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"E'  il gruppo la forza del Lugano"

“E’ il gruppo la forza del Lugano”

Allenamento con forte vento venerdì mattina per la rosa bianconera che sta preparando la trasferta di Ginevra dove domenica alle 16 affronterà il Servette per l’ottava di campionato anche se la maggior parte delle squadre deve ancora recuperare incontri. I ginevrini e il Sion ad esempio hanno finora disputato solo quattro gare.

Al termine della seduta Maurizio Jacobacci si è intrattenuto con i giornalisti. Sul fronte Covid-19 i tamponi fatti eseguire ad inizio settimana ai giocatori e allo staff su invito della SFL hanno dato tutti esito negativo. Pure gli elementi appena tornati dagli impegni con le varie nazionali sono in buona salutei e saranno a disposizione domenica. I soli assenti sicuri sono Bottani e Sabbatini. “Ambedue -ha spiegato il mister- soffrono di problemi muscolari, alla schiena il primo e a una gamba il capitano. È peccato, uscivano fuori da una quarantena e si vede quanto sia importante, per non andare incontro a problemi fisici, riprendere con una certa gradualità dopo un’interruzione per virus. Anche noi dovremo tener conto di ciò e fare ancora maggior attenzione al reinserimento nel gruppo. Marcis Oss, dal canto suo, aveva un piccolo fastidio all’adduttore a Losanna e per quello lo abbiamo gestito, facendolo giocare solo gli ultimi minuti perché ci serviva uno con il suo fisico. È partito poi con la nazionale della Lettonia e la sua condizione è peggiorata; rischiamo di non averlo a disposizione a Ginevra. Guidotti a inizio settimana si è fatto fare un’infiltrazione per un problema al tendine di un ginocchio e stamane ha risentito del fastidio. Valuteremo domani se è arruolabile o meno. Comunque andremo a giocare con una squadra molto motivata dopo due settimane di stop agonistico e desiderosa di disputare una partita maschia e di volerla vincere com’è nella nostra mentalità. Sappiamo che loro non disputano un match da un mese e mezzo, l’ultima partita la giocarono contro l’YB (0-0) il 17 ottobre. Affronteremo quindi una compagine desiderosa di tornare in campo e di fare una bella prestazione. Il Servette ha davanti dei giocatori molto forti come Koné, Kyei, Schalk, oltre ai vari Cognat, Cespedes, Ondoua e Valls a centrocampo. Si sono rinforzati sugli esterni, specie a sinistra con Mendy. Dietro hanno un ottimo portiere e centrali con fisicità e bravi nel gioco aereo. Ci aspetta veramente una partita molto difficile, anche se gli ultimi confronti con i ginevrini come risultati sono stati ottimi sia fuori casa sia a Cornaredo”.

-Le assenze di Sabbatini e forse Guidotti a centrocampo la preoccupano?

“Abbiamo Covilo e Macek che possono dire la loro. Non ci lamentiamo della assenze ma ci concentriamo su chi può dare una mano a un gruppo che finora ha fatto molto bene con una media di 2 punti a partita: un bel bottino. Vogliamo proseguire in questa striscia positiva anche se siamo consapevoli che dobbiamo sempre  dare il massimo per ottenere risultati”.

-La pausa internazionale è stata positiva o vi ha spezzato il ritmo?

“Abbiamo visto che anche quando saltammo il match contro l’YB poi a Losanna abbiamo disputato una buona prova. Se gli ultimi passaggi fossero arrivati sull’uomo avremmo avuto ancora più occasioni e possibilità di abbellire il risultato. Quella della Pontaise è stata una partita difficile ma siamo stati bravi nell’aspetto difensivo, abbiamo lasciato loro solo un’occasione. Si è visto che i ragazzi, pur saltando una gara, sono stati concentrati al momento dovuto anche se io avevo detto che negli allenamenti eravamo un po’ distratti e avevo le mie preoccupazioni:  la squadra mi ha dato una bella risposta in campo”.

-E in queste due settimane come ha visto i giocatori?

