Jacobacci: il doppio infortunio ha cambiato tutto

    Jacobacci: condizionati dal doppio infortunio

    Più che il rigore concesso allo Xamax, a far discutere nel dopo partita di Cornaredo è lo scontro fortuito quanto violento ad inizio gara tra Bottani e Sabbatini che ha costretto i due ad abbandonare il campo. Il bollettino medico parla di una leggera  distorsione alla caviglia per il capitano e di un trauma cranico, fortunatamente senza frattura, per l’attaccante. In serata Mattia Bottani, dopo la TAC alla quale è stato sottoposto al Civico, è tornato a casa.

    Uno sfortunato episodio che ha condizionato la prova dei bianconeri come ha sostenuto a fine gara anche il tecnico Maurizio Jacobacci (TiPress). “Avevamo preparato la partita in un certo modo e dopo nemmeno dieci minuti è subentrata questa situazione. E’ chiaro che ha sconvolto tutti i piani e ha inciso molto nelle teste dei giocatori; sappiamo benissimo quanto  Sabbatini e Bottani siano importanti per questo gruppo. Abbiamo atteso un attimo per le sostituzioni sperando che potessero farcela e cercando una soluzione tattica, ma non è stato facile.”

    -Alla luce di questo episodio è soddisfatto della prestazione della squadra o si sarebbe aspettato qualcosa di più?

    “Dovevamo fare meglio. Coloro che sono subentrati sanno sicuramente giocare a calcio, anche se psicologicamente chi era sul terreno è probabilmente stato influenzato dall’uscita del capitano e di Bottani. Peccato che dopo essere passati in vantaggio, abbiamo subito subito il pareggio. Sarebbe stato importante andare alla pausa sull’uno a zero, ciò che ci avrebbe aiutato a gestire meglio il secondo tempo. Nei secondi 45′ non siamo stati capaci di far circolare la palla o di tenerla quand’era il caso, soprattutto negli ultimi 30 metri abbiamo combinato poco. Ci sono stati un paio di palloni importanti, ma non sfruttate al meglio. C’è mancata incisività e cattiveria.”

    -Anche a San Gallo eravate in vantaggio e siete stati raggiunti, c’è qualcosa che non funziona in questo senso?

    “Ovvio che l’episodio del rigore andava evitato. E’ successo a Sulmoni che uno dei più esperti e sa farsi valere in questi frangenti. Bravo l’attaccante  Karlen che si è appoggiato su di lui e ha provocato il rigore. Peccato perché si poteva evitare che il pallone giungesse nel centro della nostra area.”

    -Vistto com’è andata la partita pensa che nel suo Lugano manchi un po’ di qualità?

    “No, tutti sanno giocare a calcio. Per me è importante che non abbiano paura a prendere il pallone però dobbiamo cercare di giocare in modo più semplice e ordinato. Qualche elemento vuole strafare, fare troppo equivale a creare confusione. C’è un’organizzazione da mantenere, una disciplina tattica da osservare e quando l’uno o l’altro vogliono fare di più a volte peggiorano le cose. E’ bello vedere che si impegnano e desiderano fare tanto, ma talvolta è meglio frenarsi un poco.”

    -Già dopo San Gallo si diceva che la lettura dei momenti delicati del match è mancante o carente.

    -Anticipare le situazioni nel calcio è fondamentale. Ad esempio tornando all’episodio del rigore, non era una situazione a rischio ma in quella zona del campo bisogna essere più determinati e cattivi, quel pallone non avrebbe mai dovuto arrivare a Karlen. E’ lì che dobbiamo migliorare, nei sedici metri ogni pallone è insidioso, dobbiamo essere più attenti e saper buttar via il  pallone quand’è il caso”.

    -C’è anche un problema atletico, nel finale vi siete abbassati e loro correvano di più?

    “Non credo che c’entri il fisico, è un problema mentale. Quando l’uno o l’altro sbagliano i passaggi subentra insicurezza.”

    -Baumann è stato il migliore in campo?

    “Penso proprio di sì. Oggi Noam ha fatto una grande partita e desidero felicitarmi con lui ma anche con tutto il gruppo che ha saputo soffrire e portare a casa un buon punto.”