Celestini: vogliamo assolutamente i tre punti

    Celestini: vogliamo assolutamente i tre punti

    Allenamento di rifinitura mercoledì mattina sul terreno principale di Cornaredo in vista della gara del giorno successivo (ore 20) contro il San Gallo. Sul fronte infortunati non si registrano novità di rilievo: saranno ancora assenti Piccinocchi, Da Costa, Janko e Macek. Da valutare le condizioni di Covilo. Squalificato per un turno (quarto ammonimento) Maric. Al termine della seduta Fabio Celestini ha risposto alle domande dei giornalisti.

    -Dopo una bella serie di risultati utili è arrivata una sconfitta, avete dovuto reimparare a vivere un altro momento, è cambiato qualcosa in questo senso, in caso di sconfitta analizzi diversamente le partite?

    “Le analizzo tutte nello stesso modo, in una sconfitta ci possono essere  aspetti positivi mentre in una vittoria non tanti. A Lucerna vincemmo 3-0 ma abbiamo sofferto mentre contro l’YB perdemmo 1-0 e c’erano stati molti motivi di soddisfazione. L’unica cosa che è cambiata dopo Thun  è che quando il giorno dopo ci siamo ritrovati al campo non c’erano i sorrisi delle settimane precedenti. La squadra era triste, ci teneva a fare il risultato e nonostante il buon secondo tempo non ce l’ha fatta. Ma da martedì eravamo ancora carichi ed entusiasti per affrontare il futuro e raggiungere i nostri due obiettivi. Il primo sarà per domani sera: battendo il San Gallo ci metteremmo al sicuro. Dobbiamo esclusivamente concentrarci su questo.”

    -Stai affermando che dovrete concentrarvi sulla salvezza?

    “Fino a prova contraria non siamo matematicamente salvi e questo è l’obiettivo numero uno della società e di tutti noi.  Mancano dieci giorni alla fine del campionato e dobbiamo assolutamente raggiungere questo obiettivo, potevamo farlo a Thun. Ora dobbiamo battere il San Gallo e festeggiare, poi guardare a quello che succede. E’ la classifica che fa testo, siamo in buona posizione ma ci manca una vittoria. In seguito vedremo eventualmente di mirare a un altro traguardo che sta a cuore a tutti.”

    -A poter tornare indietro anticiperesti un po’ i cambi che hai effettuato?

    “Non mi pongo mai queste domande. Se faccio dei cambiamenti è perché sento che in quel momento ce n’è bisogno, poi nel calcio a partita finita è facile pensare di aver sbagliato o meno, al 95′ siamo tutti bravi. Tornando a Thun sentivo che la squadra stava giocando bene, dopo una prima parte difficile. I quattro attaccanti li avrei potuti mettere all’inizio della ripresa ma se loro ci avessero fatto il secondo gol avreste detto che ero stato imprudente. In buona sostanza a fine match valuto quanto è avvenuto in campo. Sabato sera abbiamo disputato un buon secondo tempo tanto con i giocatori che avevano iniziato il match che con i subentranti. Ci è mancato solo il gol per il resto abbiamo fatto bene come contro l’YB, solo che a Berna si è riusciti a pareggiare e quindi ho fatto cambi fantastici mentre a Thun no e quindi avrei sbagliato. Questo è il calcio”.

    -Non c’è rammarico per l’undici schierato inizialmente?

    “No perché quando faccio una formazione non è che butto lì i nomi a caso alzandomi il mattino.  Penso che sia la miglior squadra per quell’avversario, Crnigoj può ricoprire il ruolo che gli ho chiesto, Junior e Gerndt hanno fatto gli attaccanti e Yao era già stato schierato più volte da  quinto di difesa. Poi a gara terminata si può sempre discutere del modulo e di tutto il resto. Quando vinci hai ragione e quando perdi vuol dire che hai sbagliato qualcosa.”

    -Quanto conta il ritorno in campo di Lavanchy, giocatore anche per te molto importante?

