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"Cornaredo deve diventare una fortezza"

“Cornaredo deve diventare una fortezza”

La settimanale conferenza stampa del tecnico del FC Lugano Maurizio Jacobacci (foto Coda) non poteva non partire dalla sconfitta di domenica a Berna contro lo Young Boys. A mente fredda qual è il giudizio dello staff tecnico?

” I primi 45′ li abbiamo giocati meglio dei secondi; loro nel complesso hanno avuto pochissime occasioni. Solo nei minuti di recupero ci hanno creato dei pericoli.  Siamo andati sotto alla mezzora per una deviazione sfortunata di Yao e nella ripresa il corner da cui è nata la seconda autorete non c’era (l’ultima deviazione con la nuca è stata di un attaccante di casa) ed è stato battuto in maniera irregolare. Dispiace essere tornati a casa con un severo 3-0 ma il risultato non ha rispecchiato l’andamento del match. Il primo tempo non è stato cattivo, loro hanno avuto maggior possesso ma le occasioni più ghiotte sono capitate ai nostri giocatori. Spiace essere passati in svantaggio per un autogol perché fino a quel momento l’YB aveva fatto tanto possesso senza occasioni. E’ stato frustrante rientrare negli spogliatoi sotto di una rete. Poi è vero che nella ripresa  i campioni svizzeri ci hanno lasciato il pallino e abbiamo potuto costruire: si saranno detti stiamo vincendo cerchiamo di evitare i contropiede del Lugano. Hanno avuto una palla-gol al 53′ dove Baumann ci ha salvati, noi abbiamo manovrato palla da dietro ma abbiamo difettato di incisività in attacco.  Ci sono mancate le chiusure delle azioni con tiri in porta o cross, eccetera. Lì abbiamo peccato, specie negli ultimi trenta metri.”

-Sei rimasto deluso dalla prestazione degli attaccanti?

“Holender non ha disputato una gara malvagia. E’ stato molto mobile, ha cercato di introdursi, ha avuto una buona palla-gol quando è partito solo verso la porta su passaggio di Guidotti. E’ stato bravo il difensore a intercettare il tiro, mi sarei aspettato che avesse calciato prima; dico sempre di non fare un passo in più quando è possibile tirare. Quanto a Sasere non è stato facile esordire contro l’YB anche se qualcosina in più me lo sarei aspettata specie sul proteggere la palla e far salire la squadra. E’ una cosa che in allenamento sa fare bene grazie al suo fisico ma che domenica non gli è quasi mai riuscita.”

-Si è sentita l’assenza di Maric, uno che in area i palloni li prende: sei contento di riaverlo in squadra dopo la squalifica?

“Premetto che la difesa come reparto non ha grandi colpe, il primo gol è stato una deviazione sfortunata di Yao su un tiro sbagliato di Lotomba.  Sul raddoppio, su calcio d’angolo, la stazza fisica di Maric o Covilo avrebbero potuto aiutarci ma in campo c’erano comunque ottimi colpitori non da ultimo lo stesso Yao. Ci vogliono però concentrazione e aggressività, non girarsi e perdere di vista il pallone. Il gol è arrivato per questo. Poi il terzo è stato ancora una palla inattiva. Non abbiamo subito su azioni avversarie ma su due palle inattive e un tiro sbilenco. Maric è mancato per esperienza e per tenere assieme la difesa, ma Kecskes che l’ha sostituito al centro ha fatto bene.”

-Domenica si diceva che la pressione sarebbe stata sull’YB ora arriva il San Gallo che anche lui è obbligato a vincere in vista della conquista dello scudetto?

“I sangallesi si giocano una grossa fetta delle loro possibilità. Stanno annusando un traguardo importante e penseranno certamente di poter vincere il campionato e faranno di tutto per arrivarci. A Cornaredo vorranno i tre punti; tocca a noi cercare di metterli in difficoltà, sapendo che hanno vinto le ultime tre partite. E’ una squadra di carattere, giovane che gioca in avanti e pensa più a offendere che a difendere. Dobbiamo essere bravi a chiudere gli spazi. Hanno il miglior attacco del campionato con 60 reti all’attivo ma ne hanno subite 40, ciò che non è poco. Dobbiamo saper buttar dentro le occasioni quando le avremo.”

