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"Orgoglioso della mia squadra operaia"

“Orgoglioso della mia squadra operaia”

Al termine dell’allenamento di venerdì mattina il tecnico bianconero Maurizio Jacobacci (foto Coda) ha incontrato i giornalisti nell’appuntamento settimanale. La prima domanda ha riguardato la partita di domenica a Zurigo: dopo i 4 punti nelle prime due gare “post pandemia” vi trovate di fronte a un esame di maturità?

“Potrebbe essere una prova di maturità ma credo che nei nostri ranghi vi sia tanta esperienza, in modo da poter trasmettere qualcosa anche ai più giovani. Sarà sicuramente una bella partita da affrontare contro lo Zurigo che ha disputato due ottimi incontri oltre alle amichevoli dove hanno fatto risultati importanti. Una squadra che sta bene mentalmente e moralmente, sappiamo che a Ludovic Magnin piace mantenere la palla al piede, cerca di andare sempre in avanti giocando.”

-Disputerete la terza partita in sette giorni, pensa che si comincerà a sentire un po’ la fatica di questo tour-de-force?

“Nella partita di mercoledì, rispetto all’esordio a Ginevra, ho visto la squadra più pimpante il secondo tempo e questo fornisce già una risposta importante. Fa piacere vedere che siamo in crescita: gli impegni ufficiali possono solo migliorare la condizione.”

-Senza entrare nel merito della formazione, visto che ci sono tanti impegni ravvicinati opererai del turn over oppure ti affiderai a un undici di base?

“Già a Zurigo sarà difficile schierare la stessa formazione delle prime due uscite visto che Custodio ha subìto un colpo al ginocchio e né ieri né stamane si è allenato. Decideremo domani se portarlo con noi. Non cambierò troppo la squadra, cerco di dare continuità al gruppo, siamo comunque solo alla terza partita. Da mercoledì prossimo, d’intensa con il preparatore atletico, dovrò fare qualche ragionamento. Dobbiamo cercare di far rifiatare  l’uno o l’altro giocatore che hanno fatto moltissimi sforzi, penso a Janga e a Gerndt.”

-Che giudizio dai di un campionato nel quale la capolista perde 4-0 in casa: è il bello o il brutto del torneo?

“Si vede che chiunque può battere chiunque. Chi scende in campo con la giusta mentalità e ha un pizzico di fortuna al momento giusto, segnando il primo gol, ha un vantaggio enorme. Bisogna tener conto delle temperature, anche giocando di sera non è facile, fa caldo. “

-Il top della forma arriva solo giocando perché negli allenamenti tra un impegno e l’altro potete fare poco?

“E’ vero soprattutto per chi scende in campo per 90′. Tra un match e l’altro può fare quasi solo recupero, per me è anche questo un allenamento, riposare è fondamentale. La condizione fisica si cerca nella partita”.

-Ripensando a mente fredda al confronto con il Lucerna cosa le è piaciuto maggiormente?

“Di positivo c’è stato che anche se gli avversari hanno avuto -specie nel primo tempo- un maggior possesso non ci hanno creato problemi. facevano girare la palla da dietro e tornavano dietro, ciò significa che noi eravamo ben messi in campo. L’importante non è tenere la palla molto a lungo ma cosa si fa quando si è in possesso. Ai ragazzi alla pausa ho proprio chiesto di puntare alla concretezza, di  osare, andare avanti in verticale, cercare il compagno tra le linee. Anche se a fine gara sono stato un po’ critico devo dire che alcune cose sono state fatte bene pure nei primi 45′: trame di gioco, le palle diagonali di Kecskes, alcuni inserimenti in sincronia degli attaccanti. Tanti movimenti che forse sfuggono al pubblico ma che sono stati ben eseguiti. Poi nella ripresa  siamo stati ancora più bravi; fa piacere che anche dopo il vantaggio abbiamo cercato il raddoppio. Non ci siamo seduti ad aspettare, al contrario di quanto avevamo fatto a Ginevra anche se là c’era la scusante di essere rimasti un dieci. C’è da aggiungere che l’occasione più grossa nel finale del match col Servette l’abbiamo avuta noi: la palla di Maric nove volte su dieci entra.”

