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    Fabio Celestini: pronti per la sfida di Coppa

    Allenamento di rifinitura sul sintetico, mercoledì mattina, per la rosa bianconera che giovedì alle 20 affronterà in trasferta il Thun nei quarti di finale di Coppa svizzera. Non saranno sicuramente della partita  Bottani e Maric (squalificati) e gli infortunati Lavanchy e Macek. In forse pure Vécsei. Al termine dell’allenamento l’allenatore Fabio Celestini ha risposto alle domande dei giornalisti.

    -Covilo sarà a disposizione?

    “Sì a meno di novità clamorose, visto che in serata presenteremo ricorso contro la squalifica di tre turni, Covilo sarà tra i convocati. Quanto a Vècsei é in forte dubbio mentre Lavanchy si sta riprendendo a tempo di record dall’infortunio.”

    -Meglio giocarla subito questa partita per sfruttare la rabbia accumulata nel finale del match con lo Young Boys?

    “Senza dubbio. Dobbiamo essere consapevoli del minuto di rabbia però analizzando bene le ultime tre prestazioni. Dopo la sconfitta col Thun a Cornaredo abbiamo avuto una grande reazione e non posso dimenticare i 93′ di Sion prima dell’autogol su calcio d’angolo, il 3-0 fuori casa con il Lucerna e la partita con l’YB quando negli ultimi venti minuti il nostro pubblico ci incitava ad andare a vincerla, visto che loro avevano sbagliato un rigore e sembravano aver  perso le speranze. Prima di tutto ho una squadra che sul piano fisico si comporta in modo eccezionale, sia a Sion che a Lucerna sia contro i campioni svizzeri, contro squadre forti che nel finale non ci hanno messo sotto, al contrario. Poi c’è tanta flessibilità tattica, i ragazzi tengono il campo in modo fantastico anche con giocatori diversi. Siamo sulla  strada giusta, vedo anche negli allenamenti maggior competitività, ci diciamo le cose e l’atteggiamento è giusto. La rabbia domenica è stata tanta cercheremo di scaricarla in Coppa”.

    -Mentalmente come avete analizzato questo famoso minuto in prospettiva futura?

    “Non l’ho detto io, non sono un fan delle statistiche che poi si possono manipolare. Comunque ho appreso che tra il mio precedessero e il sottoscritto abbiamo perso almeno 8, 9 punti nei finali di partita.  Questo stato di cose si può cambiare solo con maggior determinazione e cattiveria; dobbiamo essere più squadra e metterci ancora più spirito. Nei momenti decisivi dobbiamo chiudere i match. Poi c’è anche una pizzico di sfortuna e questa va fatta girare dalla nostra parte. Ma contro Lucerna e YB ci sono stati meno errori tecnici clamorosi, c’è stata maggior solidità. Soprattutto a livello mentale  non ho quindi voluto soffermarmi sul minuto maledetto, già fonte di tanta rabbia e frustrazione, perché ci è stato tolto almeno il punto che meritavano pienamente. Però se la reazione è stata questa è perché crediamo fortemente in questi valori, stiamo cercando di costruire qualcosa e ritenevamo di aver fatto ancora qualcosina in più per battere la miglior squadra svizzera. Come allenatore ho detto alla squadra che ero orgoglioso di loro per gli aspetti positivi visti: abbiamo perso al 93′ e 15”, quindi per una quindicina di secondi non possiamo buttare tutto.”

    -Hai toccato l’aspetto fisico e dici che la squadra sta bene ma a livello atletico (stato di forma) come sta la squadra visto che dovrete magari giocare per 120 minuti?

