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    Alla pausa ho chiesto più coraggio

    Alla pausa ho chiesto più coraggio

    Ovviamente felice a fine gara il presidente Renzetti che in questa ripresa post Covid ha azzeccato due risultati su due della sua squadra. Dal canto suo il tecnico Maurizio Jacobacci parla di una “vittoria sofferta ma alla fine meritata. Non mi spiego perché nel primo tempo  i ragazzi abbiano rinunciato a giocare, a parte un paio di diagonali di Kecskes su Lavanchy. Non abbiamo fatto girare la palla velocemente, i movimenti non erano quelli giusti;  c’è da dire  il campo bagnato dalla pioggia non ci ha aiutato con i palloni lunghi che schizzavano velocemente.  Abbiamo comunque saputo reggere e mantenere la nostra porta inviolata.  Alla pausa abbiamo messo le cose in chiaro. Ho fatto capire alla squadra che  si doveva osare maggiormente, ci voleva più fiducia nei nostri mezzi e nel nostro gioco offensivo. Bisogna osare qualche giocata e così siamo stati in  grado di mettere in difficoltà il Lucerna.”

    “Era una partita delicata: chi fosse passato in vantaggio aveva molte probabilità di conquistare i tre punti. E’ vero che la prima  occasione l’abbiamo avuta solo al 60′ e questo è poco. Giocavamo in casa con il pubblico (che ci ha aiutato molto) e bisognava fare qualcosa osa di più. Ma abbiamo trovato le risorse necessarie  per non subire reti e per passare in vantaggio su una palla inattiva, circostanza non da poco se si pensa che il Lucerna fisicamente è ben messo. Questo mi fa piacere: ci abbiamo creduto e per me era importante non prendere gol. Penso sempre che quando non  si subisce si hanno grosse possibilità di successo. Poi è arrivato anche il raddoppio di Lovric, magari un po’ fortunoso per la deviazione, ma  se non si osa non  si può segnare.”

    “Ho cercato di incitare la squadra  a restare concentrata sino al 95′ e a chiudere la partita con la porta inviolata. Sono fiero che siamo stati capaci di farlo. Quanto allo schieramento tattico abbiamo pensato di giocare a cinque per sorprendere un po’ gli avversari: sapevamo che loro -che hanno come assistente Colatrella che conosce bene il mio gioco- immaginavano un 4-1-4-1. La squadra aveva già giocato con la linea a cinque e conosceva bene il sistema, dico chiaramente che non è il mio preferito, ma oggi ci poteva stare per reggere gli attacchi dei lucernesi. Loro quando avanzano lo fanno in 4 o 5, sulle fasce  Ndiaye è molto bravo, Margiotta sa tenere palla, Matos è veloce, Schulz da terzino si  inerisce sempre. Conoscevamo bene  il loro modo di stare in campo e questo ci ha aiutato.”

    “Sapevamo che non potevamo attaccarli troppo alti perché in contropiede sono molto bravi e lo si è visto non appena ci siamo sbilanciati un pochino. Se perdi palla contro il Lucerna rischi sempre. Ma nella ripresa siamo usciti bene sin dall’inizio, mettendoli in difficoltà. Abbiamo fatto girare meglio la palla e loro hanno dovuto correre. Nei secondi 45′ non ci hanno più impensierito anche perché abbiamo migliorato la sincronizzazione tra Lavanchy e Daprelà che nel primo tempo non aveva funzionato al meglio. Siamo stati molto più aggressivi. Sono contento di vedere che nella ripresa i ragazzi sono venuti fuori, significa che fisicamente ci siamo e se possiamo tener testa al Lucerna -che fisicamente è tra le più forti- significa qualcosa.”

    “Il nostro obiettivo è di salvarci il più presto possibile. Una volta raggiunta la salvezza potremo eventualmente pensare a qualcosa altro. E’ bello aver vinto oggi perché da un segnale importante agli avversari. Contro il Lugano non deve mai essere facile scendere in campo e segnare un gol. Sono fiero della mia squadra, sia per la difesa sia per il comportamento di centrocampisti e attaccanti. Gerndt e Janga oggi hanno fatto un grandissimo lavoro, dalle punte si aspettano solo i gol ma i due -come a Ginevra-  si sono sacrificati per 90′ con tanta corsa e impegno sui loro difensori.”

    Ad Akos Kecskes, autore della rete del vantaggio, viene chiesto se questa sia stata una serata speciale, con la prima rete in bianconero, una prestazione maiuscola da difensore e la vittoria.

    “Sono molto contento soprattutto per i tre punti e per il fatto che non a abbiamo preso gol. Tutte le squadre contro di noi fanno fatica a segnare perché siamo veramente solidi non solo come difesa ma come atteggiamento di tutta la squadra. Il primo tempo non abbiamo gestito bene la palla, eravamo un po’ lenti da dietro a girarla e per questo non c’erano tanti spazi.  Personalmente sono contento perché l’ultima partita che avevo giocato era stata contro l’YB in casa a dicembre. Se ci pensiamo sono passati quasi sei mesi ed è sempre difficile ritrovare il ritmo. Sull’episodio del presunto rigore su di me penso che ci fosse: era un’azione di angolo ero in posizione di vantaggio e mi sono sentito tirar giù. Peccato che in Svizzera non si usi quasi mai il VAR. Si sarebbe potuto dare.”

     

     

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