fbpx
"Mi aspetto una grande reazione"

Croci-Torti: pronti per la battaglia

Seconda trasferta consecutiva, alla terza giornata di campionato, per il Lugano che domenica alle 16.30 sarà ospite del neo promosso Winterthur. Per l’occasione non saranno a disposizione Daprelà, squalificato e gli infortunati Facchinetti, Macek, Hajrizi, Aliseda e Babic ai quali si è aggiunto ieri Amoura che accusa un leggero fastidio muscolare.

Nella conferenza stampa pre-partita la prima domanda posta al tecnico Mattia Croci-Torti riguarda proprio le assenze: la coperta è sempre più corta?

“E’ così, purtroppo alle defezioni di inizio stagione si sono aggiunte quella di Babic e Amoura per questa partita. Ci viene a mancare qualcosa davanti ma abbiamo giocatori che possono tranquillamente essere schierati anche in posizioni più offensive penso a Mattia Bottani che ha già giocato da prima punta in Europa League con Tami e a Mahou che a Losanna a varie riprese  con Contini aveva fatto l’attaccante.”

-Al termine della scorsa partita avevi parlato di lavoro e ancora lavoro. La squadra ha mostrato anche a Zurigo un bel gioco, avete avuto nettamente un possesso palla superiore ma dietro vi siete fatti sorprendere. E’ sembrato più un problema di meccanismo di squadra che solo della difesa. Come avete lavorato in settimana?

“Lo dico sempre che a me gli alibi e le scuse non piacciono. E’ inutile andare a cercare responsabilità da qualche parte o trovare attenuanti. Dobbiamo cercare di vincere tutte le partite e sicuramente le ultime due le abbiamo giocate meglio rispetto alla scorsa stagione in fase di possesso ma non abbiamo avuto la solidità difensiva che ci aveva contraddistinto. Non è che la difesa non stia facendo bene, anzi, è proprio un concetto di blocco difensivo che va migliorato da Celar a Saipi. Abbiamo subito gol che non dovevamo prendere e questa settimana abbiamo lavorato, anche in maniera dura e ossessiva, per cercare di evitare le disattenzioni che ci sono costati punti nelle prime giornate.”

-Nel reparto arretrato il giocatore che è sembrato più avanti è Valenzuela, bene.

“Ne avevamo già parlato qui venerdì scorso. Milton è un elemento che ha finito la scorsa stagione in crescendo, si è preparato al meglio, è anche uno dei pochi difensori ad aver fatto l’intera preparazione. Ha ottime qualità e sta acquisendo sempre maggior leadership nella squadra ed è una cosa che a noi dello staff piace molto.”

-Arigoni a che livello è di minutaggio potenziale?

“Allan ha dieci giorni di lavoro nelle gambe, sono un po’ pochino ma la verità è che, come hai detto prima, la coperta è un po’ corta e quindi abbiamo bisogno da subito anche di lui. Ci darà una mano nelle prossime partite penso già dall’inizio se non a Winterthur, la prossima domenica o giovedì in Conference League. Abbiamo bisogno anche di lui”.

-Altro giocatore in crescendo è Haile-Selassie, come hai visto in settimana?

“Maren è un ragazzo speciale che l’anno scorso ha fatto molto bene a partita in corso. Ci ha risolto parecchie gare nei minuti finali, penso alle partite contro il Lucerna, a Thun o contro l’YB e poi ha fatto un gol cruciale in finale di Coppa. Dunque quando è entrato ha sempre dato una sterzata anche se non era mai riuscito ad avere continuità di rendimento dal primo minuto. Bisogna considerare anche arrivava dalla Challenge League e, come Valenzuela, si è presentato in condizioni perfette alla preparazione. Ha voglia di sorprendermi e di mettermi in difficoltà mostrandomi che può giocare dall’inizio. E’ infatti partito in tutte le amichevoli e nelle prime due di campionato ed è stato uno dei più positivi”.

-L’anno scorso quando le cose a livello di campionato erano tranquille e serene c’era un po’ il ritornello del pensiero alla Coppa che distoglieva energie. C’è questo rischio nei prossimi giorni in vista dell’Europa?

“No assolutamente. La partita con il Beer Sheva di giovedì non è nei nostri pensieri. Non è mai stata fatta una valutazione in questo senso, con la società abbiamo detto più volte che nel caso di qualificazione ai gironi qualche dinamica dovrà cambiare e la rosa dovrà essere più ampia per affrontare quel percorso. Ma al momento non guardiamo più in là della sfida con gli israeliani.”

-Comunque vada avrete cinque partite da disputare in due settimane, come le gestirete?

