Celestini: domenica vogliamo i tre punti

Celestini: domenica vogliamo i tre punti

Dopo le sedute ad alta intensità dei giorni precedenti, venerdì mattina lo staff bianconero ha organizzato un allenamento di scarico per i giocatori maggiormente impegnati nelle ultime settimane. Gli altri hanno seguito esercizi di carattere tecnico e tattico. Sabato la rifinitura è prevista per le 10.15. Contro il Sion è già certo che mancheranno: Vecsei (squalificato), Janko, Yao, Crnigoj e Manicone (infortunati).

Al termine dell’allenamento nella sala stampa di Cornaredo è andato in scena il settimanale appuntamento del tecnico Celestini con i rappresentanti degli organi di informazione. La prima domanda ha riguardato la partita di domenica pomeriggio: ultimamente si continua a parlare di sfida importante, ma questa con i vallesani lo è forse a un livello ancora superiore o no?

“Non lo so. Dobbiamo assolutamente riuscire a superare questo piccolo step di vincere le partite, siamo sempre molto vicini ai tre punti ma non li conquistiamo per via di certi dettagli che ci stanno facendo un po’ male. Però la squadra c’è, ha entusiasmo, voglia di far bene, ha tutto. Il calcio è bello anche per questo, non si sa mai come vanno a finire  le gare. Dobbiamo solo lavorare e ancora lavorare, è quello che stanno facendo i ragazzi poi il vento cambierà, dobbiamo essere fiduciosi. Abbiamo due partite al termine dell’andata, se facciamo buoni risultati il tutto si sarà rivelato molto positivo. E’ per questo che ci tengo, da quando sono arrivato ho trovato un ambiente, una società e dei giocatori che si sono veramente messi a disposizione, stanno facendo bene tutti insieme e sarebbe un bel regalo di fine anno poter andare in vacanza e riposarci prima di ripartire con qualche punto in più e con due belle prestazioni. Spero di non dover più rientrare nello spogliatoio e vedere la faccia triste dei ragazzi. Desideriamo  riuscire a portare a casa tre punti domenica pomeriggio.”

-Si può vincere anche con un episodio fortunato, un gol brutto. E’ proprio quello che magari adesso serve per cambiare rotta?

“Domenica con lo Xamax lo abbiamo avuto e non è bastato. E’ stato un pareggio difficile da accettare, quando hai un rigore a disposizione sull’1-0, lo sbagli e pochi minuti dopo loro pareggiano. In fin dei conti stavi vincendo e nella testa di tutti dopo tre sconfitte immeritate, eri andato in vantaggio in una gara complicata e nel momento migliore del Neuchâtel hai a disposizione un rigore. Ti dici: gli episodi che ultimamente non ti erano a favore, stavolta ci sorridono.  Invece  il tiro dagli undici metri viene parato e subito dopo loro segnano su punizione. Chiaramente, e lo dice uno che ha giocato a calcio, la squadra si sarebbe potuta anche demoralizzare, ognuno cercare di giocare per sé, perdere i principi di gioco. Invece abbiamo fatto il contrario: ci siamo ripresi, abbiamo ricominciato a fare le cose per bene eppure non è bastato per vincere. Qualche minimo errore alla fine ci ha castigato con le due punizioni di Nuzzolo. Penso che sia stato un risultato molto ingiusto per noi.”

-In questa settimana, visto quello che è successo, avete dovuto lavorare anche sul mentale dei giocatori e non solo sulla tattica?

“Innanzitutto  ho fatto notare alla squadra che a livello di spirito ci siamo, perché se a pochi minuti dalla fine la vittoria ci sembrava il risultato più logico, dopo il loro pareggio abbiamo avuto paura addirittura di perdere. Il calcio è così: se avessimo segnato il rigore ci saremmo chiesti quanti ne potevamo fare, invece alla fine si poteva restare anche senza punti. E non c’entrano le tattiche, chi ha giocato e chi è subentrato: in meno di due minuti la gara è passata da un possibile 4-0 per un Lugano dal grande carattere al rischio di perdere contro l’ultima. Non ci possiamo attaccare a queste cose; la squadra deve essere costantemente sul pezzo, deve giocare e lottare sempre e il calcio poi ti premia. Magari non subito, devi costruire, devi lottare ogni minuto. Loro lo stanno facendo, ci tengo che domenica questi ragazzi siano premiati in modo importante. Soprattutto a livello di spirito dobbiamo primeggiare.”

