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    Celestini: il calcio toglie ma poi ridà

    Strana atmosfera a fine partita nei corridoi che conducono agli spogliatoio. Giocatori e staff vallesani sono ovviamente contenti dei tre punti anche se ammettono che “ci è andata bene” e qualcuno ricorda che già la settimana scorsa la fortuna li aveva assistiti con il rigore sbagliato dallo Zurigo sulla 1-1. Al tecnico bianconero Fabio Celestini viene chiesto se vi sia più rammarico oggi che dopo il pareggio interno con il Thun?

    “Il rammarico è lo stesso, anche se la sconfitta brucia parecchio. La sensazione è uguale perché alla fine sai che nel calcio un rigore, un palo, un’espulsione e cioè la casualità possono farti vincere o perdere le partite. Ma anche oggi, come due settimane or sono, se c’è una squadra che doveva vincere per due o tre a zero, questa era il Lugano. Alla fine  se non si segna possono succedere queste cose, contro il Thun era stato più conservativo mentre oggi mi è parso che la squadra ci fosse e avesse grande voglia di andare in avanti a cercare la vittoria e allora abbiamo osato di più. La squadra ha fatto quel che doveva fare.”

    -Hai inserito tutti gli attaccanti a tua disposizione, mandando quindi un segnale chiaro ai ragazzi

    “E’ la squadra che manda segnali a me, devo sentirli e agire di conseguenza. Contro il Thun nel secondo tempo non abbiamo fatto così bene e loro con Tosetti e Rapp si erano già creati un’occasione, quindi bisognava stare attenti e ho inserito Lovric per avere maggior possesso e inoltre ci siamo cautelati sulle fasce. Oggi al contrario la partita era nostra, nel secondo tempo loro hanno avuto solo il famoso calcio d’angolo. Meno di così non si può concedere. Anche contro l’YB, che è una squadra che segna molto, abbiamo concesso unicamente i due centri dai quali sono poi nate le reti. Vedo quindi tante cose positive, il calcio ti da e ti toglie. Dobbiamo comunque essere consapevoli che  ci manca qualcosa: se creiamo otto o nove occasioni e concediamo pochissimo ma non vinciamo le partite significa che dobbiamo fare di più.”

    -Non segnate perché ai singoli manca un po’ di fiducia, o è un problema collettivo?

    “Sono nel calcio professionistico da 26 anni e so come vanno le cose. Non possiamo passare da una settimane all’altra a dire che senza Junior non si segna e poi se anche con lui andiamo in bianco  chiediamo altri tre attraccanti. Non è possibile ragionare così. Holender lo scorso anno in Ungheria ha segnato 19 reti, Junior 13, Gerndt e Bottani hanno sempre segnato così come Rodriguez e Aratore. La mia fiducia in questi giocatori e in Sabbatini è grande. Non ho dubbi sul fatto che siamo una squadra che può andare in gol, ma in questo momento non lo stiamo facendo. Significa che il messaggio che il calcio ci manda è quello di fare di più. Ci muoviamo bene ma evidentemente qualcosina manca. Dobbiamo comunque essere positivi e costruttivi, non possiamo buttare tutto quello che di buono i ragazzi hanno fatto oggi come nelle gare precedenti. Se ragioniamo in questo modo vuol dire che quando vinciamo siamo bravissimi e in caso di sconfitta siamo scarsi. Non è così che funziona. Lasciamo perdere l’YB ma contro Thun e Sion erano due partite che dovevamo vincere, nessuno può contestare questo fatto. Dobbiamo fare di più ma per prima cosa non va persa la fiducia in noi stessi e in quello che stiamo facendo perché funziona. Poi la palla prende il palo ed esce, cercheremo di  farla entrare la prossima volta, facendo di girare le partite dalla nostra parte con ancor maggior convinzione e cattiveria. Se poi esci sconfitto 2-0 senza aver toccato il pallone questo è un altro discorso.  Ma noi siamo sempre stati bene nelle partite e con sistemi di gioco e con interpreti diversi, non abbiamo subito e abbiamo creato molto.  Sono contento di quello che sto vendendo, sono cosciente che il calcio non è sempre giusto ma so che anche quando ti toglie qualcosa poi alla lunga te la ridà. L’unica cosa da non fare è perdere fiducia in chi sta andando in campo e i giocatori perdere fiducia in loro stessi, non sarebbe giusto. “

    -Quando dici dobbiamo mantenere tutti la calma pensi anche al presidente che abbiamo visto molto scornato a fine match?

    “Penso alla squadra, poi il presidente può essere contento o meno ed ha la sua opinione. I ragazzi non fanno apposta a colpire sul palo. Poi ci sta la delusione per la sconfitta viste le occasioni avute. Anch’io sono incazzato perché non abbiamo vinto, ma la prestazione la salvo, eccome. Sarà un paradosso ma contro Thun e Sion abbiamo fatto molto di più che a Zurigo, solo che là ogni tiro andava in porta e adesso gli stessi interpreti non la mettono più dentro.  Non si può andare da un estremo all’altro nelle valutazioni. Hai il rammarico che col quanto fatto in campo avresti dovuto prendere qualche punto in più. Ma ripeto siamo solo alla quarta giornata di campionato, sembra che siamo alla 34.esima…manteniamo la calma e lavoriamo.”

    -La Coppa svizzera arriva al momento opportuno?

    “Qualsiasi partita che viene dopo una giornata come quella odierna è ben venuta, perché hai un’altra possibilità di mostrare che siamo una squadra solida e c he possiamo buttarla dentro e fare bene anche quest’anno.”

    -Come mai Sulmoni non è stato convocato, c’è qualche problema con lui?

    “E’ una mia scelta. Siamo in 22 e ne posso portare 18 in panchina, compresi due portieri. Se convocavo Sulmoni avrei dovuto rinunciare a un altro. Ogni calciatore sa che la situazione è questa e che bisogna accettare le decisioni del tecnico e farsi trovare pronti. Con Fulvio non ci sono problemi so che posso fare affidamento su di lui: se stessi chiedendo alla società un difensore sarebbe diverso, ma ho piena fiducia in lui tant’è vero che lo scorso anno giocò quasi tutti i match, compreso l’ultimo che era decisivo  Però posso portare in panchina solo cinque giocatori di movimento come riserve e sono costretto a fare delle scelte, anche dolorose.”

     

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