“La verità è che giocheremo ogni tre giorni e cercheremo di mettere sempre in campo la squadra  migliore. Alla fine un allenatore schiera gli undici con cui pensa di vincere, quando fa una rotazione è perché ritiene che qualche giocatore sia stanco e un compagno fresco possa dare una mano maggiore. Abbiamo una rosa non ampia ma formata da giocatori che possono farsi rispettare. Sicuramente la quinta partita (a Basilea n.d.r) sarà difficile però noi non guardiamo più in là del match di domenica a Winterthur. Veniamo da due sconfitte e abbiamo lavorato per vincere alla Schützenwiese. Abbiamo fatto quello che dovevamo, non ho rimpianti. Siamo positivi e a testa alta. L’ambiente non è scoraggiato, forse se nelle prime due uscite non fossimo riusciti a imporre il gioco o a scagliare 19 tiri verso la porta del GC, cosa mai avvenuto in passato, saremmo stati più tristi. Evidentemente vogliamo vincere sempre, ci proviamo ogni volta  e non siamo contenti di questa situazione. Io in primis, le ultime notti non ho dormito bene ma perché sto cercando soluzioni per battere il Winterthur.”

-Hai parlato di meccanismi da migliorare, se anche domenica non farete punti non dico che ci sia pressione però ci sarà esigenza e voglia di muovere la classifica. Continuerai sulla stessa linea tattica o cambierai qualcosa?

“Settimana scorsa a Zurigo abbiamo già  cambiato, chi ha visto la partita con il Sion ha visto una squadra che impostava a tre e giocava in modo completamente diverso da quella del Letzigrund. Faremo sicuramente anche domenica qualcosa di diverso per mettere in difficoltà gli avversari, magari con due attaccanti. La flessibilità è la cosa che ho subito chiesto alla squadra e l’abbiamo sempre applicata. I principi base sono gli stessi: cerchiamo di giocare e di essere solidi dietro. Poi a volte facciamo scelte sbagliate. Non c’è pressione particolare: io voglio vincere tutte le domeniche. Prima di ogni match c’è quella sana pressione come questa. Non sono qui ad avere paura se perdo domenica, non è un’emozione o una sensazione che ho. Non vedo l’ora, è da lunedì che stiamo preparando la partita al meglio. Sappiamo che sarà difficilissima. Ho guardato le due prime partite del Winterthur ed è una squadra abbordabile quella che ha perso a San Gallo, ma difficilissima quella che 14 giorni prima ha bloccato il Basilea. Una squadra che non dà spazi, che difende basso, che riparte fortissimo, che ha giocatori di esperienza e un elemento come Di Giusto che sta facendo la differenza; ci aveva già messo in difficoltà più volte due anni or sono con il Vaduz. Quando ripartono con Ramizi lo fanno bene. Poi gli ottomila spettatori li spingono tantissimo. Nella mia carriera ho vinto poche volte a Winterthur, mi ricordo una volta con il Chiasso. Mi ricordo sempre di grandi battaglie e domenica sarà così. Più che principi di gioco non possiamo sbagliare l’attitudine, sarà determinante.”

-Quali sono i punti deboli del Winti?

“Ce ne sono perché la qualità dei miei giocatori è sicuramente più alta della loro. Dunque dobbiamo riuscire a stanarli perché se rimangono dietro e non ti danno spazi diventando un osso duro da battere. L’entusiasmo che c’è alla Schützenwiese ti può trascinare ma dobbiamo essere una squadra che gioca con testa e pazienza. Dobbiamo saper sfruttare le nostre occasioni cercando di non passare in svantaggio.”

-Abbiamo detto delle difficoltà che avete a livello offensivo, loro hanno elementi pericolosi in avanti come Ramizi, Büess, Rodriguez e Di Giusto. Temi qualcuno in particolare?

“La prima partita gli automatismi sono andati bene e infatti abbiamo subito tre gol su palle inattive. A Zurigo abbiamo sbagliato delle scelte che non dobbiamo più sbagliare, bisogna maturare sotto questo aspetto. Gli automatismi sono più a livello di conoscenza reciproca tra i giocatori. Quando c’è un gruppo nuovo con elementi, penso a Mahou e Arigoni, che si sono allenati poche volte con i compagni,  bisogna creare delle dinamiche, capire come gioca il compagno. Sono il primo a essere consapevole che queste cosa non possono nascere in pochi giorni, bisogna potersi allenare, giocare e sbagliare per capire cosa fare meglio. Dunque a Winterthur guarderemo tanto a noi stessi, conosciamo le loro qualità nelle ripartenza. Di Giusto gioca nella nazionale U21, ha fatto molto bene in Super League;  dobbiamo stare attenti. Quindi sì capire come giocano per difenderci bene ma dobbiamo principalmente pensare a noi stessi.”

-A proposito di questi automatismi hai visto passi avanti negli allenamenti di queste settimane o soni processi che si vedono durante le partite e quindi ci vorranno ancora alcune settimane?

