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    Renzetti e Junior: dirsi addio

    Su esplicita richiesta del giocatore il FC Lugano sta portando avanti le trattative per il passaggio di Carlinhos Junior alla squadra giapponese del S-Pulse Shimizu. Le motivazioni e gli ultimi sviluppi della vicenda sono stati al centro di una conferenza stampa convocata lunedì pomeriggio all’Hotel Villa Sassa di Lugano.

    Il presidente Angelo Renzetti ha esordito definendo la decisione dell’attaccante brasiliano “una perdita di ordine tecnico viste le aspettative che avevamo per il girone di ritorno, specie alla luce del calendario iniziale. E’ anche una perdita finanziaria perché questo passaggio ci è quasi stato imposto e abbiamo dovuto accettare il prezzo offerto che è al di sotto delle nostre aspettative.

    E’ pure una perdita di ordine pratico e psicologico. Nello spogliatoio diminuiscono le figure importanti: sono partiti Vécsei e ora Junior, queste perdite toccano un gruppo che voleva disputare un ritorno importante, facendo quelle belle rimonte a cui siamo abituati nella seconda parte della stagione. Purtroppo dobbiamo dimenticarcele, fare attenzione: ora bisogna puntare su resilienza ed equilibrio.  Stiamo comunque muovendoci sul mercato per trovare una punta che sia già in condizione di giocare e aiutare la squadra.

    Per tornare a Junior in questo momento la ragione deve prevalere sul sentimento. Visto che la sua partenza  verso il Giappone è inevitabile devo cercare di fare di necessità virtù. E’ l’ennesima dimostrazione che la volontà delle persone conta di più dei contratti. L’avevo già detto in altre occasioni puoi sottoscrivere tutti gli accordi che vuoi ma se non c’è la volontà di rispettarli è inutile. 

    Prendo atto della decisione del calciatore e del suo clan, ma non posso dimenticare quanto di buono è stato fatto in questi anni e il rapporto che esisteva tra di noi. Ringrazio Junior per l’apporto che ha dato e mi dispiace molto vederlo partire in questo modo, ma devo accettarlo.”

    Dal canto suo il calciatore ha affermato:  “Parto da Lugano con la consapevolezza di essere molto cresciuto come uomo e come giocatore. Qui ho imparato tantissimo qui. Ho vissuto momenti importanti della mia carriera e della mia vita. Questa maglia mi ha dato la possibilità di arrivare in alto e approdare a un calcio nel quale posso ulteriormente crescere. Da bambino quando sognavo di poter giocare un giorno all’estero il Giappone era tra le mete ambite.

    Ho cercato di sacrificarmi sempre per il Lugano come per le squadre nelle quali ho giocato. Ringrazio il presidente Renzetti per l’opportunità che mi ha concesso. Ha creduto in me senza conoscermi e quando magari altri erano dubbiosi. Ho fatto vedere agli sportivi ticinesi e svizzeri che potevo far bene già il primo anno e poi nelle due stagioni seguenti. 

    In questo momento sono felice. Ho preso io la decisione di partire: tutti sanno quanto vogliono bene a questa città e al club, mi spiace doverli lasciare. Il mio cuore rimarrà sempre qui e farò il tifo per i bianconeri. Ma è una scelta dettata da ragioni professionali ed economiche: devo prendere in mano la mia vita.”