-Il San Gallo è l’unica squadra contro cui quest’anno non avete fatto nemmeno un punto: è un caso o c’è di più?

“Diciamo che se penso all’ultima partita nella Svizzera orientale, per 55′ abbiamo retto bene i loro affondi ed eravamo in vantaggio. Poi nell’arco di tre minuti abbiamo subito due gol. L’infortunio di Custodio ha rotto i meccanismi del gruppo e subito il pareggio non siamo stati tranquilli, il loro pubblico ha spinto i giocatori e non siamo stati lucidi, perdevamo palla e loro erano istallati nella nostra metà campo. Penso che siamo migliorati su questo aspetto e mi auguro che domani vedremo un Lugano che Sto arrivando! difendere ma anche offendere”.

-Custodio come sta?

“Sta migliorando ma il danno alla cartilagine del ginocchio gli impedisce di allenarsi con i compagni, si sa che non è un problema da niente. Lui comunque si allena e cercheremo di fargli disputare un paio di partite, sperando di salvarci al più presto e di permettergli di sottoporsi all’intervento chirurgico.”

-Nel recente passato il Lugano faticava a Cornaredo, adesso invece -dopo la pausa Covid-  le  vittorie le avete ottenuto proprio in casa. E’ un caso, come si spiega questo fatto?

“Non è un caso: è una questione di mentalità. Quando tu hai un ospite a casa lo accogli bene ma è lui che deve portarti un regalo, fiori o bottiglia che sia. Nel calcio devono lasciarci i punti: Cornaredo deve diventare una fortezza, l’ho detto da subito ai ragazzi. Gli avversari devono rispettarci e sapere che i punti li vogliamo tenere qui.”

-Può essere positivo affrontare subito dopo l’YB un’altra pretendente al titolo come il San Gallo, magari per non ripetere gli stessi errori?

“Me lo auguro. Vogliamo subito tornare a fare punti. E’ soprattutto importante muovere la classifica dopo una sconfitta. Due battute d’arresto consecutive possono farti entrare in una spirale negativa e vogliamo evitarlo assolutamente”.

-Con Jefferson e Pavlovic hai due armi in più: sei contento di loro?

“Il portoghese si è visto che con la palla ci sa fare anche se fisicamente non può reggere 90′. Deve inoltre calarsi nell’ambiente della Super League svizzera, quindi evitare di discutere con l’arbitro e di fare gesti inutili. Sono mentalità diverse ma credo che abbia capito che deve concentrarsi sul gioco e non su aspetti collaterali. A Berna ha dimostrato di avere un piede sinistro vellutato con cross e passaggi precisi; inoltre ha un bel tiro. Se arriva nei pressi dell’area si sa far valere e sa inquadrare la porta. Quanto a Pavlovic, in Svizzera ha giocato parecchio e conosce la realtà. Tutti e due non possono comunque ancora reggere due tempi, cerchiamo di utilizzarli in modo opportuno.”

-Come si gestisce un ragazzo come Yao dopo una partita da choc come quella di Berna: è il momento di farlo rifiatare o di dargli subito fiducia?

“Penso che meno si parla di quanto è successo meglio è. Lui sa analizzare gli autogol e reagire di conseguenza, sono stati episodi sfortunati sia quello di Ginevra sia il primo contro l’YB. Il terzo invece è stato frutto di un errore, si è girato e non ha visto il pallone arrivare. Sicuramente è un bene poter riprendere immediatamente a giocare, è la medicina migliore”.

-Il fattore stanchezza come lo gestite: manterrete uno zoccolo duro o aumenterete gli inserimenti di nuovi elementi e i cambiamenti?

“A Berna erano assenti Maric e Gerndt mentre Janga e Covilo hanno giocato solo uno spezzone. Inoltre abbiamo avuto un giorno in più di recupero così come il San Gallo. Quindi poter avere a disposizione questi quattro è già importante. Poi bisognerà vedere chi scegliere a metà campo e sulle fasce: Yao e Lavanchy stanno bene fisicamente e gli piace il lavoro che fanno. Gli allenamenti non sono spinti e i tempi di recupero ci sono. Per me è importante la continuità che dà automatismi importanti, stravolgere sempre il gruppo può essere anche dannoso.”

 

 

 

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