Celestini: il gruppo cresce bene

    Celestini: il gruppo cresce bene

    Considerazioni di fine ritiro con il tecnico bianconero Fabio Celestini. “Il bilancio è più che positivo, abbiamo potuto integrare tutti i nuovi giocatori in modo più incisivo di quanto avremmo potuto fare a Lugano perché qui abbiamo passato tantissimo tempo insieme. Chiaramente per i nuovi innesti, che non sono pochi, il fatto di poter condividere tutta la giornata con i compagni e con lo staff velocizza l’integrazione. Inoltre abbiamo potuto operare in buone condizioni, svolgendo lavori importanti e mettendo a posto parecchie cose. La squadra sta lavorando bene  con il giusto spirito; per me la cosa più importante in un ritiro è creare l’amalgama giusto, parlare e far condividere gli obiettivi, di come si vuole funzionare, di come mi piace che la squadra scenda in campo a livello di mentalità. Tutto questo si può fare con un gruppo che si sente partecipe, è per questo che le giornate ad Asiago sono state importanti, perché avevo un gruppo più ridotto, composto da coloro che dovranno lottare per il Lugano nel corso dell’impegnativa stagione alle porte.”

    -Su cosa lavorerete nei sette giorni che precederanno l’esordio in campionato, domenica 21 agosto a Zurigo?

    “Soprattutto sulla brillantezza. Finora a ogni test agonistico c’è stato un tema dominante, con il Chiasso era il ripiego difensivo e si è fatto più o meno bene, contro il Wil si era già migliorati sotto questo punto di vista. E’ andata ancora meglio contro l’Ingolstadt: a livello difensivo la prestazione è stata chiarissima, non abbiamo mai perso i loro attaccanti e sono contento. Per quanto riguarda la fase offensiva contro il Chiasso ci sono stati parecchie difficoltà, di posizionamento e altre piccole cose che non mi sono piaciute. Siamo intervenuti e le cose sono migliorate contro i tedeschi. L’unico aspetto su cui adesso siamo carenti è la brillantezza mentale. Essere più dinamici per fare in modo che tutte le cose che facciamo bene sui 60, 70 metri di campo possano essere sfruttate e trovare una ricompensa in zona gol. Ho visto ancora passaggi sbagliati e qualche errore tecnico evitabile; è su questo che lavoreremo la prossima settimana quando i carichi saranno meno importanti e potremo concentrarci sui dettagli. Dovremo trovare la giusta cattiveria, l’agonismo e la brillantezza che sono indispensabili in campionato. Inoltre dovremo ripassare quanto abbiamo preparato per l’esordio al Letzigrund. Comunque sono già molto contento: il quadro è chiaro e delineato. Stamane abbiamo guardato assieme un video riepilogativo e difficilmente posso rimproverare qualcosa ai ragazzi. Sulla mancanza di brillantezza ho anche io e lo staff abbiamo colpe perché non lei abbiamo finora messi nelle condizioni ideali per essere brillanti in campo.”

    -In Ticino c’è molta attesa per il test di domenica sul nuovo terreno di Cornaredo con l’Inter. Voi e i giocatori come vi avvicinate a questo evento?

    “E’ normale che ci siano aspettative, anche noi siamo contentissimi di affrontare una squadra di grande blasone qual è l’Inter. L’unico problema è che se al campionato mancassero ancora tre settimane la si vivrebbe come una festa. Per noi invece è l’ultimo test: fra meno di 9 giorni avremo tre punti in palio e saranno importanti. Quindi devo dare all’amichevole l’importanza che gli devo dare: per me l’obiettivo è arrivare alla partita di Zurigo il meglio possibile e con le maggiori certezze possibili. Chiaramente mi aspetto già contro l’Inter più brillantezza, agonismo e cattiveria,  ma le cose andranno fatte bene soprattutto al Letzigrund. Il fatto di fare benissimo o meno bene contro i nerazzurri non influisce così tanto sulla trasferta della settimana successiva. Soprattutto in caso di buona prestazione avremo un’euforia incredibile e magari pericolosa mentre un’eventuale sconfitta non sarebbe poi un grande problema. In ogni caso mi aspetto una bella prestazione dalla mia squadra, ci giochiamo anche l’immagine del Lugano, lo stadio sarà pieno e per noi è una gara speciale:  vogliamo far bene pur se gli daremo la “giusta” importanza.”

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