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"Avevo promesso la finale"

“Avevo promesso la finale”

E’ un Mattia Croci-Torti (TiPress/Golay) raggiante quello che a fine gara viene  applaudito prima e abbracciato poi dalle migliaia di tifosi accorsi a Cornaredo. Il tecnico afferma: “l’avevo promesso a tutti che saremmo riusciti a conquistare la finale, siamo rimasti lucidi e ora andremo a Berna con tutta la città.” “Oggi non ho avuto neanche un piccolo pensiero negativo, nemmeno per un secondo mi ha sfiorato l’idea che non ce l’avremmo fatta. Anche in panchina abbiamo cercato di mantenere la massima lucidità in tutti i frangenti perché la squadra si meritava di essere gestita in maniera positiva.”

Sono felicissimo, per tutti noi è una grande gioia. La finale era l’obiettivo di tutti e l’abbiamo centrato. In campionato, l’ho già detto, magari non é facilissimo trovare le motivazioni per chi sa già che lascerà il club, ma in Coppa tutti volevano vincere e lo si è visto. Anche un ragazzo come Yuri, che da due mesi non trovava spazio, ha risposto alla grande. Ieri quando l’ho visto calciare i rigori in allenamento  mi sono detto che gli avrei chiesto di tirarli in caso di necessità. E lui non si è tirato indietro. Poi Saipi ha fatto la sua parte parando alla grande. La scelta del portiere era delicata, per Osigwe, che non ha il ritmo partita, non sarebbe stato facile a livello emotivo scendere in campo stasera. Della finale di Coppa svizzera se ne parla da due mesi era il grande obiettivo stagionale e c’era tanta pressione, ma anche lui se schierato avrebbe fatto la sua partita. Quando ci sono di mezzo i rigori dopo 120  minuti di battaglia bisogna scegliere più che i giocatori, uomini veri e giusti. Non ho avuto dubbi nell’indicare i cinque rigoristi, sapevo che non mi avrebbero tradito e così è stato”.

Non avevo dubbi sulla risposta del pubblico. Da quando sono sulla panchina del Lugano non ho mai avvertito disaffezione ma al contrario sono stato circondato da simpatia e affetto. Per le strade la gente mi chiedeva di portare la squadra in finale. Nelle ultime due settimane non sono mancate alcune critiche sull’atteggiamento e sui giocatori schierati. Ma io so cosa vuol dire arrivare il 15 maggio al Wankdorf e come si doveva fare. Lo scherzetto di farci giocare sul sintetico di Losanna a tre giorni dalla semifinale di Coppa non mi è piaciuto. Ho avuto esperienze negative quando facevo l’assistente: una volta giocammo a Neuchâtel e tre giorni dopo non riuscimmo a battere il GC, partita fondamentale per qualificarsi in Europa. Quest’anno, dopo aver vinto in Coppa sul sintetico di Thun, non siamo riusciti a vincere in campionato. Conosco bene i miei giocatori e so che la partita di Losanna avrebbe intaccato non tanto il fisico ma l’aspetto nervoso. Invece avete visto stasera come eravamo belli carichi, ci abbiamo messo un’intensità incredibile, ma anche grande attenzione. Ciò significa che la testa andava a mille e ciò ha fatto la differenza. Il pubblico ci ha aiutato9, sentivamo il sostegno e la spinta sia nel primo tempo quando andavamo alla grande, sia in qualche momento di difficoltà nei secondi 45 minuti.”

In vista della finale dovremo gestire nuovamente la situazione. Da inizio stagione sappiamo di non aver una rosa larga, di schierare giocatori in là con gli anni o che a fine anno lasceranno Lugano. In campionato può succedere che ci sia qualche rilassamento ma tutti mi avevano fatto capire che volevano raggiungere l’obiettivo della finale. Quindi abbiamo agito di conseguenza, gestendo Maric e Bottani e facendo qualche sostituzione precauzionale a Losanna. Anche domenica a San Gallo prevedo una bella rotazione: speriamo che chi viene chiamato in causa si faccia trovare pronto. Le partite di Coppa, figurarsi la semi e la finale, sono speciali dove devi arrivare mentalmente al top. La sfida con il Lucerna pesava tanto ma chi vuol fare questo lavoro deve vivere con questo genere di pressioni. Sapevamo che sarebbe stata una partita dura ma abbiamo tenuto alta la concentrazione, cosa che non era successa lo scorso anno. Siamo arrivati ai rigori motivatissimi, dopo esserci sostenuti a vincenda nel corso del match. L’uno spingeva gli altri, è stata la vittoria della squadra.”

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