Tramezzani: fino al gol rischiato niente

Al fischio finale dell’arbitro Urs Schnyder animi contrastanti ovviamente nei due clan. I gialloneri festeggiano sotto la loro curva (300 tifosi hanno intrapreso la trasferta) mentre Rey e compagni vanno a salutare i fans che non ha fatto mai mancare il suo sostegno. Il tecnico del Lugano Paolo Tramezzani si ferma subito a rispondere alle domande dei giornalisti.

“Non ho schierato -spiega risponde alla prima domanda- una formazione troppo impostata sulla difensiva. Sadiku, Alioski e Carlinhos sono attaccanti, Mariani è una mezza punta; per cui giocare con quattro elementi di queste caratteristiche che possono fare bene dalla metà campo in sù non penso che possa essere ritenuto uno schieramento difensivo. Al di là degli aspetti e delle caratteristiche individuali conta come la squadra riesce ad esprimersi. I giocatori vanno messi in condizione di far bene quello che sanno fare bene ma bisogna chiedere loro anche dei sacrifici. Credo che obiettivamente sino al gol la squadra abbia rischiato poco, contro una compagine che crea sempre molto, che ha il  capocannoniere e il miglior assist-man del campionato. Quindi senza temere gli avversari abbiamo chiuso bene le loro linee di gioco e di passaggio. Credo che questo sia un modulo, al di là delle assenze continenti odierne, che possa essere riproposto anche in futuro.”

-Come ti spieghi quel certo squilibrio nei tre minuti in cui avete preso i due gol?

“Preso il gol alla prima conclusione nello specchio della porta penso che la squadra possa aver accusato il colpo, come si dice. L’ 1-2 è diventato micidiale, nonostante abbiamo ricercato di reagire e ripartire e nonostante a 10′ dalla fine abbiamo avuto un’occasione con Alioski davanti alla porta. Lì magari si poteva magari pensare di riaprire in qualche modo le cose”.

-Il loro gol è venuto proprio nel  vostro miglior momento?

“Ho avuto la stessa impressione. Nella ripresa siamo riusciti ad alzare  maggiormente le mezze ali e a recuperare così un maggior numero di palloni, ad avvicinarci alla porta avversaria e ad essere più pericolosi. Avevamo un piglio diverso, non abbiamo perso la sicurezza dietro anche nelle uscite con il pallone, però trovavamo subito la giocata facendo qualche tocco in meno .”

-Lo hai chiesto tu negli spogliatoi alla pausa?

“A fine primo tempo ho semplicemente detto ai ragazzi che stavamo facendo una discreta partita dietro, le due mezze ali stavano facendo bene sui loro terzini e poi a restringere gli spazi agli esterni, con l’aiuto di Antoine che dava molto equilibrio proprio davanti alla difesa. Ho semplicemente chiesto che quando recuperavamo la palla di provare, se eravamo sicuri, la giocata in avanti: cercare insomma di uscire con uno o due tocchi in meno dalla nostra metà campo.”

-La scelta di escludere Sabbatini è stata tattica?

“Jonathan è un giocatore importantissimo che con me ha sempre giocato: gli ho dato la fascia di capitano. Gode di grandissima stima, veniva da un infortunio che l’ha tenuto fuori un po’, da quando l’ho avuto a disposizione l’ho sempre schierato e ha sempre fatto ottime partite. Non lo discuto assolutamente, sono scelte -come avevo detto nel pre-partita- condizionate dalla gara che vogliamo fare, dall’avversario, dal modulo, dai ragazzi che ho a disposizione, tenendo presente che lui sino a questo momento ha dato tantissimo. Non è una bocciatura o una messa in discussione, averne di giocatori come Sabbatini. Poi fa piacere che chi gioca al suo posto, come Rey oggi, si faccia trovare pronto, faccia delle buone partite e altrettanto anche chi entra a partita in corso. Sono un allenatore fortunato vista la qualità dei giocatori a disposizione, non undici ma molti di più. Più vado avanti e più li conosco e più so di poter contare anche su ragazzi che sino a questo momento ho sacrificato e hanno giocato un po’ di meno”.

-Contento che arrivi la pausa per le nazionali?

“Non lo so sinceramente. Dal punto di vista fisico abbiamo lavorato tantissimo in questi due mesi e mezzo. Per come vedo le cose la pausa è un recupero, ne approfitteremo. Concederò un paio di giornate libere ai ragazzi, poi andremo in Liguria 3 o 4 giorni a riprendere la preparazione cercando di mantenere il buon stato di forma fisica che abbiamo dimostrato di avere fino a questo momento”.

-Dal punto di vista della prestazione e della grinta oggi hai visto quello che era mancato a Thun?

“Ho visto una squadra decisa, che accettava i duelli: nel primo tempo su 17 seconde palle ne abbiamo conquistate 13, abbiamo vinto il 70% dei contrasti contro una squadra che è anche molto fisica e questo è determinato dall’atteggiamento, dalla voglia di giocare un calcio anche aggressivo, accettare i duelli. Sotto questo punto di vista la prima ora di gioco è stata positiva.

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