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Croci-Torti "in campo con la giusta attitudine"

Croci-Torti “in campo con la giusta attitudine”

La notizia del giorno è che la SFL ha fissato la data del recupero della partita tra YB e Lugano non disputata il 21 agosto per permettere ai bernesi di preparare al meglio le qualificazioni ai gironi di Champions League. Il match verrà disputata mercoledì 1. dicembre. Da notare che il 19 dicembre è in programma l’ultima giornata del girone di andata con il Lugano che ospiterà lo stesso YB a Cornaredo.

Intanto il campionato è giunto alla settimana giornata. Giovedì alle 20.30 è in programma Lugano-Grasshopper. Il nuovo tecnico dei bianconeri Mattia Croci-Torti ha incontrato i giornalisti prima dell’allenamento di rifinitura di mercoledì pomeriggio. La domanda iniziale è stata più una curiosità: è cambiato qualcosa nell’esistenza quotidiana dell’allenatore in questi ultimi giorni?

“Nulla, non è cambiato assolutamente niente.”

-Hai lavorato con Tami, Celestini, Jacobacci e Braga. Domani vedremo già il Lugano di Croci-Torti, che squadra sarà?

“Sicuramente il Lugano di Croci-Torti giocherà con un carattere tosto, deve essere una squadra aggressiva, che non ha voglia di perdere, coraggiosa, deve vedersi l’identità, come dice un mio carissimo amico allenatore di un’altra squadra ticinese. Un complesso che non vuole mollare come è successo in questi anni, poi per quel che riguarda il gioco non bisogna cedere, bisogna conoscere meglio i nuovi giocatori e le relative dinamiche, ma l’ essenziale è che da domani -come nelle ultime due partite- si veda una squadra che lotta dal primo al 95esimo minuto, che è la cosa più importante. Possono sembrare parole ma se questa squadra entra in campo con l’attitudine giusta può mettere in difficoltà qualsiasi avversario e l’ha dimostrato finora; se invece non ci mettiamo l’attitudine che conosciamo bene andremo in difficoltà.”

-A Zurigo nelle file del Grasshopper sei stato da giovane quando le cavallette hanno vinto gli ultimi titoli. Per te si tratta di una sfida speciale e è ormai passato troppo tempo?

“Quella con il GZ è una sfida speciale per tutte le persone che amano il calcio svizzero. Loro sono la squadra nettamente più titolata,  ha sempre un certo fascino, peccato che negli ultimi anni abbia perso un attimino di credibilità nel nostro calcio. Però il Grasshopper è sempre il Grasshopper, ricordo ancora con affetto una partita contro l’Ajax dove debuttò Patrick Foletti era stata un’emozione grandissima. Ho avuto il piacere di allenarmi tante volte con il GZ vero dei vari Chapuisat e Nunes: per me era un  sogno.”

-Sempre sul Lugano di Croci-Torti come impostazione immagino che manterrai la tattica recente o hai qualche nuova idea, tipo la difesa a quattro?

“Ho tante idee in testa, so anche cosa possiamo fare da subito e cosa ci piacerebbe fare più in là. Nel calcio non bastano uno o due allenamenti per inculcare nella testa dei giocatori concetti diversi. Ci sono dei principi che sono miei e che mi piacerebbe vedere applicati nelle prossima partite. Però come ho detto alla vigilia del match con il Basilea, prima ci devono essere le certezze e poi possiamo costruire qualcosa per me d’importante perché alla fine, soprattutto in casa, vogliamo far vedere un calcio divertente e  propositivo ai nostri tifosi. Chi viene a Cornaredo deve  essere contento di venire e tifare una squadra coraggiosa”.

-Studi molto il calcio e gli avversari, che Grasshopper ti aspetti domani sera?

“Una squadra che ha  un allenatore molto elastico. Contini è capace di cambiare il modulo di gioco a dipendenza delle partite. Contro di noi tante volte si è adattato e tante volte invece ha voluto imporre il proprio gioco. Finora in campionato ha schierato una difesa a tre, mentre sabato in Coppa è passato alla linea a quattro. Dobbiamo concentrarci su noi stessi sapendo che  il GZ è una neopromossa e come tutte le squadre appena tornare in Super League  desidera dimostrare qualcosa almeno nel primo girone. Vorranno far vedere anche a Lugano di potersela giocare come hanno fatto in tutte le partite finora disputate in campionato. Ho visto quasi tutte le loro gare  e ho visto una squadra che cerca sempre di giocare.”

