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Croci-Torti: cambieremo qualcosa

Croci-Torti: cambieremo qualcosa

Come annunciato sarà Mattia Croci-Torti a sedere domenica sulla panchina del FC Lugano nell’importante sfida delle 16.30 contro il Basilea. Al suo fianco vi sarà Carlo “Cao” Ortelli veterano di Cornaredo avendo già affiancato a suo tempo Roberto Morinini. Nella conferenza stampa pre-partita il “Crus”  ha esordito affermando di non essere emozionato. “Sono tranquillo, il mio ruolo in questi dieci i giorni l’ho vissuto con grande serenità e persino relax, per me è una bella cosa, conosco talmente bene il gruppo che non ho nessuna paura, sono rilassato.”

-Non sei sorpreso di essere da solo in questa conferenza-stampa, senza qualcuno della sociertà?

“Sinceramente ho chiesto prima al responsabile della comunicazione e mi ha detto che sarei stato da solo: ‘è la tua patata bollente’. Per il resto le domande sapete a chi rivolgerle.”

-Ma hai almeno avuto la vicinanza dei dirigenti?

“Sono rimasto sino adesso con Sebastian Pelzer e con Carlos da Silva a parlare della partita di domenica. Loro con grande trasparenza sin dall’inizio mi avevano detto di essere alla ricerca di un nuovo allenatore ma di avere grande fiducia nella mia guida e che poteva toccare a me di dirigere la squadra contro il Basilea. In quel caso sarebbero stati tranquilli e in effetti ci hanno lasciato lavorare e dunque eccoci qua”.

-Nel caso non dovesse arrivare il nuovo tecnico sarebbero ancora tranquilli?

“Il nome arriverà sicuramente, capisco che in questo momento mi abbiano affidato la responsabilità della guida perché sono quello che conosce meglio il gruppo, sono quattro anni che siamo assieme. Sono l’unico che è stato a lavorare per dieci giorni prima che arrivasse Abel Braga, quindi conosco anche i nuovi brasiliani e le diverse dinamiche. Mi pare una scelta logica, voi venite a Cornaredo almeno due volte a settimana e conoscete le dinamiche. I nuovi dirigenti si sono presi il loro tempo per fare la scelta migliore”.

-Saresti contento di dirigere la squadra anche in Coppa svizzera venerdì prossimo a Neuchâtel?

“Non ci aspettiamo niente. Facciamo tranquillamente quello che dobbiamo fare e cioè guidare la squadra nella partita di domenica che è molto importante. Abbiamo iniziato bene il campionato vincendo due partite su quattro ma domenica dobbiamo comunque dare un senso di appartenenza al club, facendo vedere che come squadra e gruppo che è stato qui in questi anni deve rispondere presente. Non è un momento di difficoltà né che l’allenatore sia stato cambiato perché le cose non andavano bene, ma sono quei frangenti in cui la squadra deve tirare fuori quel qualcosina in più. Da vice-allenatore mi sono sempre sentito parte del gruppo sia nella sconfitte sia nelle vittorie e in questo momento dobbiamo veramente dare qualcosa in più ai nostri tifosi anche perché è l’ultima partita del presidente Renzetti e per tante piccole cose. Inoltre domenica è un momento chiave, fare risultato con il Basilea significa lanciare la partita di Coppa, in seguito arriva a Cornaredo il Grasshopper: bisogna essere positivi già da domenica. Con Jacobacci abbiamo vinto tre volte di fila ma il Basilea di quest’anno è molto cambiato ed è più forte, vedremo”.

-Queste pause servono alle squadre per lavorare e inserire nuovi elementi, non vi sentite in difetto per non aver potuto allenarvi già con i nuovi acquisti?

“Non siamo andati avanti  sulla stessa linea, qualcosina di nuovo abbiamo voluto mettere. Dobbiamo essere tutti ambiziosi, abbiamo il massimo rispetto dell’avversario ma sappiamo che domenica possiamo disputare una buona partita e abbiamo cercato di capire cosa cambiare per poter mettere in difficoltà i renani. Siamo consci che affrontare il Basilea non è facile ma dal primo di questi dieci giorni abbiamo lavorato per preparare il match. Vogliamo avere la coscienza a posto e abbiamo preparato questa sfida, ci saranno sicuramente dei cambiamenti”.

-Rispetto all’avversario cosa puoi dirci?

“Il Basilea in Svezia ha cambiato sistema e ha giocato a tre in difesa, li abbiamo studiati. Siamo pronti per affrontarli sia che si schierino a tre o a quattro. Ma contro il Basilea non è tanto questione di sistema quanto di uomini. Hanno fatto un mercato con elementi in prestito da Real Madrid, Nizza e Liverpool, questo significa che vuoi vincere subito. Hanno anche preso giovani dello Sporting Lisbona fortissimi nell’uno contro uno. Possono farci male in ogni momento. Il loro obiettivo è la vittoria immediata, per questo hanno allargato la rosa con ben cinque acquisti solo la settimana scorsa”.