    “Sono sempre dell’idea che non si corre con le gambe ma con la testa. Non si corre di più o di meno a seconda dell’allenatore. C’è lo spirito giusto e i ragazzi corrono come devono. hanno entusiasmo e voglia di crescere tutti assieme, per  questo sono orgoglioso di loro. Stanno bene in testa, ad esempio Junior e Gerndt si sacrificano in fase difensiva e questo dimostra lo spirito che c’è. A proposito Alex ha fatto 100 metri nel finale contro l’YB per recuperare la palla nella nostra area e poi su di lui è stato commesso fallo. Al di là delle interpretazioni alla moviola abbiamo la testimonianza del giocatore giallonero che ha ammesso a fine gara di aver urtato le gambe di Gerndt. Non sono cose scontate, correre ancora così al 94′, vuol dire che ci siamo. A livello nervoso dobbiamo tenere questa elettricità, in Coppa mi aspetto che si corra come matti, poi tre giorni dopo a Zurigo potrebbe esserci anche un  calo. Dovremo valutare tante cose, visto che già con l’YB c’è stato un grande dispendio nervoso, in Coppa succederà la stessa cosa.”

    -Sei un allenatore che da molta libertà alla squadra e hai detto che domenica nel finale hai seguito la voglia di vincere dei ragazzi. Col senno di poi diresti a Daprelà di fare un fallo a metà campo per fermare il contropiede dello Young Boys?

    “A partita conclusa siamo tutti bravi  ma anche sapendo quanto è successo su quel calcio d’angolo rifarei quanto fatto. Abbiamo finalmente battuto un corner normale  con due giocatori dietro, due sui sedici metri e cinque in area. Nell’angolo precedente avevo lasciato anche Daprelà in difesa, però avevano voglia di andare in area, ho sentito la volontà della squadra di voler vincere. Un conto è vedere che si stanno tirando indietro perché non ce la fanno: non inciterei mai a pressare se non hanno forze. Ma in questo caso avevano volontà e forza per segnare il gol da tre punti. A Lucerna non ero orgoglioso dei primi 20′ ma vedevo che la palla scottava nei piedi dei ragazzi, quindi li ho incoraggiati nella fase difensiva aspettando il momento di uscire. Ancora sul calcio d’a angolo contro l’YB la palla dalla testa di Covilo rimbalza su Kecskes, poi Covilo avrebbe potuto gettarsi, Brlek in scivolata non riesce a prenderla, Sadiku pure e loro partono in quattro e la palla rimbalza tre volte nei nostri sedici metri. Ma in area alla fine siamo cinque contro cinque e il pallone lo prendiamo noi, Baumann para un tiro: sono tanti gli eventi successi e tutti contro di noi. Certo dobbiamo essere più determinati, avrei preferito prendere un rosso perché uno dei miei ha fermato la palla con le mani.”

    -Hai citato Baumann e la sua parata decisiva; è un giocatore che è cresciuto tanto ultimamente, ha molta fiducia in sé. Puoi contare su un portiere davvero affidabile adesso?

    “Con Noam stiamo facendo un percorso, non facile perché a Sion c’è stato quell’episodio non irrilevante. Però andiamo avanti con tutta la squadra, la partita col Thun ha permesso di capire quali siano i nostri problemi. Tutti  hanno la disponibilità di crescere in tanti aspetti. Conta lo spirito, con Baumann abbiamo parlato tanto dicendogli che deve avere fiducia e che tutti sbagliano: bisogna tenere la testa alta non posso accettare altri atteggiamenti dai miei giocatori. Noam ha grandi qualità e migliorerà ancora”.

    -Come si affronta il Thun sul terreno sintetico in una partita da dentro o fuori?

    “Si affronta come una partita secca. Si tratta di partite speciali, bisogna essere intelligenti, non c’è il pareggio, ci sono quattro cambi. Le nostre idee sono quelle di sempre e cercheremo di creargli dei problemi e di passare il turno possibilmente nei 95′ non giocandone 120′.  Comunque è da due settimane che dopo gli allenamenti ci alleniamo anche sui rigori. In Coppa chi ha lo spirito più giusto e vuole maggiormente la vittoria spesso riesce a ottenerla. In due partite puoi vincere un titolo, non importa quale. In Svizzera vincere la Coppa vuol dire tantissimo ma lo sa anche il Thun.”

     

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