    “Numa sicuramente ha un atteggiamento incredibile con 300 sprint a partita nell’area avversaria e nella nostra. Non sta a riflettere, gioca così contro qualunque avversario. I compagni sono più sereni perché sanno che lui c’è e la partita la fa sempre. Ci da solidità e tranquillità: sappiamo che c’è in campo un elemento che la sufficienza la prende sempre.”

    -Credi che in questo senso a Thun la squadra abbia pensato un po’ troppo e sia stata condizionata dall’importanza della partita?

    “Non credo, veniamo da dieci partite senza perdere e a Thun abbiamo perso per un rigore generoso. Però anche nel primo tempo non eccellente abbiamo colpito una traversa, avuto una chiarissima occasione con Gerndt dopo un minuto e un’altra con Vécsei che si presentato solo davanti al portiere. Nel secondo tempo, completamente a nostro favore, era normale che pareggiassimo. Non possiamo rimettere tutto in discussione dopo una prestazione del genere. Ci è solo mancato qualcosina, non c’entra l’importanza della posta in palio. Può darsi che quanto accaduto ci servirà comunque per affrontare le ultime tre gare della stagione.”

    -Forse avete abituato troppo bene l’ambiente e si pretende che non perdiate più una partita?

    “Se dopo una prestazione come quella contro il Thun, dove meritavamo ampiamente il pareggio, si fanno discussioni significa veramente che abbiamo abituato tutti al meglio. Chiaramente anche per noi il fatto di aver giocato bene per dieci partite non può giustificare il primo tempo di sabato, potevamo fare di più e meglio.”

    -Parlavi all’inizio di salvezza, il Grasshopper scende in Challenge League e nessuno si ricorda di una squadra così blasonata in serie B. Da uomo di calcio che ne pensi?

    “Ho visto anche lo Zurigo venir relegato. Se andate a vedere le prime dieci squadre della serie B spagnola trovate nomi incredibili. Vuol dire che il Lugano a riuscire a mantenere la categoria ha grandissimo merito, non dimenticate che giochiamo contro società che hanno budget da 25 o 30 milioni e che retrocedono a tre settimane dal termine. Nessuno è al riparo da sorprese. Io sono a Lugano e preferisco evidentemente che siano altri a scendere. Ma il campionato svizzero è questo: YB e Basilea a parte tutte corrono rischi.”

    -Il possibile allargamento a dodici delle squadre di Super League ti trova favorevole?

    “Sicuramente e ci sono anche le squadre per farlo. Pensate a Servette, Losanna, Xamax e Aarau: non è difficile trovare 12 club di buon livello e sarebbe importante anche per il rilancio del calcio in Romandia, viste le infrastrutture e i mezzi che vengono investiti. Continuo a sostenere che non è possibile che a dieci giorni dal termine una società non sappia se farà i gironi di Europa League o dovrà scontrarsi con la seconda di CL per la salvezza.  Fondamentalmente prevale la paura di non perdere, altro che lanciare giovani o giocare a calcio per divertirsi. Lo stesso Thun con noi, ed erano terzi, ha tirato i remi in barca una volta in vantaggio. Non è logico che una società non possa preparare un  budget perché non sa dove giocherà e pure il mercato ne risente: chi prendi o vendi? di quanti giocatori deve essere formata la rosa visto che un conto è disputare l’Europa League e un altro è giocare in Challenge? E ricordatevi che siamo anche i primi a ricominciare.”

    -Domani con il San Gallo che tipo di partita prevedi?

    “Prepariamo tutte le partite nello stesso modo. Poi conosciamo le caratteristiche dei sangallesi, loro hanno un grandissimo dinamismo sia a centrocampo sia davanti, giocano molto alti ma hanno qualche difficoltà nella difesa degli spazi. Hanno incassato 55 reti con una differenza di meno 11. Però sono anche  pericolosi, non pareggiano mai. Se riescono ad avere il sopravvento fisico e di dinamismo ti fanno male.”

     

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