-E qui cos’è cambiato?

“Abbiamo cercato di puntare sulle certezze e abbiamo messo al centro del progetto degli elementi che per me sono ancora importantissimi. Senza Mjiat Maric domenica non gioco.In porta non c’è nessun problema con Bauman e Osigwe. Il secondo quest’anno ha sempre avuto piccoli problemi che gli hanno impedito di lavorare al meglio. Quanto a Noam ha la mia completa fiducia. Mi aspetto che giochi anche per me, siamo nati lo stesso giorno (10 aprile), so che qualche errorino l’ha commesso, ma so anche che in questi quattro anni ci ha risolto tante situazioni. Sono convinto che con il Basilea farà una grande partita”.

-Come spieghi la scelta di Carlo Ortelli come vice?

“E’ semplice: bisogna avere rispetto per i club nei quali si lavora e per i tifosi del Lugano nella fattispecie. Chi ha questo rispetto non poteva scegliere un altro tipo di persona. Penso che i tifosi abbiano bisogno di veder seduta in panchina una persona che ama i colori bianconeri e qui uno che ama il Lugano come Cao non esiste. Onestamente è diverso da me  e ciò non è male, con la sua calma, attenzione e concentrazione può darmi una grossa mano. Ve l’ho detto sono qui per vincere la partita, poi se non ce la facciamo pazienza ma stiamo mettendo tutto in atto per farcela. In quest’ottica penso che farsi aiutare da Cao sia la soluzione ideale e sono convinto che anche lui -lo capisco dal suo sguardo- non vedeva l’ora di avere ancora un’opportunità del genere.”

-E’ bello sentirti parlare così e vedere l’amore che tu e Ortelli provate per la causa del Lugano. Non hai paura che il nuovo tecnico che arriverà potrebbe essere staccato da questa realtà?

“Paura non ne ho e nemmeno i nuovi dirigenti ne hanno. Chiunque sia giunto a Lugano, da Celestini a Tami, da Abascal a Jacobacci a Braga ha portato la sua filosofia di gioco e la sua maniera di condurre il team. Bisogna adattarsi nel migliore dei modi a quella e tante volte in questi anni è andata bene. Abbiamo ottenuto grandi risultati rispetto alle possibilità dell’era Renzetti. Non penso quindi che ci sia nessun tipo di problema quando giungerà il nuovo allenatore con le sue scelte e i suoi uomini.”

-Il nuovo staff potrebbe comprendere anche un assistente allenatore: un pensiero lo fai?

“Mi conosci da tanto tempo, da quando giocavo e poi facevo l’assistente a Chiasso. Queste situazioni bisogna metterle in conto quando arriva una nuova proprietà. Oggi sono qua e cerco di fare il mio lavoro nel migliore dei modi. Nel mondo del calcio un giorno ci sei e l’altro no. Ma bisogna sempre farsi trovare pronti. Rispetterò tutte le decisioni ma cercherò di mettere in difficoltà chi deve prenderle mettendo tutto il proprio valore sul campo”.

-Hai ricevuto qualche garanzia e come ha reagito il gruppo all’esonero di Braga

“Nessuno mi ha dato garanzie ma quello che mi hanno regalato questi dieci giorni è stata per me una cosa molto positiva e ho cercato di prenderla e vincerla nel miglior modo possibile. Ogni volta che cambia un allenatore c’è sempre un po’ di amarezza nel gruppo. Poi stavolta l’allenatore non aveva ancora avuto un grande legame ma nemmeno nessun conflitto. Braga era un altro tipo di tecnico particolare e mi è piaciuto lavorare con lui. Al di là del dispiacere non ho dovuto cambiare nulla sotto l’aspetto psicologico, non c’erano nervosismi né tensioni. Abel l’ho sentito ancora ieri abbiamo un rapporto sincero di amicizia, sono stati due mesi piacevoli e conserverò di lui e di altri allenatori un bel ricordo.”

-Dei nuovi acquisti Celar è già un po’ che si allena con voi, notizie degli altri due: Mahmoud e Amoura?

“Celar da lunedì scorso è in gruppo e aveva alle spalle la preparazione con la Primavera della Roma e quindi lo porterò in panchina; non ha ancora i 90′ nelle gambe. Gli altri due ragazzi arriveranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni e da martedì si alleneranno con noi. Abbiamo avuto con loro input positivi, arriveranno pronti e carichi”.

-Eri la bandiera del Chiasso ti fa impressione essere l’allenatore del Lugano?

“A Lugano ho giocato 99 partite e mister Boldini non mi schierò per la centesima (era un derby a Bellinzona) e per un mese non ho più acceso la tv perché se l’avessi visto a “Fuorigioco” avrei buttato il televisore dalla finestra. In seguito con Simone ho avuto un bel rapporto ma quell’esclusione mi è bruciata tantissimo.”

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