-Recuperi Gerndt e davanti avrai a disposizione il trio che finora è stato fondamentale delle migliori partite bianconere. Questo può essere importante psicologicamente in un momento tanto delicato?

“Oltre a Gerndt rientrerà anche Daprelà che ha scontato la giornata di squalifica per il quarto giallo. Più che le prestazioni direi che le vittorie sono venute quasi sempre grazie ai tre attaccanti. Quando hai elementi determinanti -e vale per tutti, lo Xamax senza Nuzzolo cosa farebbe e ciò vale anche per le grandi società-  poi migliorano le prestazioni anche dei compagni. Stai magari difendendo più del solito e ti dici, stringiamo i denti che se poi facciamo avere la palla ai tre davanti qualcosa combinano. Per noi Gerndt, Bottani e Junior sono importantissimi,  insieme, non li abbiamo potuti schierare spesso. Le uniche due vittorie recenti sono state con loro in campo: speriamo sia di buon auspicio.”

-Dici sempre che attendi la preparazione invernale per insistere sul possesso palla che è l’aspetto che può irrobustire la squadra,  ma se guardiamo le gare che avete vinto, è stato grazie alle ripartenze. Come pensi di coniugare le due cose?

“Vi sbagliate su questo concetto di possesso. Voglio che la mia squadra sappia fare l’una e l’altra cosa. Se affronto il San Gallo sarebbe da suicidi fare possesso perché loro ti aggrediscono in sette o otto. Quindi abbiamo impostato la gara sulle ripartenze che è anche un modulo più facile. Ma se gli avversari si mettono dietro cosa facciamo, gli attacchi veloci quando non hai spazi in profondità? Devi per forza fare possesso a meno di dare  la palla agli altri e difendersi, ma non voglio vedere la mia squadra arroccata a difendere, quindi dobbiamo essere bravi a fare del possesso e a creare occasioni come contro lo Xamax,  il Basilea nel secondo tempo o il Lucerna nel primo. Anche mantenendo il controllo del pallone questa squadra due occasioni nettissime, non con tiri da lontano, se le crea sempre. Quando dico che dobbiamo migliorare è perché nei momenti di flessione, lasciamo troppo la palla agli avversari, invece di difenderci sì ma con il pallone. Anche contro il Thun per 25′ abbiamo fatto una gara molto buona con la palla. I giocatori  per farlo ci sono. Poi dipende dall’atteggiamento dell’avversario. A me le squadre come Inter e Spal attualmente non è che piacciano moltissimo, non voglio dieci passaggi nei pressi della nostra area, mancano ancora ottanta metri per arrivare in porta… Gioco lì perché se mi vieni a pressare poi riparto, solo per questo sto lì con un paio di passaggi. Dobbiamo interpretare il momento e fare sia pressing, sia ripiego, sia ripartire velocemente o controllare palla, il tutto nei momenti giusti. La storia del possesso con me non esiste. Contro il San Gallo la squadra mi è piaciuta tantissimo ma al termine i giornalisti, specie romandi, mi hanno chiesto se ero soddisfatto visto che  avevamo fatto poco possesso. Chiedermi una cosa simile è quasi mancare di professionalità. Se in quella gara avessimo puntato sul possesso, con loro che pressano altissimi, avremmo perso 4-0.”

-Sabbatini è a Lugano da molti anni ed è cresciuto molto,  però ultimamente sembra un po’ sotto alle sue possibilità, a livello di gioco e di passaggi. Tu come lo vedi e hai mai preso in considerazione l’idea di avvicendarlo almeno per una partita?