“Ci siamo allenati veramente su ottimi livelli, molto concentrati e con grande intensità. Stamane abbiamo fatto un bello “scarico” occupandoci dell’aspetto tattico e specie della fase offensiva per poter mettere in difficoltà il Servette. Negli ultimi giorni avevamo lavorato duramente e siamo pronti ad affrontare il match di domenica, non sarà una partita come le altre perché arriveremo a Ginevra come primi della classe: sarà un test importante soprattutto sul piano mentale”.

-Da quando siete primi non avete più addosso solo gli occhi dei ticinesi ma ci sono anche mass media di tutta la Svizzera (Blick in testa) che vi dedicano molto spazio. Avete una percezione diversa di quello che siete e di cosa rappresenti il Lugano per la Super League?

“Io questa percezione l’ho già avuta da qualche mese. Ho sempre detto che mi rendevo conto di come il Lugano sia nella parte tedescofona del paese sia in Svizzera romanda venisse percepito in modo molto più positivo che in passato. Parlavano bene del Lugano  per la maniera come si presentava in campo in fase difensiva ma anche in fase offensiva. Stiamo facendo cose egregie e se miglioriamo nell’ultimo passaggio potremo fare ancora meglio. Oggi è chiaro ci sono ancora più attenzioni ed elogi, tanti giornali importanti si sono fatti avanti. Anche per me le ultime due settimane sono state intense sul piano delle interviste e dire che io preferisco dare risposte sul campo, ma è chiaro che fa parte del mestiere di allenatore essere a disposizione dei media. Dobbiamo goderci questo momento e cercare di restare là dove siamo continuando a giocare come stiamo giocando, il che significherebbe ottenere altri risultati. Abbiamo lavorato tanto per arrivare in alto”

-Due parole su Maric: più invecchia più sembra migliorare.

“È vero, bisogna dire che è anche aiutato dal gruppo. Sappiamo quanta importanza abbia Mijat  in campo, porta tanta energia positiva ed esperienza. Accanto a lui ci sono ragazzi che lo ascoltano e lo seguono. Dal portiere, che può dare una mano, ai due colleghi centrali, agli esterni, sino a coloro che gli giocano davanti a centrocampo. Tutti si caricano a vicenda e questo è lo spirito di gruppo. Anche gli allenamenti aumentano di qualità, ci spingiamo verso l’alto perché tutti partecipano e ognuno è coinvolto. L’ho ribadito alla squadra stamane: facciamo tutti parte del gruppo, anche chi la domenica va in tribuna e meriterebbe di giocare ma dobbiamo essere pronti quando veniamo chiamati in causa. Fare il muso non serve a nessuno, anzi danneggia il gruppo. Siamo una cosa unica e così dobbiamo restare e presentarci in futuro. È il gruppo la forza del Lugano”.

-Per restare a Maric, si muove poco ma ha un’intelligenza di gioco rara.

“È l’esperienza che ha accumulato, è sempre lì dove deve essere, al posto giusto nel momento giusto. L’intuizione nel calcio è fondamentale, ti permette di essere più veloce degli altri anche se fisicamente non lo sei. Quand’ero giocatore di fascia tutti dicevano che io fossi veloce, in realtà avevo uno spunto rapido nei primi metri ma non sulla distanza. Se volevo essere bravo e in anticipo sugli altri dovevo essere veloce nella testa, ciò ti permette di anticipare gli avversari, sai già dove arriva il pallone e sei in vantaggio. La velocità mentale è più importante di quella fisica e Maric ne è la dimostrazione”.

-Cosa pensi di Odgaard?

“Anche lui si è allenato bene. Jens deve capire che quando ha un piccolo spazio deve calciare in porta e non cercare una giocata in più per liberarsi maggiormente. Deve utilizzare anche il piede destro perché sa calciare bene e quindi è inutile cercare la certezza con un passo ulteriore. Odgaard deve continuare su questa strada migliorando nel tempismo delle conclusioni. Stamane abbiamo esercitato a lungo l’avvicinamento all’area e i tiri in porta. Ne abbiamo parlato tanto per cercare di capire quando e come mettere un cross sotto porta e i movimenti da fare. Più ci alleniamo e più progrediamo, ci vuole tempo ma stiamo migliorando anche in questa fase”.

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