-Hai parlato prima dei nuovi giocatori del Lugano, in riferimento a questo gli ultimi innesti come stanno dal punto di vista fisico e dell’integrazione nella squadra?

“Siamo a buon punto, sono molto contento di tutti e quattro gli ultimi arrivati. Entrare in un gruppo come quello del Lugano non è così facile perché è un gruppo che ha sinergie particolari. Per entrarci bene bisogna mettere per prima cosa il sorriso, far vedere che si desidera farne parte. I giocatori sono arrivati con l’atteggiamento giusto anche se ci sono delle difficoltà linguistiche.  Ho visto che c’è la voglia di entrare prima possibile ad aiutare i compagni. Sono contento che anche Saipi abbia già potuto rendersi utile venerdì come hanno fatto Celar e Amoura. Da questa settimana abbiamo cercato di inserire nel motore anche Hadj Mahmoud che la settimana scorsa era stato fermato da piccoli problemi fisici. Devo dire la verità sono  contento, più ancora che delle qualità, della voglia che tutti hanno di mettersi in mostra e non è così scontato.”

-Sempre a  proposito del gruppo hai detto che non ci sono stati tanti cambi, ma nelle relazioni con i giocatori è mutato qualcosa visto che ora sei l’allenatore capo?

“Mi ha fatto un po’ ridere in questi giorni leggere che i rapporti con i ragazzi cambiano se tu sei il vice o l’allenatore. Chi ha scritto  e detto queste cose si è dimenticato che a questi livelli il vice allenatore quando uno non gioca viene odiato lo stesso. Di amici tra i giocatori in Super League non ce ne sono, ne avevo a Chiasso  ma qui a Lugano non sono mai stato amico di nessuno. Undici sono contenti e undici non lo sono a prescindere, puoi essere simpatico o dare la pacca sulla spalla più dell’allenatore ma chi non scende in campo da titolare non è mai contento. L’ambizione di tutti è partire dal primo minuto e non è una circostanza del giorno d’oggi, anch’io non sono mai stato  felice di sedermi in panchina. Qualsiasi giocatore fatica ad accettare le scelte del tecnico e il fatto di essere vice non cambia. Andrò avanti a essere simpatico agli undici che schiererò inizialmente contro il GZ e meno a chi purtroppo dovrò lasciar fuori. Sono le regole del gioco.”

-Di sicuro stai simpatico e vieni stimato a apprezzato dalla piazza e dalla gente, quasi nessuno ha messo in discussione la tua nomina. Questo affetto trasversale nel Ticino ti ha sorpreso?

“Onestamente sono rimasto un po’ sorpreso da questo entusiasmo, non abbiamo fatto altro in questi anni che essere il più sinceri possibili, una schiettezza che ha pagato in questi giorni. Non sono mai stato visto come una persona falsa, che non dice le cose come stanno. Onestamente è stato bello, mi ha fatto piacere ma adesso arriva il campo che è la cosa più importante. In tanti mi hanno detto che ora arrivano i momenti difficili e io ho risposto no arriva il bello.”

-Rispetto al tuo modo di ragionare che finora ti vedeva concentrato sulla singola partita (far bene contro il Basilea e poi in Coppa), adesso inizi a ragionare sul medio termine anche sugli obiettivi sportivi che vuoi raggiungere?

“Con la nuova società siamo sulla stessa lunghezza d’onda, sono arrivati nell’ultimo periodo e hanno potuto intervenire poco; i nuovi giocatori sono giunti veramente all’ultimo e onestamente dobbiamo darci del tempo per riuscire a integrare nuovi elementi. Sono partiti titolari lo scorso anno e riserve importanti negli scorsi mesi.  A parte Hajrizi giunto d’estate, gli altri giocatori sono arrivati negli ultimi 14 giorni. Non possiamo immaginarci che questi elementi trascinino il Lugano da domani, per i prossimi mesi toccherà ancora alle persone che ne fanno parte da anni trascinare il gruppo. Piano piano cercheremo di fare la miscela e trovare l’equilibrio giusto per dare nuovi input alla squadra”.

-A livello di portieri come sei messo?