“L’ho detto domenica dopo la sconfitta con il GC. Dobbiamo lavorare molto: abbiamo un giocatore come Bottani che settimana scorsa è partito per la prima volta da titolare. Sappiamo che quando Mattia sta bene le cose girano in maniera diversa. Stesso discorso per Mahou aveva solo dieci allenamenti nelle gambe e anche lui quando sta bene può attaccare la profondità diversamente. Peccato non avere a disposizione Amoura che è sempre un’arma importante negli ultimi tratta minuti. Il valore degli allenamenti è proprio capire i compagni e le dinamiche. Questi giorni ci sono serviti, ho cercato di mettere due o tre soluzioni difensive diverse rispetto s quando fatto nelle prime due uscite di campionato e nell’amichevole con l’Inter.”

-Parlavi di Bottani ma te lo vedi a Chicago?

“No. Lo vedo come me e sono contento di averlo. Non avviamo ulteriori polemiche,  penso che in queste settimane se ne sia parlato troppo. E’ un ragazzo che si è allenato al meglio anche in questi giorni. Sono consapevole che domenica scorsa, nella sua prima partita da titolare, con poche allenamenti, non poteva essere al top. Però è un giocatore-chiave per questa squadra, bisogna dargli responsabilità, è un leader tecnico per noi e lo sappiamo. Non lo sto sicuramente vedendo oltre Oceano ma in campo alla Schützenwiese domenica pomeriggio.”

-Quella di Winterthur è uno stadio particolare, che ricordi hai?

“Anni fa è cambiato, la nuova tribuna ha fatto sì che la Schützi sia diventato una bolgia. L’anno scorso ho seguito due o tre partite live e si vede che c’è una nuova dinamica, che c’è voglia di calcio, Bisogna stare attenti perché i tifosi caricano tanto la squadra soprattutto nei primi minuti. Sono neo promossi e ancora per qualche turno avranno grande euforia, le vibrazioni ci saranno.”

-A Winti contano moltissimo sul fattore campo e hanno dichiarato che i punti salvezza  li vogliono agguantare in casa perché in trasferta faranno fatica.

“Finora hanno disputato solo un match in trasferta e contro il San Gallo è sempre difficile giocare. Sicuramente i punti che prendi in casi ti danno fiducia quando puoi devi giocare altrove. La storia di questa società parla chiaro: in casa hanno qualcosa in più e lo sanno anche loro, è questione di testa. Chi arriva sa cosa significhi per i tifosi vincere alla Schützi dunque hanno una marcia in più.”

-Giocherete diverse partite in poco tempo. Pensi di dare spazio anche ad Hajdari il difensore ex Basilea arrivato via Juventus?

“Se è a Lugano è per giocare e per mettersi a disposizione. Anche lui ha solo 20 giorni di allenamento con noi e non conosceva nessuno. Purtroppo da maggio era fermo e abbiamo dovuto fare un lavoro diverso con lui per metterlo in condizione. Proprio mercoledì gli ho detto “sto vedendo il ragazzo di cui tutti mi hanno parlato bene” ma anche perché sta cominciando a stare bene fisicamente.”

-A proposito di Europa avresti preferito incontrare la Dinamo Minsk o ti aspettavo sin dall’inizio il Beer Sheva?

“Ho seguito tutte e due le partite e gli israeliani sono stati superiori in ogni reparto. E’ un avversario più difficile ma in Coppa a livello europeo è normale trovare squadre più forti. Sarà una partita tosta con un avversario già pronto e con giocatori che hanno già disputato a più riprese queste competizioni. Sarà un osso duro come lo era stato cinque anni or sono , la partita in israele sarà sicuramente più complicata di quella di Winterthur e questo ve lo posso assicurare perché l’atmosfera che avevamo vissuto allora è stata veramente speciale, caldissima. Però poi  eravamo riusciti a vincere il ritorno a Lucerna. Non sono più la squadra che aveva battuto l’Inter, il budget è diverso però restano una squadra di tutto rispetto alla quale prestare grande attenzioni. Ci vorrà molta umiltà: loro negli ultimi anni hanno fatto qualcosa in più di noi a livello europeo”

-Ma a differenza di 5 anni fa questa volta si gioca a Cornaredo

“Abbiamo parlato tanto di effetto tifosi, della bolgia della Schützenwiese e di quello che può succedere a Beer Sheva. Però se qua abbiamo la fortuna che i nostri tifosi ci aiutano come è successo nel finale della passata stagione…ricordo ancora con brividi la semifinale di Coppa o le partite giocate prima della votazione sul PSE, la spinta in più c’era stata ed è inutile nascondercelo. Speriamo che anche giovedì i tifosi possano venire a sostenerci trascinati da un risultato positivo in campionato domenica”.

 

 

Altri articoli

Prima Squadra
FC Lugano-Be'er Sheva, biglietti in vendita da domani
Prima Squadra
Winterthur-Lugano