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Jacobacci e Vécsei: qui per vincere

Jacobacci e Vécsei: qui per vincere

Mercoledì 6 novembre ore 15.45: nella pancia del Kybunpark di San Gallo, prima che la squadra bianconera iniziasse il proprio allenamento alla vigilia del match con il Malmoe, si è tenuta la tradizionale conferenza stampa. Presenti per il FC Lugano il nuovo tecnico Maurizio Jacobacci e il centrocampista Balint Vécsei (TiPress). La prima domanda è stata rivolta all’allenatore: cosa prova a dirigere la squadra in Europa League?

“E’ una bella sensazione, se penso che una settimana fa ero in Prima Lega Promozione il pensiero di poter giocare in EL è una grande cosa. Ma è chiaro che non siamo qui per marcar presenza,  desideriamo fare risultato positivo e quindi ci siamo anche concentrati su questo obiettivo.”

-A Vécsei vorrei chiedere dopo le ottime prestazioni delle scorse settimane, cosa deve fare la squadra per vincere la sua prima partita in Europa?

“Abbiamo giocato contro tutte e tre le avversarie conquistando un solo punto. Ho guardato dall’esterno la partita di Malmoe, abbiamo fatto un ottimo secondo tempo; ora dobbiamo riuscire a disputare 90 minuti così. Siamo venuti a San Gallo per vincere la prima partita europea.”

-Abbiamo già visto cambiamenti rispetto alla gestione Celestini dobbiamo aspettarci le stesse cose di Lucerna o visto che l’avversario è diverso cambierà qualcosa?

“Credo che sia importante cercare e mantenere una certa identità di squadra. Vorrei che giocassimo più lontani dalla nostra area, cercando di aggredire l’avversario nella sua metà campo, non facendolo giocare da dietro. Sappiamo di incontrare una squadra molto fisica che cercherà di aggredirci come ha fatto nel match di andata; dobbiamo assolutamente evitare di perdere palloni in fase difensiva per non trovarci in difficoltà, vedi il rigore stupidamente concesso. Quando si  recupera palla desidererei verticalizzare maggiormente, specie se siamo in prossimità della nostra area. Non dobbiamo portare palla ma giocarla in avanti. Se loro aggrediscono come hanno fatto a Malmoe ci lasceranno certamente qualche spazio sulle fasce.”

-E’ una settimana che dirige i ragazzi, dopo la vittoria con il Lucerna ha visto un ambiente e uno spirito differenti rispetto a quelli trovati martedì scorso?

“Devo dire sinceramente che avevo trovato dei giocatori con grande spirito già il giorno del mio arrivo. Ho vista la squadra molto vogliosa di far bene, concentrata negli allenamenti, oggi non è   molto diversa. Ovviamente una vittoria aiuta tutti, giocatori e staff, perché da certezze importanti. Ma bisogna capire che dobbiamo ripetere una prova fisica come quella di Lucerna, cercando di migliorare nel gioco offensiva specie quando si deve fare il terzo gol e chiudere le partite.”

-Sono un giornalista svedese e vorrei sapere se giocare lontano da Cornaredo per voi è un grave handicap?

VECSEI: “abbiamo già affrontato qui la Dinamo Kiev e devo ammettere che non è bello giocare davanti a mille spettatori. Ma dobbiamo concentrarci sulla prestazione, noi sappiamo che l’ambiente sarà quello, magari per gli svedesi sarà una sorpresa.”

JACOBACCI: “Questo è un bellissimo stadio per giocare una partita di calcio ma ci mancheranno sicuramente i tifosi bianconeri. Un ampio pubblico dà un altro incentivo, giocando quasi senza pubblico mancano le emozioni che normalmente l’Europa League ti dà. Ma vanno accettate le cose come sono; dobbiamo  focalizzarci solo sul match contro una signora squadra e una grande società.”

-A Vécsei vorrei chiedere cos’è cambiato con l’avvento di un nuovo tecnico?

“Come ha detto prima il mister vogliamo fare pressing e conquistare la palla nella metà campo dell’avversario. Noi sappiamo cosa e come abbiamo sbagliato in precedenza in partite nelle quali volevamo fare di più ma non ci siamo riusciti. Contro il Lucerna  abbiamo fatto un’ottima prestazione anche se negli ultimi dieci minuti potevamo chiudere il match in anticipo. Siamo venuti qui per vincere e i tre punti di domenica scorsa ci hanno dato fiducia: siamo pronti ad affrontare il Malmoe”.

-Mister in passato ha vissuto partite emozionanti in Europa con Xamax e Wettingen giocando in stadi caldi come Napoli e Madrid.  Vede differenze rispetto a quel periodo: c’è ancora il senso di star vivendo un privilegio?

“Credo che è sempre un onore poter giocare in EL o in Champions. Ho vissuto queste esperienze ma anche come vice allenatore del Grasshoppers quando abbiamo rischiato di passare il turno con il Porto. Con il Vaduz sfiorammo l’impresa di eliminare il Basilea. Significa che in Europa in una partita tutto è possibile. Le emozioni ci sono sempre anche se non ci sarà il grande pubblico, cercheremo di caricarci noi nel gruppo ed è un compito mio, senza esagerare in modo da potercela giocare  a viso aperto contro una squadra che ha perso il campionato all’ultima giornata e vorrà rifarsi in Europa. Noi abbiamo tre punti di svantaggio sul Malmoe e battendoli domani li raggiungiamo. Finché la matematica non ci condanna crediamo di poter far qualcosa in più in questo gruppo.”

-Uscendo un po’ dal seminato, lei da giocatore ha affrontato Real Madrid e Napoli: le è dispiaciuto di più perdere con gli spagnoli o non giocare il ritorno a Napoli partita alla quale teneva moltissimo?

“Effettivamente ero molto deluso perché mio padre viene dalla Campania e ci tenevo a essere in campo. Maradona non giocò, al suo posto venne schierato per la prima volta Zola, ma il nostro tecnico mi aveva a escluso per inserire Hausermann e fargli marcare Maradona…Poi come si è vistoche  la partita avremmo dovuto vincerla.”

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