Celestini:  San Gallo test molto importante

    Celestini: San Gallo test molto importante

    Sono diciotto i convocati per la partita di sabato alle 19 a San Gallo. Non prenderanno parte alla trasferta: Covilo (squalificato), Yao e Macek (infortunati) oltre a Brlek. L’allenamento di rifinitura di venerdì mattina è servito a mettere a punto gli ultimi dettagli di carattere tattico. Al termine il tecnico Fabio Celestini si è intrattenuto con i giornalisti.

    -In vista di domani la parola d’ordine un po’ banale  è continuità?

    “Senza dubbio. Dobbiamo proseguire sul nostro cammino  e ripetere quanto stiamo facendo  dopo la sconfitta interna con il  Thun, cercando di aggiungere ogni volta qualcosina in più. Contro il Basilea non solo abbiamo difeso con ordine e sacrificio ma abbiamo fatto buone cose con la palla ciò che comincia a diventare un’arma importante. A San Gallo sarà una prova del  fuoco, è una formazione che fa molto pressing, vengono in avanti in sei, sono veloci e dinamici, ci metteranno sotto pressione e non sarà facile giocare. Sarà un ottimo test tanto a livello difensivo che offensivo con la palla.”

    -A Zurigo avete sofferto perché eravate rimasti in dieci, per il resto avete affrontato le prime due squadre del campionato tenendo bene il campo. Ti aspetti qualcosina in più sul piano offensivo?

    “Si e no perché alla fine le occasioni ce le siamo sempre create. Se la sensazione contro l’YB era di andare a vincere è perché ci credevamo e avevamo i mezzi. Analogo il discorso contro il Basilea, si aveva la sensazione specie gli ultimi venti minuti di poter segnare. Credo che a livello offensivo stiamo facendo sempre un buon lavoro, quello che è cambiato è lo spirito di sacrificio, la voglia di lottare e di non incassare reti. Contro il Basilea non si è ripetuto quanto era successo contro il Thun e cioè che dopo aver subito il gol la squadra si è disunita e non c’è stata più. Abbiamo capito gli errori commessi in quel disgraziato match. A San Gallo mi aspetto una prestazione completa, è una gara che può decidere qualcosina anche a livello di classifica, vincendo  si può creare un buco importante, recuperando tre punti sui sangallesi per, può darsi, guardare avanti piuttosto che dietro.”

    -Thun è stato un po un punto di svolta?

    “Sì perché ha portato alla luce qualcosa che sapevamo ma che non era stata prima così chiara, c’entrano le dinamiche di gruppo che non sono facili da capire. Talvolta degli eventi ti fanno mettere il dito sui veri problemi, si è visto contro il Thun e nei due giorni seguenti nelle discussioni tra di noi. Come ho sempre detto ho un gruppo molto disponibile e da Sion in poi hanno lavorato su quelli che erano i nostri difetti. “

    -Era un po’ un circolo vizioso mancavano i risultati perché non c’era serenità, ma la fiducia può arrivare solo con i punti. Questa settimana hai percepito maggior fiducia nei ragazzi?

    “Quello che mancava erano i risultati e quindi il coraggio. Ma soprattutto non avevamo lo spirito di squadra adatto, la fiducia nel compagno e non richiudersi in se stessi. Abbiamo migliorato questo e lo si è visto con il Basilea dopo che il loro primo tiro è diventato un gol. Invece di sfilacciarci ci siamo compattati e ognuno ha dato il meglio di se. Chiaramente i risultati ci hanno dato una mano, penso alle vittorie importanti di Lucerna e Zurigo e ai pareggi contro Basilea e Sion. E pure la partita con l’YB, dopo l’amarezza iniziale, l’abbiamo vista come una crescita positiva.”

    -Perché mancava lo spirito di gruppo?

    “Perché non è facile quando hai 25 giocatori in rosa potersi dire le cose con tranquillità. Sono cose che si costruiscono e fondamentalmente questa squadra non l’aveva. Eravamo un buon gruppo, facile che lavora bene e hai la sensazione che tutto va bene, il problema è che la squadra competitiva e squadra vera sono cose ancora diverse. Ci vogliono ogni tanto delle piccole tempeste (anche solo dirci qualcosa) e se ci rendono più forti vuol dire che siamo un gruppo vero. E’ come con marito e moglie non ci sono matrimoni di 50 anni con figli senza piccole tempeste ogni tanto, questo non vuol dire che bisogna odiarsi, sono quelli i matrimoni che durano a lungo. In una squadra non è facile, ci sono lingue diverse, nazionalità, gente in fine carriera e giovani, ragazzi che giocano e altri no e l’amalgama non è semplice. Stiamo cercando tutti insieme la nostra strada ed è bello.”

    -In classifica si guarda sempre dietro?

    “Anche quelli davanti a noi non sono così tranquilli. Alla fine tutti stanno facendo punti, sappiamo che nel campionato svizzero la metà classifica non esiste. O si lotta per l’Europa o per la retrocessione o per tutti e due. Noi siamo a meno cinque dalla quarta e a più cinque dai play out. La realtà è questa, una partita come quella di San Gallo può permetterti di fare un salto o di perdere il vantaggio. In ogni caso dobbiamo andare in campo con la voglia di fare bene e vincere e non essere mai sazi. Mi piace che a Cornaredo negli ultimi 20 minuti i tifosi ci spronino ad andare a vincere, è molto bello.”

     

     

     

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