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Finale coppa Lugano-Servette

Il Servette vince ai rigori la Coppa

Uscire sconfitti dalla finale di Coppa fa male ma perdere al dodicesimo rigore suona veramente come un’amara beffa. Specialmente se si pensa che i tiratori dal dischetto bianconeri hanno avuto a disposizione tre match ball che non hanno sfruttato. Così la vittoria è andata al Servette che torna ad aggiudicarsi il trofeo dopo oltre vent’anni.

Grande ambiente al Wankdorf

Atmosfera da brividi al Wankord con due tifoserie molto guarnite che hanno incitato per tutto il tempo i propri beniamini.  Commovente l’entrata in campo dei giocatori bianconeri che tenevano per mano i figli. Lo striscione proposto dalla curva recitava “Pronti per la battaglia”.

Rientrano Doumbia e Mai

La formazione inizialmente schierata da Croci-Torti è stata quella annunciata con il rientro in difesa di Doumbia e Mai e con in attacco Celar sostenuto da Bottani e Steffen. A centrocampo il trio Grgic, Bislimi, Belhadj.

Un’occasione per parte

Il primo tempo è stato decisamente equilibrato. La squadra di Weiler si è affidata alla velocità e alle palle ferme, i bianconeri hanno puntato sul loro tradizionale gioco fatto di passaggi ma hanno faticato a trovare pertugi nella retroguardia avversaria anche per la forte pressione sul portatore di palla esercitata dai granata.  Si sono avute un’occasione per parte, i ginevrini con un salvataggio di Valenzuela sulla linea dopo una non perfetta uscita di Saipi su azione di angolo. I ragazzi di Croci-Torti nel finale di tempo con un gran tiro di Steffen, servito da Celar, che Frick ha deviato sopra la traversa. Da notare l’infortunio all’arcata sopracigliare di Mai che è rimasto a bordo campo alcuni minuti per essere medicato.

Braccio sospetto in area

All’uscita dagli spogliatoi i bianconeri sono parsi più decisivi.  Vladi ha cercato di servire Steffen davanti al portiere ma l’azione non si è conclusa in gol. Aliseda ha calciato di poco a lato un bel servizio di Steffen mentre nel finale un iro dell’argentino ha colpito il braccio di un difensore, senza intervento arbitrale né del VAR.

Supplementari con occasioni bianconere

Nei supplementari non è successo molto ma il Lugano è sicuramente andato più vicino alla vittoria degli avversari. Con in particolare un cross di Mahou per Aliseda la cui deviazione a colpo sicuro è uscita di poco a lato. Lo stesso attaccante argentino ha scoccato un gran tiro all’ultimo minuto ma Mall (subentrato a Frick perché specialista nel parare rigori) ha deviato in angolo con un gran riflesso.

Dodicesimo rigore fatale

La serie dei calci di rigore è stata aperta da Stevanovic che ha realizzato. Stessa cosa per Mai sul fronte bianconero. In gol anche Severin e Grgic. Il tiro di Nishimura è invece stato respinto da Saipi ma fatto ripetere e il giapponese ha messo in gol. Aliseda ha pareggiato poi Rouiller e Mahou hanno assolto il compito. Errore invece per il ginevrino Bolla ma Sabbatini ha calciato alto il primo rigore che poteva dare la coppa al Lugano. In seguito ha sbagliato anche Tsunemoto ma pure Steffen  non ha sfruttato il match ball. Rigori realizzati da Douline, Valenzuela, Mazikou, Doumbia, Ondua e Cimignani. Parato il tiro di Magnin ma ancora una volta i bianconeri non ne hanno approfittato con Hajdari. I due portieri hanno messo a segno i rispettivi penalty. Al dodicesimo tentativo mentre Severin ha realizzato, il tiro di Lukas Mai è stato parato.

Lugano-Servette 8-9 dopo rigori (0-0)

SPETTATORI: 27’710

AMMONITI:  Hajdari, Valenzuela, Severin, Saipi, Antunes, Cognat, Sabbatini

LUGANO: Saipi, Doumbia, Mai, Hajdari, Valenzuela, Bislimi (85′ Mahou), Grgic, Belhadj (68′ Sabbatini), Steffen, Celar (55′ Vladi/ 91′ Cimignani), Bottani (68′ Aliseda)

SERVETTE: Frick, Tsunemoto, Rouiller, Severin, Mazikou, Ondua, Antunes, Cognat, Stevanovic, Guillemenot, Kutesa. 

ARBITRO: Alessandro Dudic. Assistenti: Bekim Tokaj e Bastien Lengacher. Quarto ufficiale: Johannes von Mandach. 

 

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