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A Ginevra pareggio in rimonta, con pali e rimpianti

A Ginevra pareggio in rimonta (2-2), con pali e rimpianti

Un pareggio (2-2), per interrompere il mini filotto di due sconfitte consecutive. Un bicchiere mezzo pieno… di rimpianti. A Ginevra il Lugano ha agguantato un pareggio in rimonta da uno 0-2 maturato in 26′ minuti di grande difficoltà, e qui sta il motivo per il quale il punto ha una valenza positiva, ma ha altresì perso l’occasione di imporsi contro un Servette rimasto in dieci uomini dal 40′ per l’espulsione dell’ex Rouiller, tenuto in scacco per larga parte dell’incontro, prova ne siano i quattro “legni” colti, tutti nel primo tempo, da Steffen, Arigoni, Mai e Valenzuela.

In campo con una difesa senza Ziegler e Daprelà (squalificato), il Lugano ammirato in avvio ha pasticciato, sbagliato e subìto l’avversario, in vantaggio già al 2′ con un colpo di testa di Rouiller, non controllato a dovere da Mai. Un disimpegno impreciso di Arigoni ha poi permesso a Cognat di servire sul secondo palo Stevanovic, il quale ha avuto gioco facile nel beffare, ancora di testa, Valenzuela e Saipi. 2-0, avvio da incubo e bianconeri in affanno ma come destati dal doppio schiaffone.

Ripartiti di slancio, complice l’uscita di scena di un Servette che ha smesso di fare quanto aveva fatto molto bene fin lì, i bianconeri hanno assunto il controllo delle operazioni. Ecco quindi i pali  – ben quattro – e l’occasione ghiotta fallita da Mahou in una partita ribaltata sul piano dell’inerzia e segnata in maniera definitiva dall’1-2 di Celar, il quale nel tentativo riuscito di spedire la palla in fondo al sacco ci ha quasi lasciato la testa, colpito da Rouiller (poi espulso su segnalazione del VAR). Sanguinante e ferito al capo, lo sloveno dopo le prime cure del caso è stato ricoverato in ospedale a Ginevra, dove gli sono stati applicati i punti di sutura e ha trascorso la notte a titolo precauzionale, prima di fare ritorno (oggi) a Lugano.

Il secondo tempo è stato un monologo degli ospiti, spinti in avanti anche dall’ingresso di Haile-Selassie, Aliseda e Amoura, senza però ulteriori grandi sussulti. Eccezione fatta per il meritato 2-2 di Doumbia all’82’, una rete incredibile che l’instancabile ivoriano ha trovato dalla riga di fondo in campo, con la complicità del portiere granata Frick, beffato sul suo palo.

‘Quell’inizio non ci può stare’

“Era importante uscire da Ginevra con un risultato positivo – ha commentato Mattia Croci-Torti -. Abbiamo iniziato il confronto in maniera disastrosa. Abbiamo commesso gravi errori in uscita da palla, esercizio che solitamente eseguiamo bene. Del resto, le qualità per farlo non ci mancano. Nei primi 15 minuti ci tremavano le gambe, ma poi non abbiamo mai mollato e siamo stati bravi a riprendere il filo del discorso, dominando la gara, dal 26′ in avanti. La squadra ha avuto voglia, pazienza e capacità di gestire la rimonta, evitando di sbilanciarsi in avanti e di esporsi così al contropiede del Servette. Come detto, siamo stati bravi a riagguantare il risultato, ma quell’inizio di partita non ci può stare”.

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