“Tutti sono a rischio di giocare e non giocare fondamentalmente. Chiaro che da Jonathan ci si aspetta qualcosina in più. Ciò che mi ha sorpreso da quando lo alleno è che nella fase difensiva lui e Piccinocchi hanno un’ intelligenza incredibile. Sono elementi che fondamentalmente vivono con la palla fra i piedi ma sono bravissimi a interpretare la fase difensiva. Da Sabbatini mi aspetto qualcosina di più invece sul fronte offensivo. Vedendo il video e analizzando bene le partite devo comunque dire che ci aiuta tantissimo a proteggere la difesa, è molto generoso considerato che si tratta di un giocatore offensivo. Per la squadra e per me è un giocatore molto importante”.

-Un ruolo che forse non ha ancora un titolare fisso è  il terzo centrocampista: a fianco di Sabbatini e Piccinocchi hai alternato Vecsei, Brlek,  Fazliu e Macek.  Non c’è un vero titolare, fai le scelte in  base all’avversario?

“I ragazzi mi devono inviare dei messaggi, devono guadagnarsi il posto negli allenamenti e quando vengono schierati. Può succedere che faccio scelte anche tattiche a dipendenza dell’avversario, ma fondamentalmente sono uno che guarda alla sua squadra più che agli altri. Mi aspetto maggior solidità da Brlek, per esempio, ha qualità eccezionali però delle volte gioca davanti alla difesa come fa quando è dietro alle punte, dobbiamo fare più attenzione. Macek (nella foto durante l’allenamento di venerdì mattina) è stato infortunato a lungo, Vecsei è quasi sempre stato schierato. E’ un elemento importante in questo momento per la squadra perché è solido e siccome non siamo ancora sicurissimi a livello di controllo del pallone, c’è bisogno di giocatori che nei 90 minuti riescano anche a livello emotivo a restare nel match, senza alti e bassi e con carattere quando bisogna reagire. Rispetto a lui gli altri centrocampisti che hai nominato, forse anche per la giovane età, ho l’impressione che attualmente  possano dare un po’ meno.”

-Kasami è il vero trascinatore del Sion, è in grande forma in questo periodo. Avete previsto una marcatura particolare su di lui?

“Non impazzisco a far marcare la gente a uomo (sorride). Vedremo. Certo che se la palla ce l’abbiamo noi anche Kasami fa meno paura”.

-Hai tessuto le lodi di Nuzzolo nel pre-partita di domenica e lui ha fatto due gol, è per questo che preferisci non parlare di Kasami?

“Non sono superstizioso. Nuzzolo segna contro tutti, poi due reti su punizione nella stessa  gara sono eccezionali, per il resto lo abbiamo gestito bene. Ma, ripeto, se avessimo fatto le cose meglio in certi momenti, le punizioni non ci avrebbero tolto punti.”

-A livello personale come stai vivendo questo primo momento difficile da quando sei a Lugano?

“Sono arrivato comunque in un frangente delicato per la squadra.  Non  considero il momento attuale peggiore di altri, mi preoccupo quando vedo la squadra spenta, fragile, con tanti dubbi, che non reagisce e non gioca. Quelli sì che sono fasi a rischio, visto che non ci sono i giusti atteggiamenti, non senti la squadra, non puoi vivere di episodi. Per me le tre partite che abbiamo vinto sono state sul piano qualitativo meno buone delle ultime. Questo significa che al di là dei risultati la squadra sta crescendo. Poi il calcio è materia strana: se avessimo battuto 4-0 lo Xamax, ciò che era possibilissimo, anche i giudizi sarebbero stati diversi. Mi interessa come abbiamo giocato nelle diverse partite. Preferisco vincere ma vedo la squadra in crescita, da Mihajlovic a Covilo, passando per Junior, Bottani, Piccinocchi e altri. Anche a livello individuale vedo progressi. Sono fiducioso che prima o poi le cose gireranno. Sarei più preoccupato se avessimo pareggiato le ultime tre partite senza saper bene come. Non puoi  speculare solo sugli episodi, prima o poi vieni fregato.”

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