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Renzetti: "Sono qui per portare ottimismo"

Renzetti: “Sono qui per portare ottimismo”

La conferenza stampa pre San Gallo è stata aperta dal presidente Angelo Renzetti che ha motivato la sua presenza con la volontà e necessità di rasserenare gli animi.

Non siamo sull’orlo del precipizio, anzi sono contento e devo ringraziare Leo Novoselskiy che ora partecipa attivamente alle negoziazioni con il gruppo statunitense intenzionato ad acquistare il FC Lugano. Se riusciamo a chiudere facciamo veramente un bel regalo alla società, alla città e a tutti quelli che amano il calcio. E’ uno sport che vive un momento particolare con grossi gruppi che acquisiscono il controllo delle squadre. Anche a Lugano non si può andare avanti per molto, è da due anni che lo dico. Adesso c’è questa opportunità, è stato un po’ difficile coglierla, avete visto le polemiche che ci sono state però tante volte bisogna rompere tutto per ricostruire in modo positivo. Ora siamo tutti in sintonia di voler chiudere questa trattativa per il bene della società e troviamo che sia la strada giusta. A questo proposito vi racconto quanto mi ha detto Heusler intermediario per conto del gruppo USA: ‘io a Basilea ho fatto il presidente per tanti anni ottenendo anche risultati ma molta gente si ricorda solo a chi ho lasciato in mano il club’. Io non voglio che a Lugano succeda questo, è capitato nella prima trattativa perché c’era l’opportunità per il socio Leo di andare avanti con quello che lui voleva sviluppare. Purtroppo è andata male ma non tutti i mali vengono per nuocere, abbiamo iniziato a scalare la montagna, ci siamo ripresi con questa trattativa, ci abbiamo messo un po’ a convincere Leo a entrare in questa dinamica, lo ringrazio ancora una volta. Adesso dobbiamo affrontare la stagione con serenità, è importante vincere la partita con il San Gallo, è importante crederci, dobbiamo avere l’entusiasmo che entra in società qualcuno che ha veramente i mezzi. Il messaggio che volevo mandare oggi è positivo, nessuno sta morendo”.

-Che tipo di schiarita c’è stata presidente?

“Più che altro si è trattato di una presa di coscienza per un’opportunità che secondo me e secondo tutti non potevamo lasciarci sfuggire. L’abbiamo ripresa per i capelli e adesso stiamo andando avanti.”

-Entro quanto deve chiudersi questa trattativa?

“Stiamo lavorando alacremente , ci sono già le bozze di contratto e vediamo di chiuderla al più presto. In serata dovrebbe arrivare a Lugano Georg Heitz. Se si sposta da Chicago è anche per quello. Evidentemente c’è tutta una parte da discutere con questa persone. Io vorrei che passasse il messaggio che la forza del Lugano è la parte empatica, siamo veramente una famiglia: giocatori, staff e un allenatore che è un po’ come un papà per tutti. E’ questa la nostra forza compresi i collaboratori dell’ufficio, il presidente eccetera. Quindi se loro capiscono che nel ritirare la società -oltre ad avere mezzi, management, tutto quello che volete e che non avevamo- riusciranno a mantenere questa parte empatia faranno bingo per me”.

-Mi pare di capire che l’esito del referendum sul Polo sportivo non avrà un’influenza diretta sulla trattativa?

“Assolutamente no. Siamo convinti che in votazione il progetto la spunterà. Finora hanno giocato solo i referendisti, ora scenderemo in campo anche noi che amiamo lo sport luganese. Un conto è giocare da soli, un conto è affrontare un avversario”.

-Hai detto giustamente che la dinamica è tornata a essere positiva, ma cosa è successo per spingere Leo a capire che la soluzione americana è quella giusta?

“Abbiamo scisso i contratti. Uno per il mio 60% e uno per il 40% il mano sua. Non voglio entrare nella sua dinamica e toccherà a lui negoziare la sua parte. L’importante è la consapevolezza e presa di coscienza che bisogna fare qualcosa e che veramente mettiamo il Lugano su un piedistallo.”

-C’entra il Team Ticino nel cambio di rotta di Leo, gli è stata fatta qualche promessa?

“Io non faccio promesse, tocca semmai agli acquirenti discutere. Anche per non cadere in questa dinamiche la trattativa la fanno tra di loro. Non voglio impedire a nessuno niente. E’ stata sbagliata la lettura secondo cui io abbia impedito a Leo di fare qualcosa con il Team Ticino. Gli ho semplicemente detto di prendere tempo e di agire tranquillamente ma lui voleva farlo subito e lì si è creato un malinteso tra di noi. E’ inutile tornare su questo, il problema non è sicuramente il Team Ticino. Semmai è che il calcio sta cambiando nel nostro cantone: a Chiasso c’è chi c’è, a Bellinzona c’è Bentancur, tutti i ticinesi dove sono? Quindi prendiamo atto di queste cose e cerchiamo di  costruire una piramide solida per il calcio ticinese, per tutti i ragazzi e per gli amanti dello sport. E’ questa la vera sfida, non star lì a vedere chi fa cosa, chi è quello e chi è quell’altro: queste cose sono di bassa lega per me.”

-Bernard Heusler e Georg Heitz sono ancora solo intermediari o saranno attivi all’interno della società?

“Non lo so chiedete a loro. “

-Quali saranno i prossimi passi e l’auspicata chiusura?

“Il timing prevede che entro l’11 o giù di lì dobbiamo chiudere. Stiamo lavorando alacremente, è stata fatta la “due diligence” e nell’interesse di tutti vogliamo portarla in porto, sono molto fiducioso. Loro si sono dati da fare tantissimo, sono venute in Ticino tre persone a esaminare tutto. Vogliono chiudere in fretta per fare ancora mercato, visto che chiuderà a fine agosto. La squadra è messa bene grazie anche al mister che sta lavorando benissimo sia dal profilo tecnico che emotivo. Da un problema lasciatoci dai candidati acquirenti abbiamo fatto una virtù. Io desidero che tutto prosegua con serenità, l’importante è il club che deve vivere, bene. Speriamo di battere il San Gallo.”

 

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