-Ti da fastidio che la tua squadra dopo la vittoria di mercoledì sia stata definita “operaia”?

“No, lo dico anch’io. Siamo stati generosi e abbiamo lavorato tantissimo. Nonostante noi si abbia buone qualità tecniche lo sforzo fatto durante il match è stato enorme. Vanno elogiati i giocatori scesi in campo dall’inizio ma anche chi è subentrato ha fatto il suo dovere. Il risultato lo abbiamo fatto anche grazie ai cambi.”

-Hai parlato a Sabbatini: quando arrivasti in novembre lui si infortunò alla prima uscita, adesso si è fatto espellere alla prima partita. Fai fatica ad averlo a disposizione?

“Gli ho detto che forse non ha voglia di giocare con me (sorride). Ora mi auguro che possa fare una serie di partite. sarebbe importante e interessante sia per la squadra sia per me.”

-Lo stadio non era gremito, c’erano 700 tifosi, ma al primo gol c’è stato un boato come se ci fossero state migliaia di persone. Per voi è importante?

“Abbiamo avvertito eccome il sostegno del pubblico presente. Anche uscendo dal campo dopo la vittoria la gente ci ha applaudito a lungo e questo è stupendo. Chi ci segue deve capire che in questo campionato è importante cercare di fare punti il più presto possibile per cercare di uscire dalla lotta per la retrocessione. Vediamo che anche le squadre dietro di noi stanno remando forte. Contro il Lucerna la squadra ha fornito una grande risposta alla vittoria del Thun contro l’YB la sera precedente. Abbiamo dato un segnale forte a chi ci deve incontrare e a chi ci segue in classifica”.

-Hai parlato di pericolo di essere risucchiati nella lotta per non retrocedere, significa che non guardate alla parte alta della classifica visto che San Gallo, YB e Basilea faticano. Non sognate un po’?

“Non possiamo permetterci di sognare, dobbiamo restare ancorati alla realtà. Abbiamo 30 punti, nelle prime due giornate dalla ripresa abbiamo fatto meglio delle altre ma -come ho già detto- si tratta di un nuovo campionato dove non si troveranno gli stessi ingredienti che venivamo messi in mostra prima della pausa. Ogni squadra deve dimostrare in campo di essere tornata a quei livelli. In definitiva tutti possono battere tutti. Ma bisogna essere umili e operai per poter dimostrare tante cose.”

-Vedere che le due novità nella formazione -e cioè Kecskes e Lovric- sono andati in gol conferma il valore della vostra rosa.

“Ai ragazzi prima della ripresa ha ribadito che per me tutti sono titolari. Abbiamo la possibilità di schierarne solo undici per volta ma chi siede in panchina deve sentirsi titolare e quando è chiamato in causa deve avere lo spirito e l’attitudine per fare bene.”

-Le quattro sberle che lo Zurigo ha rifilato al San Gallo cambiano qualcosa nel vostro atteggiamento tattico domenica al Letzigrund?

“No. Lo Zurigo già contro l’YB aveva giocato bene e avrebbe meritato un punto. Anch’io sono stato sorpreso dalle quattro reti di ieri sera ma non dimentichiamo che quella di Magnin è l’unica squadra che ha battuto tre volte su tre i sangallesi. Sono stati bravi prima a reggere e poi a passare in vantaggio su una palla inattiva. Queste situazioni sono importanti, lo abbiamo visto anche noi contro il Lucerna, per sbloccare il risultato, mettere in difficoltà l’avversario e dare una svolta positiva al match. Noi andremo a Zurigo con le dovute precauzioni, sappiamo di dover soffrire e lo faremo.”

-Qual è la condizione fisica dei nuovi arrivati?

“Pavlovic ha fatto un ottimo test fisico e si è allenato con noi durante la preparazione, è stato frenato solo da un dolore al polpaccio che ora è superato. Jefferson aveva meno gamba però si sta preparando bene, ha capito che doveva cambiare registro ed è molto coinvolto negli allenamenti. Ambedue ci daranno un contributo importante: hanno un piede sinistro di qualità, quindi i cross dalle trequarti sono interessanti, inoltre possono calciare le palle inattive”.

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