“Baumann purtroppo ha un problema abbastanza serio e difficilmente sarà in campo nel prossimo mese.  Osigwe, prima della partita di Neuchâtel, ha avuto la febbre e non stava benissimo. Come dirò sempre va in campo unicamente chi è al 100 per 100. Quindi in Coppa ha difeso la nostra porta Saipi. Da domani comunque  Osigwe ritroverà il suo posto, gode della stima mia e del gruppo.”

-Abbiamo sentito che la piazza è entusiasta della tua intronizzazione e lo spogliatoio come l’ha presa: c’è qualche aneddoto da raccontare?

“Ho solo detto una cosa prima dell’allenamento di lunedì. Ho ringraziato i giocatori per quello che hanno fatto in campo nelle due partite e per come mi hanno seguito. Se non fosse stato così nessuno mi avrebbe dato l’opportunità di  allenare il Lugano. Subito dopo siamo andati sul campo a lavorare come avevamo fatto nei 20 giorni precedenti”.

-Hai detto di Baumann che è infortunato, come sei messo con gli altri giocatori?

“Bottani è un giocatore che influenza qualsiasi partita e le ultime due senza di lui sono state particolari. L’era Braga era infatti stata caratterizzata dalle prestazioni di un giocatore che dava qualcosa alla squadra in maniera evidente. Mattia si è presentato quest’anno in condizioni splendide, soprattutto a livello mentale, di leadership, ho visto delle espressioni che non avevo mai visto e ci ha letteralmente trascinato. Giocare senza di lui non è stato evidente. Ha iniziato ieri ad allenarsi e speriamo che domani possa fornire il suo contributo vedremo per quanti minuti. L’importante è averlo sempre a disposizione, per questa squadra è un valore aggiunto. Per il resto è entrato in gruppo anche Hadj quindi l’emergenza a centrocampo è risolta, finora avevamo gli uomini contati.”

-Abubakar e Lungoyi possono giocare insieme dall’inizio, è una coppia che funziona secondo te?

“Sono due giocatori che hanno qualcosa da dare e l’hanno fatto vedere nelle ultime due partite con due gol decisivi. Possono giocare assieme, vediamo se da domani o più in là. Bisogna sempre mettere in campo gli elementi che fanno la differenza. Dipende da quello che vedo in settimana e se troviamo l’equilibrio giusto con loro due, quello è sempre necessario.”

-Non ragioni sulle due partite ravvicinate (domani sera il GZ e domenica la trasferta a Lucerna) o pensi al turn over?.

“La verità è che in difesa, sulle fasce e a centrocampo gli uomini sono contati, come detto. Abbiamo tanti elementi offensivi. Ma non c’è da ricorrere a turn over quando non è il caso. Sono abituato a pensare, da buon allenatore svizzero, che è difficile cambiare tanto. In un campionato a dieci squadre basta non fare risultato per due partite per mutare completamente l’umore di una squadra.  Vedremo da partita a partita, sempre mantenendo gli equilibri, se c’è da cambiare qualcosa a dipendenza dello stato di salute dei singoli. Poi con il ritorno dei tifosi negli stadi cambiano un po’ le dinamiche.  Con il Covid le cose erano un po’ differenti, per noi è stato facile giocare fuori casa. Scendere in campo a San Gallo o a Basilea senza tifosi è diverso che con lo stadio pieno e con la curva Muttenz che mette pressione sull’arbitro dal 1′ al 90′. Dobbiamo tornare ad abituarci a questo stato di cose. Invece del silenzio assoluto dovremo sfruttare la carica delle tifoserie avversarie, nei momenti di pressione a Neuchâtel ho visto veramente l’altra squadra spinta in avanti dai tifosi e ho sperato di fargli lo scherzo in contropiede e ci siamo riusciti.”

-In che misura in Coppa hai visto il Thun mettere in difficoltà il GZ.

“Eugenio qui presente sa che al momento dell’estrazione del nostro impegno a Neuchâtel avevo detto che l’unica partita più difficile era quella di Thun. E’ un campo che per noi è ostico, alla Maladière ultimamente l’abbiamo sbancata quasi sempre invece da Thun sono uscito poche volte con il sorriso. Quello che avete visto dare venerdì dallo Xamax sarà la stessa cosa che vedrete dare dal Lugano con l’YB in Coppa. Il GZ ha fatto la sua partita. Quest’anno è una squadra solida, efficiente, senza superstar.”

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