Condivi questo stato d’animo?

“Sono un tecnico che cerca di non cambiare le persone. Steffen ha questo tipo carattere e non possiamo cambiarlo. In questa squadra ci sono tanti caratteri diversi, qualcuno soffre molto dopo una sconfitta, altri sono frustrati, altri vogliono spaccare il mondo o sono abbacchiati. Bisogna essere in grado di gestire le varie emozioni. E’ normale che a me piacciano di più  le persone che sorridono sempre  però bisogna accettare che ci siano giocatori sempre arrabbiati dentro, poi è il capo che parla e oggi il campo -ancora una volta- ha parlato a favore di Renato.”

La festa per Sabba

-Tornando alla sfida contro il Basilea, c’è stata all’inizio una celebrazione per le 412 partite di Sabbatini. Qualcuno ha detto che forse quella celebrazione ha un po’ distratto la squadra. Hai avuto anche tu quella sensazione?
“Questa è stata una scelta della società. Dal punto di vista dell’aspetto nervoso è normale che ci abbia tolto qualcosa nei primi minuti ma sicuramente non vengo adesso a cercare scuse. I primi 30 o 40 secondi loro erano più aggressivi, ma se riguardate la partita non l’abbiamo certo persa per i festeggiamenti al nostro capitano. Certo nel calcio l’aspetto nervoso è importante, tante volte arriva prima della forza, della tecnica e della tattica, bisogna essere sempre pronti. Comunque penso che Jonathan abbia molto apprezzato quello che la società gli ha dedicato, lo stesso dicasi per i tifosi. A volte come giocatori bisogna saper agire sin dal primo minuto e col Basilea non l’abbiamo fatto.”

Vladi e Celar

-Oggi Vladi è davanti a Celar nella gerarchia, sono a pari o cosa?

“Sono stati tutti e due fermi per  tre settimane esatte. Dopo di ché li ho buttati ambedue nella mischia. Ho fatto una scelta: di schierarli una partita a testa come titolari. Non ce n’è uno davanti all’altro. Penso che Celar abbia dimostrato ancora oggi il suo valore  e Vladi fino adesso ha fatto ampi miglioramenti e anche oggi ha disputato un’ottima partita. Li ho a disposizione tutti e due e devo cercare di gestirli al meglio. Abbiamo ancora due partite e siamo onestamente una squadra poco brillante, lo so benissimo. Almeno davanti voglio cercare di avere più energie possibile. Poi a volte anche l’arrabbiatura di qualcuno che sta in panchina e poi quando entra la trasforma in carica positiva può solo fare bene alla squadra. Capisco che Celar oggi non fosse contento inizialmente così come Vladi non lo era stato mercoledì. Fanno parte di un gruppo e devono accettare le scelte, ma si sono sempre fatti trovare pronti dall’inizio dell’anno.  Zan nelle ultime due settimane ha segnato quattro reti mentre Vladi quando è partito titolare la squadra ha vinto, dunque bravi tutti e due. Il calcio è questo: c’è la concorrenza, ma attualmente -quando non ci si può  neanche allenare-  quello che sto cercando è avere più freschezza almeno davanti dove ho qualche soluzioni, quindi faccio un po’ di turn-over.”

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