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“Attaccare il Servette dal primo minuto”

Per la partita di domenica a Cornaredo (16.30) contro il Servette il Lugano non avrà a disposizione, oltre allo squalificato Steffen, i quattro infortunati Bottani, Belhadj, Mahou e Saipi (vedi notizia a parte). Nel corso della settimanale  conferenza stampa del venerdì al tecnico bianconero Mattia Croci-Torti è stato inizialmente chiesto se, in caso di vittoria sul Servette, lo stuzzichi maggiormente trascorrere la pausa per le nazionali sul podio o lanciare un segnale in vista della semifinale ale di Coppa?

La Coppa è lontana

“Noi vogliamo vincere questa partita ed arrivare il più in alto possibile. Se riusciamo a occupare il secondo posto siamo contentissimi, se raggiungessimo il San Gallo pure. L’intento è cercare di finire al meglio questo lotto di partite, dopo un  periodo di difficoltà nel quale abbiamo cercato di restare attaccati ai posti che  valgono l’Europa. Con la vittoria contro lo Zurigo ci siamo un po’ riavvicinati. Quello che conta di più è dare un senso alla partita di settimana scorsa e cercare un’altra affermazione. Poi la partita di Coppa è troppo in là, ci saranno altre dinamiche e non guardiamo assolutamente a quella. Sarà una sfida secca, diversa da quella di domenica. Ora ci concentriamo su questa. E’ già successo due o tre volte in questo campionato che avremmo potuto fare un brack per arrivare vicino al secondo posto e non ci siamo riusciti. L’obiettivo della squadra è semplicemente quello, dare un senso alla vittoria per arrivare a questo secondo posto che tante volte è stato vicino ma che non abbiamo raggiunto per demeriti nostri.”

Mancherà fantasia

-Come si gestiscono gli otto giocatori sui quali pende, in caso di nuovo ammonimento, la squalifica, senza dimenticare che anche tu sei nella medesima situazione?
“Per quel che mi riguarda so gestirmi abbastanza quando devo. Sui diffidati non dobbiamo gestirci, ognuno deve andare al massimo e se deve prendere un giallo non è un problema. Abbiamo abbastanza giocatori per cercare di trovare altre soluzioni. Certo otto sono tanti. Renato Steffen purtroppo non ci sarà e con lui, Bottani e Mahou vengono a mancare tanta fantasia. Dovrà essere una partita disputata con altri argomenti e un altro tipo di dinamiche.”

Un solo input 

-Vista l’assenza dei giocatori che hai appena citato cambierai modulo?

“Non penso, gli interpreti saranno diversi, mancherà la qualità e la fantasia che ci danno questi elementi e dovremo mettere in campo altri argomenti e giocatori con caratteristiche diverse. Ma l’input che ho dato fin dalla ripresa degli allenamenti martedì pomeriggio è uno solo: dobbiamo attaccare il Servette fin dal primo minuto. Non dobbiamo pensare nemmeno un secondo a difenderci ma andare a prenderli, far vedere che non abbiamo paura di loro e dare una dimostrazione di carattere. Faremo una partita per vincerla non difendendo ma cercando di fare noi il gioco e aggredendo l’avversario: scenderà in campo un Lugano che ha tanta voglia di aggiudicarsi altri tre punti.”

Amoura pericoloso 

-Sarà la chance di Amoura dal primo minuto?
“Non lo so. Sono contento anche del lavoro che fanno altri elementi. Andremo a recuperare anche un giocatore importante come Allan Arigoni, settimana scorsa ha giocato dieci minuti e già da domenica potrebbe aumentare il suo minutaggio. Abbiamo altri pensieri nella testa, sappiamo quello che può dare Amoura sia a partita in corso sia dal primo minuto.  Quest’anno, a parte la partita con il Basilea l’ho sempre schierato, è una grande mossa. Lui è un giocatore molto fastidioso per gli avversari, sento spesso i commenti degli altri tecnici nel post partita e tutti sottolineano come, anche quando entra a partita in corso, non sia mai facile cercare di tenere alta la linea difensiva perché lui attacca la profondità tutte le volte che può. Vedremo domenica se schierarlo dal primo minuto o a partita in corso. Qualche dubbio in merito oggi l’ho ancora.”

Squadra di valore

-Se non ho letto male in 14 partite il Servette vi ha battuto una volta sola. Cosa significa questo anche in ottica semifinale di Coppa svizzera?
“Non è che voglio essere bugiardo. Ma la Coppa con il Servette non l’abbiamo mai giocata: è una partita a sé, non c’è una classifica ma è questione di vita o di morte e le persone la giocano in maniera differente. In campionato abbiamo un buon ruolino di marcia, speriamo che possa confermarsi anche domenica. Ci sarà un nesso perché riusciamo sempre a fare bene contro il Servette? E’ una squadra speciale che ha elementi che sanno giocare a pallone. Quando vedo Cognat, uno che sa giocare tra le linee, che perde pochi palloni e che verticalizza sempre,  quando hai un giocatore come Stevanovic che, a differenza di tutti gli altri in Svizzera, ogni volta che riceve la palla sa già cosa farne: quello che ha fatto l’anno scorso è clamoroso, 16 assist vuol dire che vedi qualcosa che gli altri non vedono. A me piace molto anche Bedia e infatti da quando ha recuperato dall’infortunio ha fatto molto bene. Kutesa stesso quando è in forma ha delle giocate che hanno in pochi. Il Servette è una squadra a cui piace giocare e che tante volte, bisogna essere sinceri, ci ha anche dominato. Noi dobbiamo essere bravi a capire le loro lacune, hanno una rosa non tanto ampia perché sfruttano molto il settore giovanile, attualmente anche loro hanno qualche infortunio. Stiamo preparando la partita al meglio sapendo che loro qualcosa di importante col pallone la fanno sempre.”.

