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    Maffioli e Tonelli: sfida difficile ma emozionante

    Lugano femminile: sfida difficile ma emozionante

    Cresce l’attesa per l’esordio del Lugano femminile nella Women Champions League in programma domani sera, giovedì, a Cornaredo. Avversario il prestigioso Manchester City. Calcio d’inizio ore 21. Per presentare lo storico evento mercoledì in serata l’allenatrice del Lugano Stefania Maffioli (a destra nella foto) e la capitana Sara Tonelli hanno risposto alle domande dei giornalisti nella sala est di Cornaredo. La prima domanda è stata rivolta alla giovane capitana: Avete la fortuna di poter giocare a Lugano con una discreta cornice di pubblico, come ti senti?

    “Sono soddisfatta di quanto si è fatto per pubblicizzare la partita, ci siamo preparate tanto, per noi significa molto, ci abbiamo messo tanta passione e cercheremo di dare il meglio.”

    -Solo 12 mesi fa avresti pensato di essere qui oggi ad affrontare una squadra blasonata come il Manchester City in una competizione tanto prestigiosa?

    “Diciamo che è sempre stato un mio obiettivo. Competere in una manifestazione come la Champions era sempre nei miei sogni, poi i corteggi mi hanno stupita e in questo momento sono felice di poter affrontare domani sera il Manchester City.”

    -All’allenatrice Maffioli chiediamo, con uno guardo più tecnico, sono queste le partite che tutti i tecnici vorrebbero disputare?

    “Certamente è una grandissima soddisfazione anche se i valori in campo ci metteranno in difficoltà. il MC ha un’organizzazione e una formazione completamente diverse dalla nostra. Ma in questo momento conta essere qui e come dice Sara l’entusiasmo e la voglia di provare a dimostrare che possiamo starci sono le nostre priorità. Non sarà una partita semplice, ma l’affronteremo con la massima serenità possibile cercando di cogliere il lato bello della situazione”.

    -Come ha visto le ragazze negli allenamenti di questi giorni?

    “Hanno un entusiasmo e un’ingenuità (dal mio punto di vista) incredibili. Non vedono l’ora di scendere in campo. Ogni minuto che passa e che si avvicina al calcio d’inizio sono sempre più contente. Io non ho questa serenità e cerco di farmi influenzare da loro. Da parte nostra dello staff è questo l’aspetto che dobbiamo cogliere in un evento come quello di domani.”

    -Avvertite il peso dell’evento, è un’occasione unica per promuovere e valorizzare il calcio femminile in Ticino, per il quale finora mefiticamente si è fatto poco?

    SARA: “Ho visto che c’è stato tanto interesse e siamo contente, per noi il carico della partita c’è tutto. Giocheremo contro una delle migliori squadre al mondo.”

    STEFANIA: “Io forse lo percepisco più delle ragazze. Tante volte ho pensato: saremo all’altezza di affrontare una formazione del genere?. Il rischio di rimediare una brutta figura esiste, ma la cosa più positiva -la nostra vera vittoria-  è essere qui in questo momento a parlarne. Il calcio femminile svizzero e quello ticinese hanno bisogno di visibilità e informazione e questo è il nostro successo. Domani sera saremo in diretta televisiva: è una modo di farci ulteriormente coinoscere. Speriamo che aumentino le ragazzine che si avvicinano a questo sport.”

    -A Sara, capitana del Lugano (squadra che l’anno scorso è giunta seconda in campionato) a 19 anni; pensi alla nazionale svizzera che ha appena cambiato allenatore?

    “Ho fatto alcune presenze e campi di allenamento nelle selezioni nazionali giovanili   Il mio obiettivo finale è di arrivare in nazionale maggiore, si vedrà. Non l’avrei mai detto ma essendo giovane capitana è possibile bile che mi si aprano le porte rossocrociata”.

    -Sara: quando hai cominciato a dare i primi calcio al pallone a Tesserete, se ti avessero detto che un giorno avresti affrontato il Manchester City in Champions League cosa avresti pensato?

    “Ho iniziato a giocare per piacere, per seguire il mio fratellino, anche tutti i miei amici giocavano. Col tempo è diventata una passione mia e all’inizio non me lo sarei mai aspettato, ma quando ho pensato che un giorno volevo fare la calciatrice professionista allora la Champions è diventata un obiettivo.”

    -Come spieghi che il numero delle ragazze che si avvicinano al calcio è ancora limitato?

    “Quando ho iniziato percepivo la paura di essere giudicate e magari prese in giro dai ragazzi. Oggi questo timore non c’è più. Conosco tante ragazzine che si avvicinano al nostro sport e fa molto piacere. Piano piano il pregiudizio viene abbattuto”.

    -Un’ultima domanda all’allenatrice: cosa sapete del Manchester City?

    “La prima grossa differenza è che loro, staff e giocatrici, sono tutte professioniste mentre noi siamo dilettanti e di giorno studiamo o lavoriamo. Il Manchester è una squadra costruita per vincere, anche quest’estate hanno preso giocatrici con un obiettivo specifico, rinforzare la squadra e portarla alla vittoria. La maggiorparate delle loro giocatrici sono nei quadri delle rispettive nazionali e c’è di più: leggevo che tra le migliori 55 giocatrici al mondo ben tre solo del Manchester City. Chiaramente non c’è confronto con noi, il sorteggio poteva affidarci un’altra avversaria ma quando vai ad affrontare una delle prime sedici squadre europee, una vale l’altra. Forse per noi sarebbe stato meglio disputare ad agosto il girone preliminare: avremmo trovato avversarie più alla nostra portata. Ma non ci lamentiamo, viviamo questa esperienza per la parte positiva. E’ un traguardo raggiunto, i media parlano di noi e se domani sera avremo un buon pubblico avremmo completato l’opera.”

     

     

     

     

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