Complimenti al Basilea

-Quanto è importante il Basilea che avanza in Europa, al di là dei punti UEFA che conquista per la Svizzera, il fatto che dovrà avere testa, fischio ed energie su tre fronti e quindi magari qualcosa lascerà in campionato?
“Ieri sera dopo la partita ha inviato un messaggio al loro staff per congratularmi perché sono stati forti. Anche a Bratislava hanno avuto una grande reazione, dalla panchina sono entrati, come sempre,  giocatori che riescono a risolverla. Quando ci facemmo raggiungere in casa sul 2-2 con due cross sembrava il mortorio invece loro vanno in Europa e pareggiano le partite al 90′ e nei tempi supplementari con l’entusiasmo poi vincono la partita. Ho fatto loro i complimenti perché è una squadra viva e che non demorde mai, anche la settimana scorsa col San Gallo ci hanno creduto sino alla fine. Poi queste imprese sicuramente tolgono energia, adesso giocheranno una semifinale di Coppa contro l’YB, hanno un turno infrasettimanale come noi e dovranno poi disputare due partite contro il Nizza. Impegni che tolgono energia ma danno anche entusiasmo perché tante volte se vinci in Europa il giovedì poi la domenica sarai anche stanco ma la tua testa andrà a tremila . Bisogna capire bene cosa succede, sicuramente saranno un po’ più stanchi  e avremo qualche speranza in più ma, ripeto, la testa a volte va più veloce delle gambe.”

Scommessa Hajdari

-Hajdari è una scommessa che stai vincendo?

“Non è una scommessa che stiamo vincendo io o il mio staff. Penso che la società ci abbia visto giusto. Il ragazzo lo conoscevamo abbastanza bene perché nell’amichevole che avevamo giocato l’anno scorso contro il Basilea aveva disputato una disputato una buona partita, firmando l’assist del gol dell’1-1. E’ un elemento che ha delle qualità che nel calcio moderno vengono utilizzate al meglio, ha struttura, ha centimetri e soprattutto ha il sinistro con cui gioca a pallone. tante volte ci ha aiutato nell’uscita dalla zona difensiva. Sono contento perché è un ragazzo che piano piano è anche maturato in questa stagione e ha ancora margini di miglioramento. Sono sicuro che  essere entrato in questo gruppo, con persone più grandi di lui che l’hanno aiutato, gli abbia fatto molto bene. In questo momento ce lo godiamo e siamo soddisfatti che sia stato ancora convocato con la  nazionale U21. I minuti che sta giocando se li è meritati tutti, non  ho dovuto regalarglieli.”

-Il giovane difensore ha già raggiunto il numero di partite che farebbe scattare la clausola di acquisto con la Juventus?

“No. So che è un  giocatore che il Lugano ha la possibilitâ di acquistare. Ma non è questo il motivo per cui Hajdari sta giocando. E’ riuscito ad approfittare delle assenza di Mai prima e poi di Arigoni. Con il modulo della difesa a tre si è fatto trovare pronto e preparato e faccio fatica adesso a farlo stare fuori, quando un ragazzo merita di giocare è giusto metterlo in campo, Onestamente le cose delle presenze non competono a me. All’andata tante volte gli ho fatto fare il terzino sinistro quando Facchinetti era infortunato e Valenzuela squalificato o schierato a destra e devo dire che ha sempre risposto presente. Spero che continui così perché ha ampi margini di miglioramento, da uno come lui mi aspetto che sia sempre pericoloso anche in fase offensiva sui calci d’anbgolo: ha centimetri e uno stacco importante”.

Steffen in  nazionale

-Quando hai letto il nome di Steffen tra i convocati della nazionale maggiore cosa hai pensato che la stampa ticinese è troppo critica o che davvero è un pupillo di Murat Yakin?

“Su Renato non ho niente da dire ai giornalisti ticinesi. Loro si aspettano un giocatore della nazionale che faccia gol e assist ad ogni partita. E’ il gioco delle parti. Io so che anche nella mia squadra ci sono dinamiche nelle quali lui è veramente protagonista, dall’inizio della settimana fino alla partita. E’ giusto che ci si aspetti qualcosina di più soprattutto in quanto a statistiche, lui qualche assist e qualche gol l’ha già fatto ma può fare di più. E’ un giocatore che può occupare diverse posizioni  e di cui il selezionatore rossocrociato ha piena fiducia e io capisco il perché. Mi sono accorto tante volte che nei  momenti in cui la partita inizia a prendere una brutta piega lui, con il suo carattere e temperamento, da sempre un segnale alla squadra. In questi mesi ci sono state tante occasioni in cui abbiamo lavorato assieme che è venuta fuori la sua esperienza e il carattere svizzero-tedesco che ha dato una scossa ai compagni. E’ giusto che da parte vostra ci si aspetti qualcosina di più da Steffen ma comprendo benissimo perché Yakin faccia affidamento su di lui.”

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